Redazione
14/12/13

Tra i primi lavori letterari di Angelo Del Vecchio, ecco 'Racconti e leggende del Gargano'

RIGNANO GARGANICO. E’ il primo lavoro letterario di Angelo Del Vecchio. Come tutte le opere giovanili, anche Racconti e Leggende del Gargano, uno dei primi e più interessanti lavori letterari del giornalista Angelo Del Vecchio, risente dell’acerba asperità dell’età, dell’ardore intemperante di chi apprende e vuole che gli altri se ne rendano conto.

Il linguaggio cerca l’aderenza al soggetto e ai vari personaggi. Si direbbe una tendenza omologante, se non fosse presente in modo più o meno avvertibile, l’esercizio di un potere critico, discreto e rispettoso della dignità dei protagonisti narranti e descritti.

Non vi è condanna della superstizione riferita, dell’atto di magia buona o cattiva, del comportamento tanto ingiusto quanto violento di una società maschilista.

Si pensi al brutale assassinio di Maria, un’inconsapevole antesignana del femminismo, vittima di un modus vivendi di cui voleva riscattare la condizione di essere donna, il suo sacrificio è tanto più emblematico, perché maturata in una terra esclusa da sempre da spinte innovative (Giovanni Scarale).

Ci sono poi altri, tanti racconti impregnati di tradizioni mai sopite e di misteri ed altri ancora più o meno a contenuto scherzoso o che si concludono con una chiosa didascalica. Per esempio: l’ombra che uccide; la strana processione; “Scarpedde” a nozze; l’apparizione di Menicuccio; l’asino conteso, ecc.

Angelo Del Vecchio, Racconti e Leggende del Gargano, prefazione di Giovanni Scarale e presentazione di Matteo Coco, copertina e disegni di Arcangela Campaniello, Rignano Garganico, Araiani Coop., 2003

Letto 1098 volte Ultima modifica il Sabato, 14 Dicembre 2013 09:46
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