Antonio Del Vecchio
01/02/15

Monumenti in ricordo dei Caduti della I e II Guerra Mondiale, a Rignano Garganico

Rignano G. Lapide della I Guerra Mondiale Rignano G. Lapide della I Guerra Mondiale

RIGNANO GARGANICO. Lapidi e monumenti ai Caduti nella I Guerra Mondiale realizzati in quasi tutti i Centri della Capitanata   hanno finalmente la loro uniforme inquadratura storico – artistica di valenza scientifica. La ricerca, che ha come titolo principale“Storie di uomini nel bronzo e nella pietra” (forse lo stesso che darà vita quanto prima ad un libro-catalogo) , è di Gianfranco Piemontese, valente architetto e studioso della materia.

L’iniziativa, che ha dato  il via al programma pro centenario della prima grande guerra, denominato “Progetto Memoria,  Photogallery”  è stato promosso dalla Fondazione Banca del Monte e dalla Casa Editrice del Rosone, entrambi del Capoluogo. Il tutto è stato presentato l’altra sera presso la sede del primo sodalizio, ubicato Via Arpi a Foggia ad un pubblico selezionato composto da dirigenti e docenti delle scuole della città e provincia. A prendere la parola sono stati il presidente della benemerita Fondazione, Saverio Russo, ordinario di Storia Moderna presso la locale Università  e lo stesso autore. Va detto subito che nella rassegna di tali e significativi beni culturali, a torto detti minori, vi sono anche i due monumenti esistenti a Rignano Garganico. Ecco la descrizione che ne fa il Piemontese. “Anche il Comune di Rignano Garganico, come tutti i piccoli comuni della Provincia di Foggia, fu tra i primi a voler eternare nel marmo, i nomi dei suoi cittadini caduti nella prima guerra mondiale. Risale al 24 maggio 1924 ( Podestà Vincenzo Ricci)l’inaugurazione della lapide che venne murata sulla facciata laterale della chiesa matrice. Una composizione di più marmi, una forma  di opus sectile applicata in verticale, realizzata dal marmista – scultore Nicola Silvis di Manfredonia ( S. Ferdinando di Puglia 1890 -   Manfredonia 1950; è autore anche della lapide realizzata nel 1923 a Panni). Nella parte centrale superiore della lapide è posta una lastra sagomata e scorniciata con i simboli dell’esercito: un moschetto ed una sciabola incrociati e sovrastanti un elmo da fante. Al di sotto di questa cimasa è posta una stella di quelle. La scritta dedicatoria a caratteri capitali così recita: MCMXV  MCMXVIII / AGLI OCCHI CHE SI CHIUDONO / ALLA LUCE TERRENA/ PER SEMPRE / BALENO QUESTO BORGO / CON L’UMILE CASA ED I CARI / E LA TERRA DI PUGLIA / GRAN MADRE DI MESSI E D’ARMENTI / IL COMUNE / NELL’INCIDERE I NOMI / DEI SUOI CADUTI GLORIOSI / AUGURA / CHE LE LOR GIOVINEZZE STRONCATE / RIFIORITE NEI CIELI / VIGILINO / L’ETERNA GRANDEZZA D’ITALIA ( nrd. Come si evince dal nome in calce, l’anzidetta dedica è del Prof. Serrilli di San Marco in Lamis). In basso  a destra dell’epigrafe è inciso il nome dell’estensore della stessa; disposti su due colonne a seguire sono incisi i nomi dei caduti (nrd.  sono 35; a questi vanno aggiunti altri, deceduti negli anni  a venire a causa di ferite e malanni subiti durante le operazioni di combattimento) Il bordo inferiore della lapide è scolpito ad intaglio con racemi di lauro e di quercia. Sulla lastra laterale della cornice, in basso e a sinistra sotto la borchia litica, sono incisi il nome e la città di origine dell’autore della lapide “N. Silvis di Manfredonia” ( Negli anni Settanta del secolo scorso, in periodo repubblicano, venne realizzato questo monumento ai Caduti di tutte le guerre, ubicato in una piccola piazza situata nella zona di espansione moderna garganica. Autori furono lo scultore Postiglione e l’architetto Piemontese per la struttura architettonica. La trama compositiva riprende in scala minore alcuni esempi  degli anni Trenta, (per tutti il Monumento ai Marinai d’Italia di Brindisi)gli elementi costanti restano quelli presenti nei monumenti realizzati subito dopo la I guerra mondiale, come le rocce provenienti dal Carso e l’altorilievo raffigurante una scena di combattimento. Gli stessi soldati sono raffigurati con le uniforme in uso durante la prima guerra mondiale. La struttura architettonica è costituita da una sorta di obelisco – stele la cui forma ricorda quello di un timone. Sulla facciata è murato l’altorilievo e in alto sopra di esso l’epigrafe dedicatoria suddivisa in due parti: sulla prima vi è scritto: RIGNANO AI SUOI CADUTI, mentre sulla facciata posteriore , in posizione simile all’altorilievo si legge: IN RICORDO DEL LORO SACRIFICIO. La struttura e l’altorilievo sono in pietra e in marmo; il basamento su cui poggia l’obelisco è caratterizzato dalla superficie scabra, effettodella spuntellata che aumenta il chiaroscuro, mentre il resto della superficie è levigato. Il pannello dell’altorilievo, di forma rettangolare allungata, raffigura un attacco alla baionetta, con i fanti disposti affiancati secondo un tipico andamento a fregio”. Da evidenziare che la citata  facciata posteriore ha subito di recente una modifica sostanziale. Infatti, è stata tolta  la pietra  su cui  era incisa l’epigrafe dedicatoria, sostituita da un marmo di uguale forma, che vede  incisi su doppia colonna  i nomi dei 23  Caduti della II Guerra Mondiale, compresa quella di Spagna. Il tutto,  inaugurato in pompa magna l’8 dicembre 2014, è stato reso possibile, a distanza di settant’anni dagli eventi, grazie al lavoro di  ricerca effettuato da chi scrive e alla pubblicazione del  volume” Io parto, non so se ritorno”, con storie, foto, lettere  e documenti dei militari di Rignano Garganico e dintorni, presentato la sera del 13 agosto dello scorso anno dallo stesso Russo, accademico e  presidente della Fondazione in parola.

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.