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Antonio Del Vecchio
29/01/14

Le ferite aperte della città dell'Aquila di Antonio Monte

 MILANO. Si trovano accordi per la ricostruzione, alleanze per sistemare i misfatti, il tempo che cancella le emozioni e tutto viene archiviato, come fossero atti. I disastri fanno parte del disegno Divino, così ogni nostro destino è anche questo è il fatto.

Sono circa cinque anni che il terremoto ha colpito la città dell'Aquila e causato la morte di tanti giovani studenti. Ai giovani universitari, alle tante vittime della strada e ai tanti giovani funestati da gravi malattie, vorrei che giungesse questo mio scritto, quale conforto, alle loro mamme e a tutte le mamme del mondo segnate dal massimo dolore vero che ogni giorno si recano al cimitero. Soltanto in sogno / Tu / che hai partorito per il Paradiso / segnato dalle lacrime è il viso/ celate da smorfie di sorriso. / Tu  / Maestra di dolore / per come lo custodisci nel nobile cuore./ Tu /  Arcobaleno gigante dell'Immensità /  con i piedi sulla terra e / la mente che vaga nell'Aldilà./ Tu  non piangere..../ Io   appartengo a un'altra realtà, al mondo dell'Aldilà / affollatissimo di anime serie e degne che più non si / fanno vedere se non nei sogni. / Anime che non gradiscono pianti, lamenti, cuori affranti / ma buone intenzioni e preghiera / di questo si nutrono da mattino e sera./ E' ricordare l'espressione dei loro volti / che partecipano alla vostra vita come una volta. / Tu    e lo ripeto a te.. non piangere per me.

 

                                               

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.