Antonio Del Vecchio
29/12/15

Ecco “Lu sculazze traìne” , la tipica altalena di un tempo, a Rignano Garganico

Tipico carro a trazione animale (immagine da Internet) Tipico carro a trazione animale (immagine da Internet)

RIGNANO GARGANICO. C’era una volta il gioco dello “sculazze traìne” . Si tratta di una sorta di altalena fatta in casa dai ragazzi di un tempo, quando regnava sovrana la miseria e la tecnologia non era ancora sorta nella mente degli scienziati, compreso Einstein.

Il ricordo è insorto in molti anziani di oggi, assistendo allo spettacolo presepiale messo in atto in questi giorni alla Ripa, con la riproduzione di uno spaccato della vita rurale degli anni’30 (secondo gli organizzatori della sceneggiata). Proprio lì una sessantina di anni fa, quando le auto si contavano con le dita di una sola mano ed erano possedute solo dalle famiglie più ricche del paese, sostavano il fine settimana decine di  traìni, “sciarrabà” e carrettoni, per permettere qualche giornata di riposo (allora si diceva “l’aijute”) a sovrastanti e padroni (“garzoni” e braccianti salivano e scendevano a piedi la montagna). Come erano venuti i carri a trazione animale, carichi di provviste di ogni tipo, ripartivano a carovana il lunedì  seguente, affrontando con molta circospezione la ripida discesa. Qualche volta accadeva anche la “disgrazia” di uscire fuori strada e cadere nel burrone con danno  a persone, animale e cose, come testimoniano alcuni ex-voto, esposti sino alcuni anni fa nella millenaria chiesetta rurale della Madonna di Cristo. A tarda serata (prima non era possibile, per non insospettire rispettivi proprietari) i ragazzi quelli più grandicelli,  si davano voce e nel giro di pochi minuti giungevano sulla ripa; dividendosi, poi,  a gruppi di tre, quattro o cinque, silenziosamente mettevano in atto l’ambito trastullo. Due si accovacciavano sulle aste anteriori e gli altri dalla parte posteriore. L’asse delle ruote facevano da perno di appoggio, permettendone la oscillazione. Così a movimento alternato gli uni a forza di braccia e di peso facevano abbassare un lato, sollevando quelli sulle aste. Questi ultimi, allungando i piedi raggiungevano di nuovo il suolo, facendo alzare i compagni dirimpettai. La piacevole oscillazione, intervallata da esclamazioni gioiose e ritmiche del tipo  “ohì… e olà!”, durava per più di un’ora. Al termine, dopo aver rimesso gli automezzi in ordine e tirata ben bene la “martelline” (freno a mano), la compagnia si scioglieva man mano ed ognuno  tornava a casa, contento di aver rimediato e sperimentato un bel gioco di tipo avventuroso, avendo esulato nel contempo sia la stretta sorveglianza dei genitori, sia quella dei legittimi proprietari dei mezzi.

Letto 555 volte Ultima modifica il Martedì, 29 Dicembre 2015 09:50
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.