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OLTRE IL CONGRESSO MA FACENDO CHIAREZZA PDF Stampa E-mail
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Le news - Spazio alla politica
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Novembre 2013 23:50

di Michelangelo Lombardi (*)

Il congresso si è concluso, come ha detto Raffaele Piemontese, ed ha dato i suoi responsi politici. La partita congressuale, dunque, è da ritenersi chiusa e urge intraprendere un percorso unitario che, tutta-via, non si riduce soltanto all’opportunità di attribuire all’altro competitore la Presidenza dell’Assemblea provinciale del partito. Il Partito Democratico non è costituito soltanto dagli iscritti e dalla sua classe dirigente, che ne sono il nucleo centrale, ma anche dall’ampia platea di simpatizzanti ed elettori, nonché dai tanti che in questi anni abbiamo perso per strada ma che possiamo, e dobbiamo, riavvicinare e convincere a rinunciare al purgatorio del non voto. E, inoltre, anche dai tanti delusi dal centrodestra e dal grillismo, che potreb-bero guardare a noi se confortati da un innovativo ed ambizioso progetto di cambiamento che offra una speranza diversa di futuro.

Ciò stante, è giusto che l’ampia platea appena descritta sappia che la fase congressuale che si conclu-derà l’8 dicembre prossimo, così come i congressi provinciali appena conclusi, intende perseguire quell’obiettivo, non altro: cioè non un confronto muscolare fra i vari contendenti per una premiership fine a se stessa ma un confronto fra idee diverse di futuro del Partito e del Paese sia a livello nazionale che territoriale, da far convergere in una “sintesi alta”.

Orbene, se siamo tutti convinti degli obiettivi da raggiungere, non sono del tutto d’accordo sulla posi-zione di Raffaele Piemontese. Infatti, non è possibile immaginare che una battaglia così aspra, difficile, combattuta anche – diciamo da entrambe le parti - con strumenti non convenzionali, possa chiudersi con una semplice stretta di mano e non con un confronto ampio e partecipato sul futuro del Partito e la sua struttura organizzativa, le sue forme e modalità di comunicazione, i suoi rapporti con i territori, le prime avvisaglie di rivalsa tribale nei confronti delle persone.

E, inoltre, sul progetto politico più complessivo, che attiene non solo allo sviluppo economico  e sociale dell’intero territorio e alle modalità di approccio ai problemi tuttora insoluti, ma anche alle modalità dei rapporti con la società, con il sistema d’impresa, l’associazionismo economico e sociale.

A fronte di tutto questo, quindi, non posso credere che tutto possa risolversi con l’attribuzione, seppur gradita e dignitosa, della Presidenza dell’Assemblea dei delegati e di un confronto di vertice fra i due contendenti.

In un Partito plurale, democratico, inclusivo, aperto, composito, come il nostro, si deve ambire a rag-giungere l’unità sostanziale e non di facciata. E l’unità si può costruire solo facendo seguire i fatti agli impegni presi in campagna elettorale e davanti ai massimi organi regionali. E’ questa la sfida che voglio lanciare a Raffaele: costruire un partito davvero rinnovato, che coinvolga le donne e i giovani in maniera sostanziale nei gruppi dirigenti, che sia realmente partecipato nei processi decisionali.

Se si avrà questa capacità e questo coraggio non mancherà il mio contributo e l’apporto di chi mi ha sostenuto, altrimenti il nostro partito continuerà a proseguire negli errori del passato.

In politica, come nella vita, si può perdere e si può vincere, cadere e rialzarsi, purché si abbiano a cuore alcune cose: mantenere la credibilità e rispettare la dignità di ognuno.

(*) Candidato alla segreteria provinciale del PD foggiano


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