Antonio Del Vecchio
01/11/14

Ripresentato il volume di Guida "San Marco in Lamis /terra di antichi santuari? Lo auspicano in molti!

SAN MARCO IN LAMIS. I guai della pignatta li conosce il cucchiaio ossia colui che agisce o meglio l’autore. E’ un antico proverbio che s’azzecca bene con quanto si dirà.  Il riferimento è al libro di Antonio Guida ” San Marco in Lamis / terra di antichi santuari…”,

presentato l’altra sera nell’Auditorium dell’Istituto scolastico “Giannone” ubicato nel popoloso quartiere dello Starale. La manifestazione in parola ha rischiato da un momento all’altro di andare in fumo. E questo non tanto per colpa del libro e dell’autore, quanto per la prolissità degli interventi che si sono succeduti che a un certo punto hanno ridotto al minimo l’arco  dell’attenzione che - secondo i patiti di psicolologia e formazione, dura appena 10 minuti -  costringendo così alcuni partecipanti ad abbandonare la sala, anche perché cominciava a fare un “freddo cane”, per via dei termosifoni spenti. Come noto, gli stessi entreranno in funzione, secondo calendario, tra qualche giorno. Comunque sia, a salvare la manifestazione ha provveduto lo stesso autore Antonio Guida, che, grazie al suo linguaggio semplice ed essenziale, è riuscito nella parte finale con  poche battute a svegliare tutti e a farsi seguire con estremo interesse, riscuotendo l’applauso anche da parte dei poveri di spirito e di istruzione. Non per niente il protagonista della serata appartiene alla nobile categoria degli insegnanti elementari, quella che un tempo costituiva il nerbo della classe intellettuale e in qualche caso dirigente. Basti pensare a Pasquale Soccio, uno dei più grandi letterati e pedagoghi del secolo scorso, che ha costruito la sua fortuna in campo, partendo proprio dalla sua esperienza di formazione alle Elementari. Con molto acume Guida ha parlato della sua approfondita ricerca sui romitori della vallata di Stignano, una vera e propria miniera di notizie su luoghi e personaggi, mettendo in luce e annotando anche i rilievi più insignificanti, illustrati ad uno ad uno grazie ai suoi originali ed unici scatti fotografici. Poi si è intrattenuto a lungo  su uno schizzo topografico seicentesco, da cui ha evidenziato e interpretato ogni singolo luogo e denominazione. Avrebbe proseguito oltre, ma ad un certo punto,  in segno di rispetto per gli ascoltatori e vista l’ora tarda,  ha ritenuto di interrompere e rimandare ad altra occasione il prosieguo del suo discorso. E ciò nonostante gli applausi e i consensi ricevuti. A dire di Maria Schiena - docente di lungo corso alle medie, raffinata scrittrice di racconti e cose di storia locale, nonché autrice di una ricca memoria sui Caduti e Reduci della II Guerra Mondiale - bisognerebbe da subito programmare un’altra serata sul tema, semmai alla Biblioteca comunale o in altro luogo, permettendo così all’amico  “Tonino” di dilettare gli estimatori con i suoi preziosi approfondimenti sulle origini di questa terra che ha dato i natali a letterati, storici ed artisti di fama mondiale quali: il succitato Soccio, Joseph Tusiani (vivente),  Tommaso Nardella e tanti altri, di fronte ai quali noi impallidiamo.

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.