Antonio Del Vecchio
31/12/13

Ecco la storia di vita e di guerra di Pietro Montesano, l’ultimo reduce di Rodi Egeo

Pietro Montesano nasce il 18 /11/ 1911 a Rignano Garganico. Dopo aver partecipato alla Guerra dell’Africa Orientale del 1935 – 36, lo ritroviamo a Rodi Egeo, provincia italiana, nel 1939, ancor prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, alla quale è costretto ad adeguarsi sul Fronte Greco-Albanese. La notizia la riscontriamo da una foto che lo stesso invia alla famiglia in quell’anno con una scritta ricordo in calce provvista  di data e di luogo.

Pietro nel 1937 aveva già sposato la sua bella Chiara Ciavarella che gli darà durante la guerra i figli Pasquale e poi Concetta.  In quegli anni a Rodi Egeo trascorre il tempo libero (per modo di dire), accompagnandosi  agli altri militari compaesani, come Angelo e Antonio Del Vecchio, Luigi Di Claudio, i fratelli Saverio e Silvestre Sampaolo, Antonio Ponziano (l’unico ufficiale rignanese sul posto), ecc. Altri si trovavano disseminati su altri lidi, come per esempio Angelo Danza (Capetone), di un anno più giovane e suo stretto amico e vicino di casa. Ci racconta il figlio Antonio che un giorno, mentre il padre sta per salire  a bordo di una nave addetta ai rifornimenti e al ricambio dei militari impegnati nelle varie postazioni isolane, all’improvviso ode una voce amica che dice: “chi sono queste “burbette” (reclute, novellini) che se la prendono comodo a salire come se si andasse ad una scampagnata?”. L’importunato alza la testa e lo guarda in faccia, e dopo averlo riconosciuto ( è l’amico Angeluzze), profferisce: “Capetòo che vuoi, non vedi che sono più sveglio di te! “ E poi si abbracciano con affetto.  La consistente presenza dei rignanesi e di tanti altri garganici in quei luoghi è testimoniata da innumerevoli foto scattate presso i fiorenti e rinomati  ‘studi fotografici’ della grande città isolana, dove il soldato Montesano compare assieme ai predetti compagni d’armi e poi di prigionia. Rientra in Italia, come tanti altri,  con i mezzi di fortuna, scampando agli affondamenti operati dalle bombe tedesche e alleate nel 1945. Quindi, ritorna al lavoro usato di bracciante in agricoltura per sostenere la famiglia che nel frattempo si era allargata con la nascita di altri figli (oltre a Pasquale e Concetta, Michele, Antonio e Mario). Negli anni ’50 gli viene assegnato un podere dell’Ente Riforma alla contrada Mezzanagrande. Qui alleva l’intera famiglia, diventando un insostituibile punto di riferimento per tutti gli assegnatari, anche perché qui si trova a gestire sino al suo pensionamento e al rientro in paese l’unica postazione di telefono pubblico. Nel frattempo i figli si sposano e lasciano man mano la casa materna e per ragioni di lavoro e di sistemazione anche il paese. Rimangono soli e per molti anni ancora vivono cuore a cuore, assistiti amorevolmente a turno dai figli. Nel gennaio 2007 muore Chiara. Il 27 marzo dello stesso anno la segue anche  Pietro che lascia il mondo, come un antico patriarca, alla veneranda età di 96 anni.

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.