Antonio Del Vecchio
23/11/15

Altra classe, altra visita al Centro Multimediale di Grotta Paglicci a Rignano Garganico

Gli alunni di  III "C" ITC "Dante-Galiani" di San Giovanni R. Gli alunni di III "C" ITC "Dante-Galiani" di San Giovanni R.

RIGNANO GARGANICO. Altra classe, altra visita al Centro Multimediale di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico. Si tratta della terza “Elementare”, sezione “C” dell’Istituto Comprensivo “Dante - Galiani” di San Giovanni Rotondo: una ventina di alunni in tutto, guidati dalle insegnanti Maria A. Placentino, Filomena Montecalvo ed Arcangela Latiano. I visitatori vi sono giunti a bordo dello Scuolabus, messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Luigi Pompilio.

Tanto è la logica conclusione delle lezioni teoriche sulla Preistoria, previste dal programma scolastico e svoltesi nelle settimane scorse. Come la volta ultima, a promuovere l’importante sperimento didattico ci ha pensato il Coordinamento “Amici di Grotta Paglicci” (vedi sito: www.grottapaglicci.it), organismo che da mesi è impegnato a rilanciare il sito su tutti i fronti, a cominciare dalla giornata nazionale sul tema indetta, come noto, il 13 agosto del prossimo anno. Ecco come si sono svolti i fatti. Alle ore 9.00, arrivo in paese, degli alunni. Si è abbordato subito la Ripa –Belvedere, con una sosta davanti al maxi – altorilievo dell’artista Antonio Giuliani, fissato sulla muraglia a custodia-difesa del caseggiato vicino. In esso sono rappresentanti i beni culturali più importanti del Gargano, in particolare quelli del luogo. Ad illustrarlo ci ha provato chi scrive, sottolineando i passaggi storici salienti, i luoghi e i personaggi più in vista del Promontorio. Dopo di che si è proseguito il cammino, facendo ammirare ai ragazzi il panorama mozzafiato: sotto la sconfinata piana colorata d’autunno, di fronte i monti del sub Appennino dauno, trapunto di caseggiati e paesi di colore bianco; ad Est, il Golfo di Manfredonia; ad Ovest i Monti innevati della Maiella. Quindi, si è passato al Centro storico di fattura ed origine medievale, composto da un agglomerato di vie strette a serpentina, di cavernosi archi, di piazzette e vichi. Il percorso istruttivo, illustrato a menadito sotto ogni aspetto da chi scrive, si è concluso in Largo Palazzo, con la visione del Palazzo Baronale e dell’omonima Torre bizantina, un tempo distaccata dal palazzo - castello. A ricevere l’insolita comitiva nel predetto Centro Multimediale, ha provveduto Enzo Pazienza, presidente del Centro Studi Paglicci, che ha tenuto una vera e propria lezione-fiume sull’argomento, avvalendosi costantemente di esempi pratici, come le riproduzioni dei graffiti e delle pitture parietali scoperte a Paglicci, comprese alcuni disegni e pitture trovati nelle grotte vicine. Dopo di che gli alunni si sono spostati nella contigua saletta-video, dove hanno assistito alla proiezione di un filmato pluridisciplinare sull’argomento, redatto dall’Università di Siena e bene esposto, previo le voci dei suoi massimi esperti, come Anna Maria Ronchitelli, direttrice degli scavi di Paglicci, Paolo Boscato ed altri. Quindi ci si è spostati nella sala – laboratorio, dove il Pazienza ha continuato il discorso della sperimentazione pratica (lavorazione della selce, riproduzione degli strumenti litici della vita quotidiana, pittura con ocra rossa, ecc.) fino alla laboriosa accensione del fuoco con la pietra focaia. Manifestazione, quest’ultima, che ha riscosso il plauso non solo dei discenti, ma anche del corpo insegnante. Dulcis in fundo, chi scrive ha ribadito le “unicità” dei ritrovamenti di Paglicci: la presenza delle tre fasi del Paleolitico (inferiore, medio e superiore), compresa quella dei resti umani (Homo: abilis, erecto, Neandertal, Sapiens e Sapiens Sapiens); la ricostruzione con il Dna del volto della donna Cromagnoniana e la sua modernità; la presunta scrittura arcaica contenuta nel ciottolo; la farina di avena più antica del mondo (32 mila anni fa), ecc. Dopo di che la comitiva a bordo dello scuolabus, ha intrapreso la via del ritorno, dopo aver sostato brevemente, due chilometri più in là, alla Dolina di Centopozzi, la località “ubi acquae surgunt” citata in un diploma del Catapano, agli albori dell’anno Mille.

Letto 1004 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Dicembre 2015 14:33
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.