Antonio Del Vecchio
01/02/14

Luigi Pazienza, la storia di una "camicia nera" scomparsa in Etiopia nell'aprile del 1941

RIGNANO GARGANICO. Pazienza Luigi fu Emanuele nasce a Rignano Garganico il 14 Novembre 1898. Sin da ragazzo esercita prima in qualità di apprendista e poi di titolare in proprio l’attività di sarto. Non per niente in paese è conosciuto col nome di “cuscitore” ossia il cucitore, nomignolo che persisterà fino ai giorni nostri, per via della sua numerosa famiglia. Dal matrimonio con  Rosa Gisolfi (classe 1899), contratto in giovanissima età, avrà, infatti, ben sette figli: Angela (1921), Gaetana (1923), Maria (1924), Emanuele (1927), Michelina (1930), Francesco (1932) e Lidia (1933).

Dopo la delusione della I Guerra Mondiale, il Pazienza come d’altronde quasi tutti i giovani di allora sin dalla prima ora è militante attivo del movimento del fascio creato da Benito Mussolini. Non sappiamo se abbia partecipato o meno alla “marcia” su Roma. “Papà – ricordano le figlie maggiori – era un tipo molto allegro e scherzoso, al quale piaceva tanto il canto e il ballo”. Comunque sia,  il I giugno 1931 Pazienza si arruola nella Milizia Volontaria S.N. ed assegnato alla 148^Legione sotto il comando del Console Riccardo Rossi. La stessa, denominata “Tavoliere” ha sede a Foggia ed è formata da cinque Coorti, di cui quattro distaccate nei centri di San Severo, Lucera, Cerignola e San Ferdinando di Puglia. La milizia nei primi tempi è impegnata nel servizio civile sia in patria sia nelle colonie. La paga è buona. Da qui l’interesse di molti suoi militanti a rimanere il più a lungo possibile in servizio, specie per chi ha una famiglia numerosa da mantenere, come Luigi. Il battesimo di fuoco per la formazione volontaria giunge nel 1935, durante la guerra d’Etiopia, dove essa arriva a dislocare sette divisioni e due gruppi di battaglioni, tra cui c’è anche il 248° Battaglione, quello appunto dove egli presta la sua attività. Si tratta in tutto di circa 150 mila camicie nere. La campagna militare si concluderà sette mesi dopo con l’entrata vittoriosa delle truppe ad Addis Abeba e con 1290 caduti per la Milizia. Dei militari che hanno partecipato alle operazioni di guerra, una parte rientra in patria ed è mandata in congedo illimitato, un’altra resta mobilitata per lo svolgimento dei compiti di polizia coloniale. Tra questi persiste, per i motivi sopraccennati, anche Pazienza. Tuttavia, il 18 dicembre 1936 viene mandato in licenza in paese per tre mesi, scontata la quale farà ritorno in Africa il 3 marzo 1937. Prosegue la corrispondenza con la famiglia sino ai primi mesi del ’40, ma poi i contatti  s’interrompono improvvisamente a causa dell’avvio della II Guerra Mondiale, le cui operazioni più significative vedono il loro svolgimento proprio sul fronte Nord del Continente nero, con la conquista in breve tempo da parte degli inglesi di tutte le colonie del cosiddetto Corno d’Africa, compresa l’Etiopia. Il silenzio su Pazienza perdura e perdurerà sino al rientro dei suoi compagni d’armi a Rignano. Due di essi giureranno ai familiari di aver incontrato l’ultima volta il loro congiunto nell’aprile del 1941, allorché le truppe italiane lasciano la capitale Addis Abeba, in mano agli inglesi, al fine di evitare inutili spargimenti di sangue e ritorsioni da parte degli abissini contro la popolazione civile italiana, di cui i volontari come Pazienza si sentono responsabili, specie lui che è un attivo capo-manipolo (Sergente Maggiore).   E’ un silenzio che durerà sino a quando il Ministero della Difesa, così come ha fatto per tanti altri ‘dispersi’, non dichiarerà ufficialmente la morte presunta di Luigi Pazienza, il sarto rignanese a cui piaceva tanto cantare e sapeva amare.

Letto 1082 volte Ultima modifica il Sabato, 01 Febbraio 2014 14:19
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.