Antonio Del Vecchio
27/12/13

Francesco Draisci, l'ufficiale rignanese disperso in guerra sul Fronte Russo

RIGNANO GARGANICO. Francesco Draisci* è uno degli  ufficiali italiani dispersi in Guerra sul fronte russo di cui non si è saputo alcuna notizia certa. Ecco in sintesi la storia della sua breve e gloriosa esistenza. Egli nasce a Rignano Garganico il 27 novembre 1904, da Luigi Gabriele e Maria Michela Di Gregorio. Trascorre la sua fanciullezza nel paese natale, dove inizia a frequentare la scuola elementare; poi continua gli studi e si diploma a Bari.

In seguito si dedica al lavoro d’insegnante e quindi, dopo l’accademia, alla carriera militare, frequentando diversi corsi di specializzazione e perfezionamento per ufficiali. Nel 1933 sposa a Cerignola Giuseppina Buonanno e da questo matrimonio nascono quattro figli: Luigi Gabriele, Gennaro, Maria Michela ed Angela. Profondamente convinto e rispettoso de valori più profondi della vita, dimostra attaccamento alla Famiglia e alla Patria e non esista ad affrontare con gran coraggio  il sicuro pericolo. Partecipa alle campagne di Grecia e d’Albania e il 6 novembre del 1942 parte per la Russia arruolato nel C.S.I.R. (Corpo Italiano di Spedizione in Russia). Per modo di dire. Infatti, da dettagliate fonti d’archivio, si sa che nell'estate 1942 l'ARMIR (8ª Armata Italiana in Russia) prende  il posto del suddetto Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) e da quel momento la "Sforzesca" diviene parte del II Corpo d'Armata dell'Armir. Inviata in Russia nel luglio 1942, la "Sforzesca" viene subito impiegata sul fronte del medio Don, sostituendo la divisione "Torino" appartenente al XXXV Corpo d'Armata (ex CSIR). Tra l'agosto e i primi di settembre dello stesso anno, i fanti della "Sforzesca" ed i resti della 3ª divisione "Celere" ingaggiano durissimi combattimenti con le forze russe. Nell'occasione di un attacco particolarmente duro, i fanti della "Sforzesca" devono ritirarsi e questo vale all'unità l'appellativo di divisione cikai ("scappa" in russo). Dopo questi combattimenti la "Sforzesca" viene spostata sulle rive del fiume Don, all'interno del settore del XXIX Corpo d'Armata tedesco e nella parte più orientale dello scacchiere italiano, a contatto con le forze rumene. Comunque sia, ne sappiamo di più da un frammento della lettera che il Draisci scrive alla moglie il 29 novembre del 1942 all’arrivo al reparto del 54° Reggimento Fanteria Sforzesca, di cui è vice comandante. “ Tutti noi, uomini del reparto, siamo alloggiati in un ricovero posto a circa due metri sotto terra, in un ambiente umido e freddissimo a causa della neve e conduciamo una vita simile a quelle delle talpe. I motivi di tale vita?...la vicinanza al nemico in zona fiume Don , i proiettili che fendono continuamente l’aria, il “cecchinaggio” (attività di abili tiratrici russe pronte a colpire i nemici). Non si dorme né di giorno, né di notte…”. Nonostante tutto, Francesco Draisci è sereno; la salda fede lo sostiene e lo aiuta in questo duro compito. Il 16 dicembre 1942 ha inizio l'offensiva sovietica dell'operazione Piccolo Saturno, che impegna duramente le unità italiane e rumene. Con il crollo delle posizioni rumene e lo sfondamento delle proprie linee, le divisioni di fanteria italiane devono ripiegare. Infatti, la sera del 21 dicembre 1942 sul campo di battaglia arriva l’ordine di ripiegamento delle Forze Armate. Il percorso seguito dalle colonne in ritirata del blocco sud (cui appartengono le unità della "Sforzesca") è lungo e tortuoso, in condizioni climatiche estreme e con equipaggiamento e vestiario non idonei. Durante lo spostamento, il blocco è attaccato dai carri armati russi. È la fine : il 24 dicembre uno scontro violentissimo porta alla disfatta i nostri soldati, i morti sono numerosissimi. Rispetto ai 12.521 uomini in forza alla divisione al 1 luglio 1942, al 1 gennaio 1943 vengono rilevati 4.802 uomini - con una percentuale di perdite per la divisione pari al 64%. Tuttavia, il 28 dicembre 1942 i soldati del 54º Reggimento, primi tra tutti i reparti della divisione, riescono ad uscire dalla sacca. Ma non sappiamo se tra questi c’è il suo vice comandante Draisci o se, invece, è perito durante i precedenti spostamenti. Successivamente il Ministero della Guerra (oggi Difesa), dopo le dovute indagini, lo dichiara disperso.

 

*N. B: Francesco Draisci è stato premiato “alla memoria” nell’ambito della terza edizione del Premio “Rignanesi nel mondo”, che ha avuto luogo a Rignano Garganico il 13 agosto 2008.

Letto 1911 volte Ultima modifica il Sabato, 28 Dicembre 2013 20:48
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.