Antonio Del Vecchio
25/03/15

San Marco in L. : 50 anni dopo il primo bacio, si ritrovano, si sposano e vivono felici sino alla fine. La storia

Rignano G. Amore e Psiche, scultura di Casanova Rignano G. Amore e Psiche, scultura di Casanova

 SAN MARCO IN LAMIS. Quella che si sta per raccontare è  una vicenda che conoscono ancora in pochi a San Marco in Lamis, anche perché la stessa rientra nella sfera degli affetti e degli amori di due anziani emigranti vissuti e deceduti in Germania. La vicenda che vogliamo raccontare parla di due innamorati e di una serenata finita male.

I nostri protagonisti, nati ambedue in una San Marco in Lamis d'inizio Novecento, povera e molto più piccola di quella attuale. Lui, Antonio, fabbro-ferraio, lei, Nicoletta, casalinga e vedova. Già fidanzati una cinquantina di anni prima, decisero di sposarsi a cinque anni dalla morte di Michelino, marito di Nicoletta. Ma quello di cui vogliamo parlarvi è accaduto negli anni '20. Antonio, innamoratissimo e già con un mestiere tra le mani, aveva deciso una sera di presentarsi a chiedere la mano di Nicoletta. Chiamò cumpa' Rucchine (compare Rocco) e con la sua chitarra battente si presentò di buon ora a casa dell'innamorata per cantarle i suoi versi d'amore. Nicoletta lo aspettava con trepidazione, convinta che papà Peppine (Giuseppe) le avrebbe permesso di prendere in sposo il caro Antonio, giovane e aitante, biondo e dall'aspetto nordico, forse figlio di quegli intrecci di razze e di popoli che hanno contraddistinto San Marco a partire dal Settecento. Era tutto pronto, tutto deciso, tutto perfetto. Antonio e Rucchine si presentarono puntuali. Il primo sfoggiò la sua voce da canterino d'altri tempi, il secondo la sua migliore tecnica di suonatore autodidatta. Iniziò il "rito" della serenata. Ma a distanza di qualche minuto ecco l'imprevisto, quel qualcosa di non preventivato che spesso può cambiare le più belle storie d'amore e costringere due amanti a separarsi per il resto della vita. Accadde, infatti, che a far la serenata a Nicoletta si presentarono poco più tardi anche Nicola e Saveriucce (Saverio), figli di un possidente sammarchese, molto noto dentro e fuori il paesino garganico. Antonio non gradì la sorpresa e immediatamente si mise ad ingiuriare quella che fino a quel momento lui riteneva dover divenire la sua compagna di vita. Antonio e Nicola vennero ben presto alle mani. Intervenne anche Peppine, che se ne stava rintanato dietro una finestra, pronto ad entrare in scena al momento opportuno. Anche per lui la presenza del secondo pretendente fu una sorpresa. Si inserì nella mischia. Tentò di separare i due, che nel frattempo si apostrofavano tra di loro con le peggiori parolacce, dandosene di santa ragione. Fu allora che Antonio commise l'atto che ben presto doveva significare la rottura definitiva del suo rapporto con Nicoletta. Involontariamente, o volontariamente come dicono i cattivi pensanti, Antonio colpì cumpa' Peppine con un pugno. Fu la frattura definitiva. Peppine rientrò in casa, costrinse Nicoletta ad andare a letto e mandò a quel paese l'ormai acerrimo nemico Antonio. La fortuna, tuttavia, non aiutò nemmeno Nicola. Infatti, l'anziano genitore non volle assolutamente saperne nemmeno di quest'ultimo. Nicoletta, disperata come non mai, tentò anche il suicidio e più di una volta. Passarono cinque anni dall'accaduto. Per via delle strane situazioni della vita, Nicoletta sposò Michelino, fratello minore di Nicola e Saveriucce, con sommo e ovvio dispiacere del primo. Non ebbe tuttavia figli. Antonio di lì a pochi anni si trasferì a lavorare in Germania. Fece il carpentiere, il cameriere, il muratore, l'imbianchino, il parcheggiatore, il rosticciere, il fabbro, l'aiutante d'ospizio e l'operaio alla Fabbrica di cioccolato “Ritter”. Negli anni '70, ormai pensionato e ricco di speranze e denaro, tornò da celibe a San Marco. Qui rincontrò la dolce Nicoletta, amata e ingiuriata cinquant'anni prima. Michelino era ormai defunto. I due decisero di rivedersi. Il 14 febbraio 1973 convolarono a nozze. All'epoca non si festeggiava il San Valentino, o meglio non era di moda farlo, però questa vicenda, sconosciuta ai più, è entrata nei cuori e nella mente degli innamorati sammarchesi e c'è già chi vuole farne un romanzo. Antonio e Nicoletta oggi riposano assieme in un cimitero nei pressi di Berlino, dove hanno deciso di trascorrere gli ultimi anni del loro amore. Ovviamente non hanno avuto alcun erede diretto, tuttavia hanno adottato a distanza un bambino africano, divenuto poi beneficiario di ogni bene terreno.

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.