Antonio Del Vecchio
19/12/14

La doppia spunta azzurra di WhatsApp di Vincenzo Sfirro

Da Morse al Web Da Morse al Web

 RIGNANO GARGANICO. Da qualche anno a questa parte, grazie all’ausilio della tecnologia, è possibile non solo inviare messaggi immediati per raggiungere persone che si trovano a notevole distanza, ma è anche possibile avere informazioni riguardo all’esito della spedizione.

Al di là della posta raccomandata con ricevuta di ritorno o della e-mail con rapporto di lettura, maggiormente adoperate in campo professionale che nella normale e più colloquiale corrispondenza a distanza tra amici o innamorati, esiste anche per i più banali SMS un servizio di “notifica consegna”; con questa opzione attiva, ovviamente non gratuita, dopo la consegna del messaggio al cellulare del destinatario, il mittente riceveva sul proprio dispositivo un’ulteriore SMS riportante i dati relativi all’esito della spedizione. Da qualche mese a questa parte, invece, l’applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, ha messo a disposizione dei propri utenti un servizio molto più veloce e soprattutto gratuito,  che utilizza dei simboli per avvertire il mittente non solo che il suo messaggio è stato correttamente inviato (all’apparire della prima spunta grigia), ma anche che è stato ricevuto dal destinatario (quando compare anche la seconda spunta grigia) e persino letto, o aperto dal ricevente (le doppie spunte grigie diventano azzurre). La definizione di messaggio, che si ricava consultando un qualsiasi libro di grammatica italiana, è la seguente: si tratta di ciò che almeno due attori, un emittente (colui lo elabora e lo invia) e un destinatario (colui che lo riceve), si scambiano nell’atto della comunicazione; per rispondere a esigenze di diverso tipo, quali le circostanze, lo scopo, il livello di istruzione di chi parla o di chi ascolta, il mezzo adoperato per trasmetterlo, il messaggio può essere codificato in maniera differente: esso può, infatti, presentarsi sotto forma orale, scritta, può consistere di parole, di gesti e di espressioni. Se due persone, nel parlare, saranno poste l’una di fronte all’ altra, allora, per dialogare, si serviranno di parole, gesti ed espressioni, mentre nel caso in cui esse dovessero trovarsi a una certa distanza, quindi non essere fisicamente presenti nello stesso posto, allora, dovranno utilizzare altri mezzi: una lettera, i più nostalgici, una e-mail, i più moderni, oppure un sms o una qualsiasi altra forma di messaggio digitale e immediato. Tuttavia è proprio in questo secondo caso, quello della corrispondenza a distanza che potrebbero sorgere dei problemi di interferenze, di ritardi o di mancati recapiti. Perché il gioco della comunicazione funzioni, infatti, c’è bisogno, come espresso dalla definizione di partenza, di almeno due attori. Un emittente che ignora la sorte del messaggio inviato, vive in una condizione di attesa perenne; nel caso di mancata risposta, infatti, comincerebbe a chiedersi legittimamente, se la sua lettera, fisica o digitale, sia stata ricevuta, ma volontariamente ignorata, o se non sia stata recapitata affatto, non arrivando mai a destinazione. Nel lavoro “Frammenti di un discorso amoroso”, al capito dedicato, nello specifico, alla lettera d’amore, il filosofo francese R. Barthes dimostra come “essendo desiderio,  la lettera d’amore attende la sua risposta; essa ingiunge implicitamente all’altro di rispondere”:  non si può sempre scrivere all’altro senza ottenere mai una risposta. Nelle lettere di eroine (Ov. Her. XV, 217-220) Saffo scrive a Faone, ormai lontano, di inviarle almeno una lettera per informarla sullo stato dei suoi sentimenti: te ne sei andato perché non mi ami più o perché i tuoi doveri erano così grandi che non potevi fare altrimenti? In tal caso io potrei continuare ad aspettare il tuo ritorno, altrimenti salto giù dalla rupe di Leucade. Senza questa importantissima risposta, la poetessa greca non saprebbe come comportarsi: continuare a sperare nel ritorno del proprio amato o cercare fortuna migliore precipitandosi nelle acque del mare sottostante? Nel caso di corrispondenza a distanza, infatti, qual’è la migliore notifica di lettura da parte del destinatario, se non quella di ricevere a propria volta una risposta? Ma, se ciò non avvenisse, allora si piomberebbe, come Saffo o altre eroine innamorate, in uno stato angoscioso di dubbio, perché, ammesso pure il caso che il destinatario non voglia rispondere, almeno non si neghi all’emittente, di sapere se il messaggio è stato recapitato con successo; a questo punto, almeno una risposta si sarebbe capaci di darsela da soli: il destinatario ha ricevuto il messaggio, ma nonostante sia passato del tempo, non ha risposto perché è impegnato o, probabilmente, ha deciso di ignorarlo perché non è interessato. Ah se la povera Saffo avesse avuto WhatsApp, all’illuminarsi della doppia spunta azzurra avrebbe capito presto che Faone, pur ricevendo, le sue lettere aveva deciso di ignorarla.

 

 

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.