Antonio Del Vecchio
14/06/14

L'Ufficiale rignanese Giulio Ricci, prigioniero e reduce dalla disfatta italiana di Sidi el Barrani

RIGNANO GARGANICO. Giulio Pasquale Ricci nasce il 15 gennaio 1910 a Rignano Garganico da Ettore Gabriele*, ufficiale sanitario e medico oculista,  e da Adele De Filippis*.

 Gli altri suoi fratelli e sorelle sono: Gian Pietro Vincenzo n. il 21.02.1903; Ester Grazia Eva, n. il 29.10.1904; Antonio, n. il 14.05.1906; Clelia n. il 16.02.1908;  Lucia, n. il 5.01.1912; Carlo, il 5.09.1913; Bice, n. il 14.09.1921.

Dopo le Elementari, lascia il paese per Napoli, dove prosegue in convitto gli studi medi inferiori e le Superiori. Vuole seguire la professione del padre ma non nella medesima città. Pertanto, acquisita la maturità superiore, s’iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Bologna. Qui successivamente verrà anche il fratello Carlo per studiare e laurearsi in Legge nel 1937.

Il capoluogo emiliano gli si rivela da subito assai ostile e diverso dalla spontaneità pugliese e dal calore napoletano. Di questo ne soffre assai, anche perché il suo status psicologico influisce negativamente sugli studi. Al fine di evitare di uscire fuori – corso fin dall’inizio tenta tutte le strade per rinviare il servizio militare prima e poi la guerra. La prima volta alla visita di leva a Foggia, seppure fatto idoneo, ottiene il rinvio post – laurea. Tutto questo si ripete puntualmente ogni anno sino al 1936. Dopo di che, al fine di ottenere ulteriori rinvii per la Laurea, fa domanda per essere ammesso ai corsi per Allievi Ufficiali di Complemento (AUC). Seppure fatto idoneo, per motivi di punteggio, l’ammissione slitta di anno in anno.

Ammesso  a frequentare il corso Auc presso il 6° Rgt Ftr di Palermo, il 6 ottobre 1938 è chiamato a visita dal direttore dell’ Ospedale Militare. Al termine, è giudicato stranamente, idoneo al servizio di leva, ma non a quello di allievo Ufficiale di Complemento. Pertanto cessa da siffatta qualifica.

Chiamato di nuovo alle armi, a fine mese, lo troviamo a Bologna, dove è aggregato al 94° Rgt Ftr. In seguito  a visita diretta personale passata dal direttore di Sanità Militare di Firenze è ritenuto idoneo ad incondizionato servizio militare anche come Auc in data 29.3.1939.

Tuttavia, a trattenerlo nella “città dotta” non sono solo gli studi di Ippocrate, ma anche il primo ed unico amore della sua vita, della cui intensità e nome porterà il segreto sino alla tomba, rifiutando sollecitudini e partiti di matrimonio rivoltigli puntualmente in tal senso con affetto dai famigliari.

Il 30 agosto 1939, è a Napoli presso il 31° Rgt FTR, specialità  motorizzata. Promosso allievo l’8 dicembre del medesimo anno , viene assegnato  al 204° Battaglione Mitraglieri., dopo aver ottenuto l’idoneità corsuale con il punteggio di 12,50 ventesimi che gli permettono di classificarsi al 153° su 171 posti disponibili. Nonostante tutto questo ‘viavai’, che gli permette di frequentare regolarmente l’Università di Bologna, non riesce a laurearsi. Infatti, quando ormai gli mancano pochissimi esami, è chiamato in Guerra. Il 31marzo si imbarca a Siracusa per raggiungere il reparto in Africa Settentrionale. Il 1 luglio 1940 è  promosso Sottotenente.

Il 204^ Battaglione è alle dipendenze della 4^ Divisione inquadrata nel XXI Corpo d’Armata Libico facente parte della 10^ Armata. La 4^ Divisione con il 204^ Battaglione nell’ottobre 1940 è dislocata nei pressi di El Adem (a sud di Tobruck) ed a dicembre è schierata a difesa di Sidi el Barrani.

Il 10 dicembre 1940 le posizioni di Sidi el Barrani sono attaccate violentemente da forze corazzate britanniche. L’eroica resistenza delle unità della 4^ Divisione e della 1^ Divisione libica permette ad altre unità italiane di ripiegare. Gli italiani presi prigionieri sono 38.000, tra i quali il S.Ten. Giulio Ricci che torna in Italia a guerra conclusa.

Sorte più tragica tocca a suo fratello Carlo Ricci sottotenente pilota che muore in combattimento nel cielo della Russia.

In proposito è nota in famiglia una bella storia intessuta di amore fraterno. Prima di partire per la guerra, entrambi, dopo aver discusso e riflettuto a lungo sul imperscrutabilità del destino, s’impegnano a trasferire, in caso di morte di uno dei due, tutti i beni e le spettanze ereditarie a chi resterà in vita. Così è stato.

Del periodo della prigionia inglese, Giulio non ne parla mai a nessuno, perché ritiene di essere stato fortunato per aver scampato la pelle, a differenza del congiunto e dell’amico fraterno Venanzio Ponziano, entrambi falcidiati in operazioni di combattimento. Comunque sia, dato che le carte tacciono, dalle poche frasi raccolte presso la famiglia veniamo a sapere che l’ufficiale rignanese trascorre l’intero periodo quasi tutto in Africa al seguito delle truppe britanniche, che lo sfruttano per via delle sue competenze sanitarie. Di questo ne gioisce, perché avverte in sé che, nonostante tutte le traversie patite, gli studi fatti di Medicina sono serviti per davvero  a salvare vite umane.      

Dal rientro in patria il reduce Ricci vive a  con la famiglia della sorella Ester nel palazzo di Piazza San Francesco 4, a Foggia, mentre  col fratello Antonio conduce la tenuta agricola di famiglia, posseduta  in località Saldoni vicino Villanova. Muore a Foggia il 19 agosto 1965.

 

*Ettore Gabriele, figlio di Gian Pietro (notaio) e Piccirilli Grazia, è nato il 7.04.1867 ed è fratello di Giulio Pasquale Ricci (letterato e autore del romanzo verista “Rosedda”, n. il 22.02.1862 e m. il 2 .09.1890) e Rachele Clorinda, nata il 7.08.1864, madre di Agar Musco(vedi biografia del pilota Carlo Ricci)

*Adele De Flippis, moglie di Ettore Gabriele, figlia di Vincenzo e Vincenza Del Priore, è nata ad Apricena l’11.07.1878

 

Letto 1531 volte Ultima modifica il Sabato, 14 Giugno 2014 14:33
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.