Antonio Del Vecchio
19/09/17

Che sfortuna, ancora intoppi per l’annosa apertura del Museo di Grotta Paglicci, a Rignano G.!

RIGNANO GARGANICO. Ancora perplessità sull’apertura o meno a breve scadenza del Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico.

E questo sarebbe dovuto alla minacciata interruzione dei lavori di allestimento da parte della ditta Cosmic di Manfredonia, titolare dell’appalto di un  progetto da 200 mila euro, redatto e diretto dall’architetto Stefano Del Pozzo sotto la supervisione della Soprintendenza competente. Intoppo, quest’ultimo, dovuto – a quanto appreso – al ritardatoe non ancora avvenuto  pagamento dell’ultima tranche da parte della ragioneria della Regione Puglia, di cui nessuno è stato in grado di spiegare il perché. Del tema, tirato fuori dall’opposizione,  se n’è discusso a iosa nell’ultima seduta consiliare. Al riguardo, il sindaco Luigi Di Fiore, ha preso impegno  di incontrare a breve scadenza  i dirigenti responsabili, al fine di risolvere la questione e portare a termine l’opera. In sintonia si è espressa anche  il consigliere delegato al ramo, Viviana Saponiere, avvocatessa. Gli anzidetti lavori di completamento hanno avuto inizio lo scorso anno  con tanta di presentazione  ufficiale del progetto, celebrata in pompa magna nell’Auditorium dell’ex-chiesa del Purgatorio, stracolmo di pubblico selezionato proveniente da ogni dove. Tra l’altro, erano intervenuti, oltre agli amministratori pro-tempore, compreso Michele Ciavarella (oggi all’opposizione), il suddetto progettista, unitamente ad Anna Maria Tunzi della Soprintendenza. L’interesse suscitato per questo lavoro, considerato definitivo, fu salutato con grande e diffuso interesse dalla popolazione. E questo non a torto, perché dall’attivazione del Museo  potrebbe rinvenire, finalmente, l’agognato e mai raggiunto obiettivo del decollo turistico del territorio sia sul piano ambientale,  paesaggistico, ma soprattutto  preistorico - storico e culturale.  A proposito di Paglicci, basti pensare alle sue innumerevoli testimonianze d’arte, alle ben arredate e corredate sepolture del ragazzo e della donna del tipo di  Cro-Magnon, ai focolari, ai resti umani, alle industrie litiche che riflettono  un continuum evolutivo che copre il Paleolitico inferiore, Medio e Superiore, ossia un arco temporale che va da 200 mila anni agli 11 mila anni da oggi. Che dire poi della farina di avena selvatica di 32 mila anni fa o della donna (si veda foto del volto ricostruito da Mallegni-Università di Pisa), ritenuta per le sue fatture e lo studio sul Dna, un antesignana della razza europea?  Insomma, Paglicci è un bene invidiatoci da tutto il mondo e che assolutamente non  può essere fatto fuori dal solito cavillo burocratico o da chi spesso vede la pagliuzza e non la trave.

 

 

 

Letto 313 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Settembre 2017 11:41
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.