Antonio Del Vecchio
24/06/14

Napolitano Fortunato: la “sua guerra” con il 17° Reggimento Artiglieria di Novara

Fortunato Napolitano in una posa d'epoca in divisa Fortunato Napolitano in una posa d'epoca in divisa

RIGNANO GARGANICO. Fortunato Napolitano nasce a Rignano Garganico il 15 ottobre 1914 da Matteo e Grazia La Mola nella casa avita di Via Forno 17. La famiglia è molto povera . Per cui il ragazzo è mandato a scuola per un biennio, cioè solo per apprendere i primi rudimenti del leggere e scrivere.

Dopo di che è costretto a fare il mestiere del padre e dei nonni, ossia il pastore. Nei primi tempi è dedito a guardare gli animali da cortile presso la dirupata masseria di montagna, poi è mandato a custodire la morra di pecore e capre al pascolo sui versanti scoscesi della montagna e nei mesi estivi sui terreni della ‘statonica’. Allora era possibile, perché le stoppie si bruciavano tardi, poco prima della semina. In paese torna quando può. Solo quando è ormai giovinetto vi ritorna più spesso, sia perché è agile e forte ad inerpicarsi verso la montagna, ma soprattutto perché è innamorato. Lassù l’aspetta Maria, la donna della sua vita, che poi sposerà e gli darà ben 6 figli. Il 10 giugno 1933 alla visita militare di leva a Foggia è fatto rivedibile e assegnato alla classe successiva prima con la ferma minore di 2° grado cioè a 16 mesi e poi a quella di 1° grado. Il 5 ottobre 1937 è chiamato alle armi e accorpato come conducente a cavallo  al 17° Reggimento Artiglieria P.I. (Ippotrainato)*. Il 15 luglio dell’anno successivo è inviato dall’Ospedale Militare di Milano  in licenza di convalescenza di 40 giorni senza assegni. Rientrato, nell’agosto dello stesso anno viene mandato a casa in congedo illimitato. Tanto ai sensi della Circolare n.525 del M.G.

Nel febbraio 1940 è richiamato alle armi ed accorpato  al 17° Reggimento Artiglieria* a Novara, guarnigione O.G., lo stesso dove aveva assolto il servizio militare di leva.  A giugno di quell’anno escono dalle caserme e attraversano tutto il centro cittadino sino alla stazione, marciando in corteo fra due ali di folla esultante. Stipati su convogli ferroviari, partono per il fronte francese tra uno sventolio di bandiere e canti. Ovviamente Fortunato è tra i carri-bestiame addetto al suo cavallo.

La Divisione, di cui fa parte il Reggimento dell’artigliere Napolitano, superato il confine e forzate le difese sul colle del Monginevro, sbocca nella Conca di Briançon, ma l’azione viene  subito sospesa per la violenta reazione delle truppe avversarie. Il 24 giugno è sostituita in linea dalla "Legnano" e passa alle dipendenze dirette della 4^ Armata, quale riserva nella zona di Ulzio (TO).

Nei primi mesi del 1941 troviamo la Divisione “Sforzesca” con il predetto Reggimento sul fronte greco - albanese. Nella Sforzesca, oltre al 52°, è inquadrato anche il 54° Reggimento Fanteria, di cui è uno comandanti l’ufficiale rignanese Francesco Draisci (vedi storia, a parte). Sul nuovo fronte le unità della Divisione si contrappongono ad un avversario che tenta di superare le ultime barriere difensive naturali sulla strada per Valona. Aspri combattimenti, che spesso sfociano in assalti all’arma bianca, si succedono ininterrotti su posizioni che vengono prese e perdute più volte. Nei primi giorni di marzo la Divisione passa all’offensiva e occupa le posizioni di Chiaf. Il 15 aprile una colonna entra in territorio greco puntando sul nodo stradale di Klisura, che viene  raggiunto due giorni dopo. Ultimate le operazioni, la Sforzesca rimane in territorio di occupazione in Grecia fino alla metà  di luglio, quando riceve ordine di rientrare in Italia, a Novara. Ai primi di giugno  del 1942, Fortunato si trova in paese in licenza di matrimonio. Il 21 del mese sposa, infatti, la donna della sua vita: Maria Del Priore (classe 1922), ma non ha il tempo di godersi la fatidica “luna di miele”, perché qualche giorno dopo è costretto a rientrare e a raggiungere le truppe della Divisione “Sforzesca” in partenza per il fronte russo. Qui essa si attesta nel settore del XXXV Corpo d’Armata in sostituzione della Divisione "Torino" e partecipa all’azione offensiva contro le posizioni di Iwanowka. Ai primi di agosto è  sul fiume Don. Dal 20 agosto all’1 settembre, col concorso di reparti della 3^ Divisione Celere, contrasta efficacemente gli attacchi dei sovietici. Dal 22 al 28 novembre la Divisione partecipa alla battaglia del Volga diretta da forze russe contro la 3^ Armata romena. In dicembre è costretta a schierarsi su una linea più arretrata assieme a parti della Divisione "Pasubio" e ai resti della 3^ Divisione Celere. Dal 22 dicembre inizia a ritirarsi  e il 25 raggiunge Krasnogorovka, dove combatte fino al 28 dello stesso mese contro le forze russe che difendono la città. Il 30 dicembre sostiene un ulteriore combattimento prima di giungere a Bolshoi Ternow. Nei mesi successivi del ’43,  continua il ripiegamento. Il 3 gennaio i resti della Divisione giungono a Forschstadt sul Donez, da dove il 5 gennaio raggiungono per ferrovia Rykovo per arrivare al campo base di Gomel. Dopo quindici giorni di estenuanti marce e di continui scontri, i resti della Divisione riescono a rompere l’accerchiamento e a proseguire più speditamente verso le retrovie.

