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NICOLA DEMAIO, REDUCE RIGNANESE SCAMPATO AL LAGER DI DACHAU PDF Stampa E-mail
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Le news - Personaggi
Scritto da Administrator   
Domenica 17 Novembre 2013 07:48

Storie di caduti e sopravvissuti garganici nella II Guerra Mondiale

di Antonio Del Vecchio

RIGNANO GARGANICO. La Seconda Guerra Mondiale è ricca di storie, vicende umane e situazioni reali al limite dell'immaginario. Tra queste c'è la vicenda di Nicola Demaio, classe 1924, nato a  Rignano Garganico  ed ivi deceduto alcuni anni or sono. A distanza di sessant'anni dalla fine della Guerra e del rientro in patria era riuscito ad ottenere il dovuto riconoscimento da parte del governo tedesco per la sua prigionia nel campo di sterminio di Dachau. Il secondo conflitto bellico, non lo scopriamo noi, è stato uno dei momenti di guerra più terribili dalla nascita del mondo moderno ad oggi, periodo in cui le battaglie, con le dovute eccezioni, si svolgono più sui mass-media, che sul campo. Nicola Crapacottë, come lo conoscono in paese, ha affrontato, come accennavamo poco fa, uno dei momenti peggiori della seconda belligeranza, quella dello sterminio di massa nei campi di concentramento del Partito Nazista di Hitler. Ne è uscito sano e salvo nel fisico, ma non nella mente, legati ai ricordi di sofferenza, di fame e di tremendo odio verso i carnefici. Ancora diciannovenne venne arruolato, nei primi mesi del 1944, nel 34esimo reggimento di Fanteria (Cuneo), con distaccamento a Limone, principale centro della Val Vermenagna. Nell’aprile dello stesso anno abbandonò l’esercito. Aderì subito dopo alle milizie partigiane. Nel tentativo di unirsi ai partigiani iugoslavi di Tito, venne catturato dai tedeschi. Ci troviamo intorno ai primi di maggio. Spostiamoci mentalmente nei pressi di Redipuglia. Da qui venne trasportato a S. Sabo, vicino Trieste. Rimase pochi giorni in questo campo di prigionia. La mattina del 31 maggio 1944 con altri compagni venne deportato nel lager di Dachau. Ci troviamo nella Germania del sud, vicino a Monaco di Baviera. Il 2 giugno venne contrassegnato con la matricola n. 69750. Crapacottë ci racconta che assieme a lui c'erano circa 600 persone, anche se le stime ufficiali, quelle storiche basate sugli atti e sulle testimonianze di altri scampati, parlano di 342 deportati. A Dachau fu inserito tra i prigionieri cattolici. Altri tra quelli ebrei. Lavorava nelle fabbriche vicine al Lager, nel raggio di 5 km, facendo i mestieri più disparati, sotto la stretta sorveglianza dei soldati tedeschi, armati fino ai denti. Si nutriva di poche cose: pane nero, ortica e patate. Il 2 aprile 1945 le fabbriche furono chiuse e Nicola rimase internato nel Lager di Dachau, con un suo carissimo compagno, Vincenzo Sansalone originario di Reggio Calabria (che vorrebbe rivedere, se ancora in vita), fino al 30 aprile, quando il campo fu liberato dagli americani. Il 29 maggio 1945 dalla stazione di Dachau partì alla volta di Verona. Salì su un grosso mezzo destinato a Piacenza, dove si fermò per una notte. La mattina successiva cercò di trovare un posto su uno dei tanti camion affollati diretti a Roma (visto che le strade sulla costa Adriatica erano interrotte). Nella Capitale c'era un centro di smistamento. Con altri due compagni, uno di San Severo e l’altro di Sannicandro Garganico, salirono su un treno che lo portò fino alla stazione di Caserta. Qui cambiarono per Foggia dove giunsero in tarda serata. La partenza la mattina dopo per il Gargano. Nicola scese alla stazione di San Marco in Lamis e a piedi raggiunse il paese dove fu rifocillato con solo pane da Nicola Lambriola. Il 3 giugno 1945 arrivò, sempre a piedi, a Rignano dove finalmente poté riabbracciare i suoi cari. Nicola finisce il suo termina il suo racconto con una esortazione ai più giovani: “pace e bene, cercate di fare in modo di non avere questi martiri”. Lo stato tedesco nel 2005 gli ha riconosciuto il dovuto "Indennizzo per Lavoro Forzato in condizioni di Schiavitù". Una lunga intervista-verità sulla sua vicenda di prigioniero, per finire, è conservata nell'archivio del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata: Storia Orale, video-intervista n. 10, a cura di Salvatore Villani, Rignano Garganico, 13 maggio 2005.

 


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