Antonio Del Vecchio
21/04/17

I Poeti del Gargano, con la loro poesia, hanno reso omaggio a San Marco in Lamis

Da sx: Angelo Capozzi, Antonio Del Vecchio, Franco Ferrara e Leonarda Crisetti Da sx: Angelo Capozzi, Antonio Del Vecchio, Franco Ferrara e Leonarda Crisetti

SAN MARCO IN LAMIS. Questa volta è la “Montagna” che è andata da Maometto e non viceversa. Il riferimento è alla bellissima 'serata di poesia in tutte le lingue del Gargano regalata dagli autori del volume “Poeti del Gargano…” alla  capitale  della cultura per antonomasia  della Capitanata, quale si ritiene ed è San Marco in Lamis.

Lo hanno fatto con il raduno svoltosi ieri sera presso l’accogliente Sala di Artefacendo, unendosi agli altri selezionati ospiti del luogo. A prendere la parola per primo è stato Franco Ferrara di Apricena, che con i suoi modi e parole semplici , oltre a  presentare relatori ed autori, ha moderato i lavori sino alla fine. Lo ha seguito a ruota Pierino Villani, docente ed autore di opere teatrale, che, nel portare i saluti delle associazioni ospitanti “La Puteca” e  “Artefacendo”, ha messo in evidenza le finalità perseguite dai sodalizi, auspicando la messa in atto di altre iniziative pregnanti e dirette a far crescere culturalmente la città. Dal canto suo, Angelo Capozzi dell’Università del Crocese in Foggia, il quale ha fatto una lunga cronistoria degli antichi abitatori della Daunia, passando in rassegna  le avvenute immigrazioni e trasformazioni linguistiche che l’hanno interessata nel corso dei secoli, soffermandosi in particolare, oltre che sulla lingua, sugli usi e costumi introdotti ed assorbiti dal territorio fino ai giorni nostri. In ciò facendo leva sull’interpretazione delle leggende, tramandate per via orale di generazione in generazione. Dopo di che la parola è passata ad Antonio Del Vecchio, giornalista, che si è soffermato a lungo sugli ‘inquinamenti’ in corso nella lingua ufficiale e nei dialetti d’Italia, con l’avvento della globalizzazione e l’uso dei mezzi di comunicazione sempre più evoluti, che ha rivoluzionato non solo il nostro modo di parlare ma anche quello di pensare ed interpretare i nuovi bisogni. Infine, è intervenuta, in veste di critica e di esperta di letteratura, Leonarda Crisetti di Cagnano, che ha tenuto una vera e propria “lectio magistralis”  sulla materia, evidenziando le varie sfumature non solo di tipo linguistico e stilistico ma soprattutto riguardanti  la varietà ed originalità  dei contenuti di ogni singola lirica. Tra l’altro, riferendosi ad alcuni concetti, già esplicitati da Maurizio De Tullio, ha sottolineato la necessità che la scuola si attivi a promuovere il dialetto, in quanto bene culturale e specchio della realtà, per arginare l’omologazione corrente “sempre più perversa e pervasiva”. Ed è proprio in questa direzione – ha affermato la relatrice – che si muove il libro in parola. Si tratta , a suo dire,  della <<prima opera di questo  genere, realizzata nella “Montagna del sole”, non perché non ve ne siano  altre, ma perché è la prima che ha consentito agli autori di esprimersi utilizzando il codice dialettale del proprio paese liberamente, trascrivendo i suoni della parlata locale senza sottostare a regole imposte>>. Dopo di che si sono alternati a declamare le tre poesie previste, lo stesso Ferrara e poi via via tutti gli altri:  Giuseppe Trombetta di Carpino, Nino Visicchio e Rocco Martella di Ischitella, Pietro Salcuni di Monte Sant’Angelo, Onofrio Grifa e Michele Totta di San Giovanni Rotondo, Maria Rosaria Vera, Michela Di Perna e Nicola Angelicchio di Vico del G., Isabella Cappabianca Pernice e Angela Ascoli di Vieste e  Antonio Guida di San Marco in Lamis (mancavano i poeti di Rignano, Peschici, Cagnano, Manfredonia e Mattinata). Applausi per tutti, in modo particolare per Guida, padrone di casa e per M.R. Vera, che ha incantato letteralmente il pubblico, oltre che con le sue rime, soprattutto per la canzone della ‘tarantella’, ballabile reso quanto mai  invitante, grazie all’ininterrotto   accompagnamento operato dal  pubblico con il ritmo del battimani. (La redazione con foto di Luigi Ciavarella)

  

 

Letto 335 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Aprile 2017 17:25
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.