Antonio Del Vecchio

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.

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"La Mundagna de Regnane" sui canti popolari è uno dei più bei libri ispirato alle tradizioni del paese

RIGNANO GARGANICO. E’ uno dei più bei libri dedicati a Rignano Garganico, anche perché si occupa di una delle tradizioni più genuine e caratteristiche della sua identità di comunità e di popolo, appunto i canti popolari. Un’opera collegiale, quest’ultima,  che coinvolge tutti i cittadini nel rievocare attraverso il canto e la musica le memorie mai obliate della propria terra.

In dialetto si dice/va è un vocabolario che ci insegna a parlare e a scrivere in rignanese

RIGNANO GARGANICO. Si tratta del primo ed unico vocabolario del dialetto rignanese. Infatti, prima di questo lavoro non c’è alcuno studio sistematico sull’argomento, ad eccezione di qualche tesi di laurea in glottologia di ex studenti mai giunti agli onori della stampa.

Francesco Draisci, l'ufficiale rignanese disperso in guerra sul Fronte Russo

RIGNANO GARGANICO. Francesco Draisci* è uno degli  ufficiali italiani dispersi in Guerra sul fronte russo di cui non si è saputo alcuna notizia certa. Ecco in sintesi la storia della sua breve e gloriosa esistenza. Egli nasce a Rignano Garganico il 27 novembre 1904, da Luigi Gabriele e Maria Michela Di Gregorio. Trascorre la sua fanciullezza nel paese natale, dove inizia a frequentare la scuola elementare; poi continua gli studi e si diploma a Bari.

Rignano Garganico nelle Vicende Storiche della Daunia antica di Antonio Cappelli

Si tratta di un volume elaborato sulla scorta degli  innumerevoli appunti – ricerche effettuate dall’autore nel corso della sua  quarantennale vita di studio, d’insegnamento e di attività istituzionale trascorsa a Rignano. Al figlio Francesco spetta il merito della stesura con l’aggiunta di ulteriori approfondimenti e notizie di vicende e di personaggi più vicini ai suoi ricordi, mentre l’impostazione del testo al computer è del nipote Carlantonio, ingegnere.

22/11/17

Racconto di Natale: la ricerca dei 'lippi', un'iniziativa dei ragazzi sammarchesi nei tempi andati

“Partivano tutti insieme. Si disperdevano poi a gruppetti non appena avevano raggiunto le contrade e località loro indicate, come la Caulima e la Pineta. Per arrivarci, scavalcavano il torrente Jana, arrampicandosi tra dirupi e macerie, per cercare i muschi più belli e soffici. Le pianticelle di aspeto cormoide e dal selvaggio velluto verde si trovano attaccate alle rocce oppure sulla terra umida…

Tra lacrime e cuore, ecco in diretta la storia di guerra di Silvestre Sampaolo

“Sono partito  per la Guerra  il 18 settembre 1942, a vent’anni compiuti  appena 10 giorni prima. Quella del compleanno fu per me e i familiari una giornataccia, forse la più nera della vita. E questo per via della cartolina di chiamata alle armi, recapitatami qualche giorno prima dal postino. Per l’occasione mia madre aveva preparato il ragù con il galletto nostrano, il cui buon odore e sapore si avvertiva in tutto il vicinato Seduti attorno alla “buffètte” (rozzo tavolo di legno), oltre a mio padre Giuseppe e a mia madre Grazia Piccirilli, c’erano anche gli zii e mia cognata Nannina, il cui marito Saverio, mio fratello, era sul fronte già da due anni e di lui non si sapeva alcuna notizia, nonostante ella fosse l’unica a possedere in paese una radio ricevente a valvole di marca antica, dove seguiva  puntualmente, assieme alle altre “vedove bianche”, i comunicati di “radio Londra”.

Anche Michele Monetti se n’è andato, in punta di piedi e con tanta umiltà, colpito dal mal del secolo

RIGNANO GARGANICO. E’ morto Michele Monetti, 82 anni, uomo pubblico da ogni punto di vista, a Rignano Garganico. Dopo aver fatto fortuna fuori, grazie allo suo spirito di sacrificio e innato savoir faire, era rientrato in paese da circa un trentennio. Qui aveva investito tutte le sue risorse economiche e imprenditoriali nell’acquisto dei terreni montani in località Difensola e nell’abbellimento degli stessi, con la costruzione di una splendida ed accogliente abitazione, interamente  immersa tra le pietre e il verde. Onnipresente a tutte le manifestazioni pubbliche, ha dato sempre il suo prezioso e disinteressato apporto costruttivo e diretto allo sviluppo e all’ammodernamento del paese nativo che egli amava sopra ogni cosa. 

22/11/17

Gettate le basi del 'Progetto Primavera' ad Apricena

APRICENA. Grande successo partecipativo alla presentazione del “Progetto Primavera 2014”, svoltasi l’altra sera fa  presso Casa Matteo Salvatore ad Apricena. La sala era stracolma di gente, vivamente interessata a sapere, con carte alla mano, la realtà dei fatti, ossia la situazione tasse e le responsabilità politiche delle ultime vicissitudini cittadine, ‘dagli aumenti della mensa, all’innalzamento delle tasse comunali (IMU E TARES su tutti), al blocco dei lavori pubblici.

22/11/17

Federico Centola, il giocattolaio sammarchese più famoso d'Italia

SAN MARCO IN LAMIS. Federico Centola (1890 - 1948),  è uno degli inventori e  fabbricanti di giocattoli tra i più  importanti e rinomati della Penisola. Ma  pochi sanno che è originario di San Marco in Lamis. Di lui si hanno notizie approfondite solo negli ultimi anni, per via dei riconoscimenti attribuiti alla sua opera e genialità. Tra l’altro, notizie fresche giungono a chi scrive da Giuseppe Pollice da Roseto degli Abruzzi, studioso di cose di guerra e, in particolare, di vicende e personaggi nostrani.

La storia di guerra dell'artigliere Michele Lorusso da Monte Sant'Angelo

MONTE SANT’ANGELO. Ecco il racconto di guerra e di prigionia del soldato artigliere Michele Lorusso di Monte Sant’Angelo.  Mentre era ad assolvere il servizio militare di leva ad Alessandria in Piemonte, il 10 giugno del 1940 l’Italia entrò in guerra. La delusione sua e di quasi la maggior parte dei militari fu grande, perché invece di congedarli furono messi in stato di mobilitazione presso Valenza, dove furono ulteriormente addestrati e, in seguito, riportati ad Alessandria.