Antonio Del Vecchio
24/12/13

Racconto di Natale: la ricerca dei 'lippi', un'iniziativa dei ragazzi sammarchesi nei tempi andati

“Partivano tutti insieme. Si disperdevano poi a gruppetti non appena avevano raggiunto le contrade e località loro indicate, come la Caulima e la Pineta. Per arrivarci, scavalcavano il torrente Jana, arrampicandosi tra dirupi e macerie, per cercare i muschi più belli e soffici. Le pianticelle di aspeto cormoide e dal selvaggio velluto verde si trovano attaccate alle rocce oppure sulla terra umida…

 

Una volta, mentre i fanciulli si accingevano al ritorno con il loto ricercato carico, il cielo si oscurò e fiocchi di neve cominciarono a cadere. Essi, prima erano radi, poi via vai diventarono sempre più fitti e grandi come una foglia di quercia. La comitiva scendeva giù in paese, allegra e spensierata, nonostante il peso delle sporte piene di musco. I contenitori erano stati recuperati qualche giorno prima al mercato. Li portavano a tracolla, legati da un filo di spago o di ferro. Le scarpe dei ragazzi si erano, intanto, inzuppate ben bene di acqua e di neve, mentre i pied, diventati rossi a causa della gelata poltiglia, cominciavano a dolere fortemente: preannuncio di prossimi geloni. Un’affezione assai diffusa a quei tempi nelle famiglie povere, causata dalla carenza di indumenti e di riscaldamento nelle case. Ad alcuni malcapitati addirittura le scarpe non avevano resistito contro i dirupi e macerie, costretti a scavalcarli ed arrampicarsi come scoiattoli. Fuoriuscivano da esse ogni tanto l’alluce “scalzato” e tumefatto per via di qualche ciottolo o roccia, cui aveva battuto contro. Di tanto in tanto le loro mamme, preoccupate per il cattivo tempo, si affacciavano ai balconi e subito li rinchiudevano, perché il freddo era pungente. Il loro cuore batteva, non vedendo arrivare i figli. L’attesa si faceva lunga e trepidante. Ad attenderli c’erano pure i fratellini, costretti a restare a casa al apri delle madri dal rigore dell’inverno, che si preannunciava anticipato rispetto agli anni passati. Questi non si muovevano un attimo da dietro le vetrate. I loro cuoricini erano in pena e, per guardare fuori, schiacciavano il naso contro i vetri, e speravano di vedere arrivare da un momento all’altro i loro fratellini. Nell’intimo cominciava a serpeggiare lo spirito di emulazione, provando ammirazione per quei coraggiosi che si erano avventurati in contrade lontane (per la loro età) e con simili condizioni atmosferiche, pur di compiere una lodevole e nobile missione per conto della collettività. Finalmente arrivarono, tutti insieme come erano partiti. Taluni soddisfatti per il felice fine, qualche altro scnsolato con le lacrime agli occhi, dispiaciuto solo perché non aveva trovato tanti e bei muschi come i suoi compagni.

NATALE / È Natale! Allegri uomini, donne e bambini, / stanotte è nato Gesù Bambino! / Tutti i pastori questa notte lasciano le greggi e vanno alla grotta. / In una stalla il Bambino è nato / tra i tanti pastori inginocchiati. / Anche i Re Magi dell’Oriente attraversano / il deserto e sono fidenti. / I tre, a cavallo di gobbi cammelli, / sono guidati da una stella. / Portano con sé i loro doni / e li posano ai piedi del Bimbo buono. / In una mangiatoia piena di paglia il Divino fa la ninna nanna. / Riscaldano il Bambinello / un docile bue e un asinello. / Rapiti dalla gioia sono Maria / e Giuseppe:  / è nato il Divino, / l’Uomo perfetto

 

N.B. Tratto dal volume: Giovanni Cammerino, Coppe della Rosella, con note e cura di Antonio Del Vecchio, Foggia, Studio Stampa, 1994, pp. 192

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.