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Personaggi (68)

La Festa degli Alberi e la Scuola Elementare al femminile del dopoguerra, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Nel dopoguerra La Festa degli Alberi diventa una costante insopprimibile della programmazione scolastica nazionale. E questo per via dell’importanza del tema e del suo alto valore simbolico ed educativo. L’iniziativa ha, infatti, lo scopo di far capire non solo ai bambini, ma a tutti gli uomini,  l'importanza degli alberi.

Grande festa per i cent’anni di Giuseppina Draisci, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Grande Festa, oggi a Rignano Garganico, per i cent’anni di Giuseppina Draisci vedova Del Vecchio. Tanto accade, a distanza di appena due anni dalla morte dei suoi predecessori, Luigi Carfagna (102 anni) e Maria Michela Del Vecchio (100 e mezzo), tornando così di nuovo a far rifulgere l’albo dei longevi del paese.

Padre Eugenio Botta da Rignano Garganico, raffinato latinista e un po’contadino. La storia

 RIGNANO GARGANICO. Padre Eugenio Botta (1891 - 1978), nativo di Rignano Garganico, è una figura atipica del Francescanesimo Minoritico, impegnato nell’apostolato di Capitanata  tra le due grandi guerre del secolo scorso.

Giovanni Gentile, l’ultimo costruttore di “Fracchie”, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Coltiviamo le nostre radici e tradizioni! Un tempo, non molto remoto, anche a Rignano Garganico, erano le fracchie ad illuminare la processione del Venerdì Santo, attraverso gli stretti vicoli e vie del centro storico, così come oggi avviene nella vicina San Marco in Lamis. Un uso, di cui si ignora l'origine, ma che resiste, per oltre un cinquantennio, fino agli anni '70 del millennio trascorso.

San Marco in L. : 50 anni dopo il primo bacio, si ritrovano, si sposano e vivono felici sino alla fine. La storia

 SAN MARCO IN LAMIS. Quella che si sta per raccontare è  una vicenda che conoscono ancora in pochi a San Marco in Lamis, anche perché la stessa rientra nella sfera degli affetti e degli amori di due anziani emigranti vissuti e deceduti in Germania. La vicenda che vogliamo raccontare parla di due innamorati e di una serenata finita male.

Rignano Garganico: il Miracolo della Madonna di Cristo

RIGNANO GARGANICO. Tra emigrazione e religiosità popolare c’è un legame molo stretto e per tanti versi incancellabile, o dimostrano gli innumerevoli ex-voto di emigrati presenti in vari santuari di Capitanata.  Secondo i critici della materia “Il viaggio che l’emigrante percorre, stabilendosi in una nuova terra lontana, per un tempo imprecisato o definitivamente diventa devozionale mediante il dono di ex-voto al santuario.

Parla italiano la nuova Cattedra e il nuovo Crocifisso della Cattedrale di Leicester (Inghilterra)

RIGNANO GARGANICO. Una nuova Cattedra e Crocifisso sono state commissionate per la Cattedrale di Leicester nell’ambito del progetto di ristrutturazione al fine di fornire un luogo di rispetto per la sepoltura di Riccardo III d’Inghilterra. A realizzarla sarà il designer Francesco Draisci, originario di Rignano Garganico.

Uccisa dal pretendente per gelosia e malvagità. La storia in un romanzo verità di fine ‘800

RIGNANO GARGANICO. Nonostante il progresso del vivere civile, la parità tra i sessi e la libertà di amare per le donne resta ancora un tabù., non solo nel resto del mondo, ma anche in quello cosiddetto evoluto ed emancipato come l’Occidente (Europa, Usa, ecc.).  All’interno della coppia, l’amore respinto o il tradimento ancor oggi si conclude con la soppressione estrema della parte più debole ossia il “femminicidio”.

Apricena: in bocca al lupo al concittadino Gagliardi in missione in Antartide

APRICENA – “Siamo profondamente orgogliosi di avere un Concittadino come Antonio che porta lustro al nome di Apricena in giro per il mondo. Dall’Amministrazione Comunale e da tutta la Città il più grande in bocca al lupo per gli ultimi giorni della sua importante missione”.

Una cagna di razza “volpino”, smarrita a Foggia, ritrovata sana e salva, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Una cagna smarritasi in quel di Foggia, , ritrovata sana e salva, a Rignano Garganico. Si tratta di un “volpino”, anzi una “volpina”.  Non si sa come e da quando sia giunta in paese e neppure il suo nome, che chiameremo, per comodità di linguaggio e racconto, Alice.