Antonio Del Vecchio
05/01/16

La “Processione dei Morti” torna di nuovo alla memoria, a Rignano Garganico*

RIGNANO GARGANICO. Pasqua Epifania: la tessitrice. “ Tra le tante storie e leggende di Rignano ce n’è una che fa ancora rabbrividire chi l’ascolta o la racconta. È la vicenda di una tessitrice, mamma di sette bambini, che “ascoltò” i morti entrare in casa sua.

Il racconto, conosciuto un po’ da tutti gli anziani del paese, ci è stato proposto da Carolina, settantenne del posto, che l’ha ascoltato direttamente da sua zia circa sessant’anni fa.La storia si svolge in una piccola abitazione del centro storico di Rignano. È la notte di Pasqua Epifania (5 gennaio). Un’antica credenza parla di questa data come quella prescelta dai morti per ritornare in vita. I defunti, quelli scomparsi da poco e quelli deceduti da anni, a quanto pare, tornano a “solcare” le vie del paese. Lo fanno proseguendo in processione senza una meta ben precisa.Carolina ci ricorda di una madre quarantenne, di nome Maria (il nome è di pura fantasia), alla quale fa visita un’amica morta qualche giorno prima. La defunta dice a Maria di nascondersi perché proprio lei è stata prescelta dalle anime dei defunti e quindi non le conviene assistere alla processione notturna dell’Epifania. Infatti, nessuno è mai scampato, fino ad allora, al ritorno dei morti che catturano le anime portandole via con sé. Allora alla donna non resta che scegliere: o morire o rifugiarsi in qualche luogo sicuro. L’amica defunta le suggerisce di coricarsi nel letto assieme ai sette figli, perché i morti non toccano mai i bambini. Così fa. Per tutta la notte Maria resta immobile. I pargoli dormono, incuranti di quello che sta succedendo nella loro modesta abitazione. Passa la prima fila dei defunti, che nota i bambini e fugge via. Passa la seconda, la terza, la quarta…Trascorrono lenti i minuti e le ore, il cuore batte a mille, fino all’alba, quando l’ultimo defunto si accorge della donna nascosta tra i bimbi. Ma è tropo tardi. La luce ha già fatto capolino sul Golfo di Manfredonia e l’anima svanisce nel nulla, portandosi dietro una vicenda fatta di fantasia popolare, di ricordi confusi e notti insonni e a tremendi timori per il ritorno dall’aldilà di qualche parente o conoscente scomparso, magari dopo un dispiacere procuratogli in via.

*Tratto da v. “Racconti e Leggende del Gargano” di Angelo Del Vecchio, Rignano G., Coop.Araiani, 2005, pp. 26-27

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.