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L'opera sublime di Petruccelli.

L’arte multiforme di Nick Petruccelli approda alla biennale di Venezia

Dal primo al 25 ottobre, in mostra alcune opere selezionate di Nick Petruccelli a Venezia. Tanto in occasione della collettiva di arte organizzata nell’ambito della biennale in corso.

Precisamente il tutto avrà luogo presso Santa Maria della Pietà Castello in Calle della Pietà. Come noto, l’artista sammarchese è scomparso qualche mese fa, lasciando un immenso vuoto nel mondo della cultura locale, da tempo sempre all’avanguardia in ogni branca dello scibile.

A promuovere l’evento ci ha pensato la Fondazione Amedeo Modigliani, che da tempo è centro operativo di iniziative importanti nel campo dell’arte e della cultura, cui partecipano il fior fiore del settore, comprendente artisti provenienti non solo da ogni parte dello Stivale, ma anche dal resto del mondo, attratti come sono, oltre che dagli eventi cinematografici, dalla laguna e dalla sontuosità dei suoi palazzi e dei suoi monumenti e tradizioni marinare.

Con siffatta attività, la predetta istituzione ha come scopo un percorso artistico proprio a Venezia, città simbolo della ripartenza, luogo centrale nel panorama nazionale e internazionale dell’arte, scelto come trampolino di lancio per un progetto strutturato che seguirà nel tempo itinerari italiani ed esteri. A quanto appreso dalla famiglia, la manifestazione odierna si ripeterà pari pari nel maggio del prossimo anno, così come concordato con l’organizzazione della biennale, che ne è questa volta promotrice diretta. Ovviamente saranno esposte un maggiore e qualificato numero di opere appartenenti alla vasta e variegata produzione artistica dell’interessato.

Come noto la stessa è composta in massima parte da pitture in acrilico, da sculture in legno, in pietra, in metallo, materiale di risulta, un po’ simile alla cosiddetta arte povera, infine misto, ossia composto da pitture sculture. L’insieme, che conta oltre un migliaio di creazioni, abbraccia circa mezzo secolo di vita trascorsa inizialmente prima in Germania e poi in Australia,

Ed è proprio nel nuovo continente che egli ha imparato, come si suole dire, l’arte presso la scuola di suo fratello Peter, artista sommo anche lui ed accademico di primo ordine a Melbourne, scomparso alcuni anni fa, regalandoci opere a iosa esposte nelle nelle più importanti gallerie e strutture museali locali e internazionali. Ora, pare, che il medesimo destino tocchi anche al nostro protagonista con le sue puntuali uscite nella più importanti esposizioni, prima in Puglia, poi a Firenze e in ogni parte d’Italia, compreso Roma, dove ha esposto con successo di pubblico e di critica per ben tre volte.

Dal canto suo, la famiglia dell’artista, da qualche anno ha istituito e cura un apposito sito internet sulle opere di questo grande artista. Ecco perché l’arrivo a Venezia, soprattutto alla Biennale, è da considerarsi un traguardo non plus ultra da parte dei critici e da tutti coloro che stimano la sua persona e le sue opere. Tant’è che i suoi amici e critici sono già all’opera per organizzare, a fine ottobre, una commemorazione fattiva della sua scomparsa con convegno di levatura nazionale e la pubblicazione di un secondo Catalogo, di cui presto si dirà.

 

N.B. Per quanto riguarda Rignano Garganico , da evidenziare la scultura in noce della Madonna del Carmine con gruppo, ritenuto dagli esperti uno dei maggiori capolavori.

Antonio Del Vecchio
Author: Antonio Del VecchioEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Antonio Del Vecchio (foto di Vanni Natola) è giornalista, scrittore, storico e appassionato di archeologia antica e moderna. Ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni cartacee su storia, tradizioni, emigrazione, tesori archeologici e racconti. E' stata la penna storia della Gazzetta del Mezzogiorno ed oggi scrive per diverse testate giornalistiche cartacee e on line.