Cosicché con quel che resta del 17° Reggimento del soldato Napolitano, la Divisione Sforzesca” viene rimpatriata nel mese di Marzo 1943 e sciolta nel mese di aprile. Ricostituitasi il I giugno,  è  dislocata in Venezia Giulia nella zona tra Divaccia, Sesana, Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica), comprese alcune città dalmate,  come Dubrovnik (Ragusa), oggi Croazia (vedi fotografia), impegnata com’è in azione di rastrellamento e controllo .

Il Reggimento viene sciolto definitivamente il 9 settembre in seguito all’Armistizio. Seguono giorni di sbandamento e incertezza. I tedeschi da un lato e i partigiani dall’altro premono ed incutono paura. Fortunato e i suoi compagni non vogliono assolutamente raggiungere Gorizia per essere intruppati ad altri reparti. Pertanto, rimessisi degli abiti civili recuperati chi sa dove, gli stessi,  in parte a piedi e in parte con automezzi di fortuna, con percorso effettuato quasi sempre di notte, riescono a raggiungere Bologna. Quindi, salgono su un treno diretto al Sud, stipato di gente in fuga e desiderosa di raggiungere l’Italia ormai liberata e dopo ore ed ore di massacrante viaggio raggiungono la stazione di San Severo. Fortunato scende  e di lì, preso a bordo da un traino di contadini sammarchesi, dopo qualche ora è sul Gargano e per via Pescorosso raggiunge il paese natale.  

Tornato a casa, egli riprende il lavoro usato, cioè quello di pastore e successivamente di agricoltore, ma soprattutto quello di padre di famiglia, pronto sempre a sacrificarsi pur di non far mancare nulla alla moglie e ai suoi figli, a cominciare dalla primogenita, Grazia, che viene alla luce l’anno successivo, giusto nove mesi dopo. Questi ultimi, nel corso degli anni a venire si accaseranno tutti, accrescendo la famiglia originaria di innumerevoli nipoti e pronipoti.  Egli all’età del pensionamento abbandona il lavoro di coltivatore diretto presso il loro podere Ente Riforma e per hobby si dedica all’agricoltura in montagna, dove il suo fondo diventa un vero e proprio giardino ricco di alberi da frutta e di prodotti genuini provenienti dalla sua vergine terra. Lo fa sino alla fine dei suoi giorni avvenuta il 19 agosto 1992.  Da evidenziare che il nostro uomo, nonostante sia di carattere riservato e taciturno, di tanto in tanto quando la lingua diventa sciolta per effetto di allegria o di altro si mette a raccontare volentieri delle avventure e disavventure patite durante gli anni della guerra, dimostrando tutto il suo attaccamento ed orgoglio al glorioso Reggimento di cui  si sente ancora parte attiva. Comunque sia, quello di Napolitano non è un vanto a caso, ma il tutto si sostiene su dati di fatto. L’anzidetto corpo combattente, in virtù di siffatte battaglie e del valore conquistato sul campo, è stato insignito delle più alte onorificenze militari, quali medaglie d’oro e d’argento.

 

*Il  17° Reggimento Artiglieria si costituisce in Novara il 1° novembre 1888. Prende parte alle guerre coloniali e alla 1^ guerra mondiale. Nella 2^ Guerra Mondiale (1940) il Reggimento è schierato sul fronte francese inquadrato nella II Divisione "Sforzesca", di cui fanno parte anche il 52° e 54°  Rgt  di fanteria. Tale nome  deriva dalla località nel comune di Vigevano, in cui il 21 marzo 1849 si svolse una battaglia tra piemontesi e austriaci. Nel 1941 partecipa alla campagna d'Albania e, a perenne riconoscimento dell'eroico comportamento, lo Stendardo del Reggimento è decorato con la prima Medaglia d'Argento al Valor Militare. Nel 1942 il Reggimento viene motorizzato e impiegato con la Divisione "Sforzesca" sul fronte russo (fiume Don) dove ha condiviso con i fanti enormi fatiche e sacrifici tanto da essere insignito di una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare. A testimonianza dell'eroico comportamento tenuto durante il ripiegamento del 1943 viene conferita alla Bandiera di Guerra la terza medaglia d'Argento al Valor Militare. Il motto del Reggimento è “Con forza ed ardimento”.

Letto 1812 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Giugno 2014 07:14
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.