Redazione
14/12/13

Angelo Del Vecchio, il suo primo romanzo 'Gina – Da Rignano a P. senza ritorno'

RIGNANO GARGANICO. Dopo il suo libro d’esordio, “Racconti e leggende del Gargano”, una sorta di excursus storico-culturale del Promontorio di ieri e di oggi, dove streghe, lupi mannari, animali pensanti, viaggiano gomito a gomito con liutai, cantori e artisti della preistoria, Angelo Del Vecchio si rituffa nella fantasia e ci regala nel giro di qualche mese la seconda e più matura chicca. Si tratta di “Gina – Da Rignano a P. senza ritorno” (Edito dalla Coop. ARAIANI), un romanzo-non romanzo sulla realtà dell’emigrazione dei tempi moderni.

In città immaginarie del nord Italia, indicate con le sole iniziali (P., M., L., R., B.) quasi per disprezzo, la storia di Marco, fotografo d’assalto al Resto del Carlino, originario dell’entroterra garganico (di Rignano), si intreccia con quella di Gina, pure lei della Montagna del Sole, studentessa spensierata e sognatrice, appena ventenne. Amori, intrighi, emozioni, trame surreali e storie realmente accadute, fanno del nuovo volume di Del Vecchio un prezioso lavoro d’analisi del mondo giovanile di oggi, dove ragazzi e ragazze sono costretti a lasciare a malincuore la propria terra, come i rispettivi padri e i rispettivi nonni, per lavorare o studiare nel nord dello Stivale… per non far più ritorno in terra natia! Il finale, a sorpresa, è tutto da leggere e da interpretare. Per finire, una curiosità: tutti e quattordici i racconti parlano di vicende realmente accadute, raccolte negli ultimi due anni da Del Vecchio in chat o in appositi gruppi di discussione con lo pseudonimo di Mark Shake.

Angelo Del Vecchio, Gina – Da Rignano a P. senza ritorno, con presentazione di Angelo Di Summa e prefazione di Salvatore Villani, ill. foto, 1 e. nel 2001 in formato digitale a puntate, Rignano Garganico, Araiani coop., 2003

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