Antonio Del Vecchio
22/06/17

La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista insorge contro le ‘ecomafie’

FOGGIA. Sulle discariche a cielo aperto, spesso causa di pericolosi incendi in ogni dove, in provincia di Foggia, e sul commercio malavitoso di essi, insorge la federazione del  Partito di Rifondazione Comunista di Foggia.

Lo fa con un articolare comunicato stampa a firma del Segretario provinciale, il giovane e dinamico Luigi D’Aiello,  dove si fa l’analisi della situazione e s’invocano le relative proposte risolutive. Tra l’altro, si fa osservare nel documento che  lo scandalo dei rifiuti ‘smaltiti illecitamente’ nelle campagne di San Severo  e Manfredonia, l’incendio della discarica abusiva di via Castelluccio a Foggia, l’operazione blackland che ha smascherato un ingente traffico di rifiuti pericolosi diretto dalla Campania alla Capitanata’  metterebbero in luce ‘tutte le nefandezze di un vero e proprio sistema delinquenziale’. Sistema, quest’ultimo,  molto articolato e potentemente organizzato che mirerebbe ad ottenere ‘ingenti guadagni’ sulla pelle delle popolazioni e ai danni dell’economia sana di un intero territorio  esteso per migliaia di chilometri quadrati. “Appare sempre più allarmante – si prosegue nello scritto - che questi traffici vengano scoperti solo a distanza di anni quando, ormai, hanno prodotto guasti irreparabili all’ecosistema  e danni alla salute dei cittadini. Tutto ciò evidenzia che la Capitanata è sempre più una di terra di nessuno, dove è possibile consumare ogni sorta di reato ambientale nella quasi certezza di restare impuniti e, in qualche caso, con la complicità proprio delle Istituzioni che avrebbero dovuto garantire la sicurezza ambientale dei territori con un lavoro intenso di prevenzione e di controllo”. Un ambiente pulito, secondo lo scritto, costituirebbe non solo ‘garanzia di migliore salute pubblica’, ma anche di una economia agricola più fiorente e di maggiori possibilità di attrarre flussi turistici. Per questo spetterebbe non solo alle Istituzioni, concludono i Rifondini ,  ma anche ciascun cittadino ‘il dovere di non abbassare mai la guardia su queste tematiche essenziali per il vivere civile e di collaborare ciascuno  per la parte che gli compete a fare della Capitanata una terra libera dai giochi delle ecomafie, dove  squallidi personaggi locali svendono pezzi del territorio senza alcun riguardo per la salute delle proprie popolazioni’.  

 

 

                                                                                                                                

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.