Antonio Del Vecchio
07/04/17

Grande successo di pubblico e di critica alla presentazione del v. ‘Poeti del Gargano’, a Cagnano

 CAGNANO VARANO. Grande successo di critica e di pubblico alla presentazione del v. “Poeti del Gargano, a Cagnano Varano. L’iniziativa ha avuto luogo, come preannunciato,   presso l’Auditorium dell’Istituto del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “De Rogatis – Fioritto”.

Quest’ultimo era letteralmente  strapieno di alunni, insegnanti e  poeti. Se ne sono contati più di 200, compresa la maggior parte degli autori, di cui dirò. A cominciare per i saluti sono stati l’assessora comunale alla Cultura, Mariella Scanzano e il dirigente scolastico Francesco Donataccio. Entrambi hanno espresso vivi apprezzamenti e gratitudine per l’evento, auspicando l’ingresso del dialetto a pieno titolo nella scuola, a cominciare dalla primaria. Poi la parola è passata al maggiore protagonista e mattatore della mattinata. Il riferimento è al poeta e curatore del libro, Franco Ferrara, che ha fatto subito il suo ‘ingresso’ declamando ‘È poesia mia il Gargano mio’ (traduzione in Italiano),assai applaudita dalla platea, non si sa se per la ‘dicitura’ o per la bontà del  suo contenuto, ispirato al vero e alla bellezza del Promontorio. Prima di parlare di sé, ha letto la relazione di Geppe Inserra, noto giornalista, impossibilitato a partecipare per sopravvenuti e improrogabili impegni. Tra l’altro, quest’ultimo ha messo in evidenza il ‘male oscuro’ che travaglia la società odierna, avviata alla globalizzazione selvaggia e alla perdita della propria identità,  riconoscendo al latore dello scritto il pregio dell’andare contro-corrente per interessare la scuola al dialetto e alla poesia. Ferrara, dal canto suo, ha sottolineato che i giovani di oggi possono essere strappati dall’asettico conformismo del web e riportati sulla retta via dell’acculturamento del passato, non solo in termini di conoscenza, ma anche di percezione dei sentimenti e dei valori espressivi della lingua materna. Lo ha seguito a ruota Angelo Capozzi, insegnante ed animatore dell’Università del Crocese in Foggia, che, oltre a vantare la natura e il paesaggio garganico, ne ha elogiato la cultura e la storia,  arrivando sino ai suoi antichi abitatori. Si è portata, poi, ai microfono Leonarda Crisetti, che ha tenuto una vera e propria lezione magistrale e critica  su ciascuna poesia contenuta nel libro in parola, chiamando di volta in volta i poeta presenti (ce n’erano 11 su quindici) a declamare una poesia nel proprio dialetto. Ecco gli autori presenti ed invitati: ; Giuseppe Trombetta (Carpino); Nino Visicchio (Ischitella); Onofrio Grifa e Michele Totta (San Giovanni Rotondo); Antonio Guida (San Marco in Lamis); Maria Rosaria Vera, Michela Di Perna e Nicola Angelicchio (Vico del Gargano); Isabella Cappabianca e Angela Ascoli (Vieste). Prima e dopo l’intervento della Crisetti, sono state eseguite, a mo di pausa e accompagnate dal suon di nacchere, una serie di danze, messe in atto da un affiatato gruppo di ragazze del posto in costume tipico.   

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.