Redazione
04/04/14

Torna l'appuntamento con la transumanza sul Gargano

CARPINO. Determinati da un'autentica passione per le tradizioni del nostro territorio siamo partiti, da un'ideazione del nostro Direttore Artistico Luciano Castelluccia, per organizzare una nuova avventura: una passeggiata con i pastori e le mucche podoliche lungo gli antichi sentieri della transumanza garganica.

 

La transumanza garganica, piano-montagna, avveniva in loco e manteneva caratteristiche e organizzazione simili al fenomeno secolare della grande transumanza che dagli Abruzzi portava greggi, mandrie e pastori verso il Tavoliere e il Gargano percorrendo le vie naturali dei tratturi.

 

Sulla montagna del sole la zona più adatta alle pecore era quella di San Giovanni Rotondo, il paese dei pastori, dove la pastorizia, in genere, era totalizzante rispetto agli altri paesi del Gargano. Di pecore se ne trovavano anche a San Marco, ad Apricena, a Rignano, a Sannicandro, a Carpino, a Cagnano, ecc. Moltissimi erano gli allevamenti di capre sul Gargano. Assai diffusi lo erano nei paesi confinanti con la Foresta Umbra, cioè vicino Monte Sant'Angelo, Mattinata, Vieste, Vico, ma ce n'erano molti anche a Sannicandro, a San Marco in Lamis e in genere su tutto il territorio garganico, dove la capra nera era forse l'animale più diffuso.

 

Nelle Puglie ed in partico! lare su tutto il promontorio era particolarmente diffusa la Vacca podolica. La Podolica del Gargano è una razza allevata allo stato brado e che quindi offre carni sapide, sane, ricche di sali minerali dal suo latte vengono prodotti ricotte e formaggi dai sapori unici, come il caciocavallo podolico.

 

Il prossimo 25 aprile dal piano alle colline di Carpino, col Patrocinio del Parco Nazionale del Gargano, il Gruppo d'Azione Locale del Gargano e il Comune di Carpino, proveremo a valorizzare il territorio facendo conoscere la transumanza dei pastori del Gargano, non solo un semplice trasferimento ma uno vero e proprio stile di vita.

 

L'idea è quella di una lunga festa in campagna, un modo, un'occasione semplice per stare insieme ai pastori garganici e vivere intorno ai bracieri degli arrosti la loro solidarietà e la loro cultura ricca di storie di briganti, epopee cavalleresche di paladini, storie di santi, canti, cunti, fiabe, favole, ecc.

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