Antonio Del Vecchio
12/09/16

Una “cittadella della scienza” per il Museo di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico

L'intervento di Vincenzo Augelli - Università di Bari, tra i giornalisti Angelo Del Vecchio(sx), Saverio Serlenga (a dx) e Angelo Mastrillo-Università  di Bologna (dx) L'intervento di Vincenzo Augelli - Università di Bari, tra i giornalisti Angelo Del Vecchio(sx), Saverio Serlenga (a dx) e Angelo Mastrillo-Università di Bologna (dx)

RIGNANO GARGANICO. Ci vuole  una “cittadella della scienza” che affianchi il Museo di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico. É quanto propone Vincenzo Augelli, docente di Fisica dell’Università di Bari, nell’intervento che segue, tenuto il 13 /08/ 2016.

<<Desidero ringraziare Tonino e Angelo Del Vecchio per aver dato l'opportunità , attraverso la presentazione del libro "L'oro di Paglicci", di riportare l'attenzione sulla Grotta Paglicci, luogo di notevole importanza per il paleolitico mondiale e per l'archeologia come testimoniano gli scavi, i reperti trovati, le pubblicazioni dei ricercatori. / Purtroppo sono trascorsi più di 50 anni da quando si è rivolto un interesse culturale alla grotta Paglicci e poche cose sono cambiate, a parte quanto emerso dagli scavi. La grotta e' ancora non visitabile, e' ancora proprietà privata e gli scavi sono fermi da circa un decennio. Inoltre, esiste un Museo che mi sembra abbia difficoltà a decollare. / E' evidente che per far decollare tutta l'attività c'è bisogno di persone e risorse./ Una prima idea che mi viene in mente, può darsi che sia già concreta, e' che gli Enti interessati come Comune, Comunità montana, Regione Puglia....., potrebbero costituire un Comitato Grotta Paglicci che si occupi delle varie problematiche tra cui anche quella di sottoporre progetti ad enti finanziatori, tra cui anche la UE. / E' di qualche giorno la notizia di un finanziamento per il Sud di 13,4 miliardi di euro, dei quali oltre 2 andranno alla Regione Puglia per aree tematiche considerate strategiche per il Sud. La cultura ed il turismo sicuramente lo sono anche per il Gargano. / E qui mi viene un'altra idea che lancio, che è quella di costituire a Rignano una Cittadella della scienza , oltre al museo grotta Paglicci, per iniziare a far sorgere nei nostri ragazzi la passione e l'interesse per la scienza. / Ma, per tornare alla Grotta Paglicci, vorrei sottolineare che la ricerca archeologica non può prescindere dal contributo delle discipline scientifiche. / Circa vent'anni fa, un gruppo di fisici dell'Università di Bari, tra cui il sottoscritto, venne a visitare la grotta durante un periodo di scavi e con alcuni colleghi archeologi scrivemmo un progetto che aveva come obiettivo la datazione di reperti. Ma tale progetto non fu finanziato dagli enti ai quali lo sottoponemmo. / Ancora oggi alcuni ricercatori sono disponibili a riconsiderare la questione. Siamo in grado, tramite tecniche di termoluminescenza o del carbonio 14, di datare reperti organici o ceramici o selci o argilla. Nel caso vi fosse ancora un interesse in tal senso, il dipartimento di fisica dell'Università di Bari e' ancora disponibile. / Per concludere: essendo stato ricercatore e docente per oltre 40 anni, so che i risultati non vengono da soli, bisogna volerli e per vederli bisogna impegnarsi e lavorare e, come dicono Tonino e Angelo nel loro libro, è necessario rimboccarsi le maniche. / Cerchiamo di far seguire i fatti alle parole. Io sono disponibile a dare il mio contributo. Grazie per l'attenzione. Vincenzo Augelli  >>.

 



N.B. Presentazione v. L’oro di Grotta Paglicci, intervento di Vincenzo Augelli, Professore di Fisica dello Stato Solido presso Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari.

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.