Redazione
25/12/13

Ilenia Draisci, un'insolita e bella Babba Natale

ROMA. Spesso per fare un complimento ad una persona si usa l’espressione “è bella dentro”. Ilenia Draisci da Pomezia (originaria di Rignano Garganico, in Puglia - ndr), classe ’89 lo è dentro e fuori. Ilenia è espressione più marcata di una ragazza capace di creare sempre e comunque positività, lo è nella vita privata e nello sport in cui eccelle, l’Atletica Leggera. Velocista della Nazionale Italiana, Draisci veste dal 2009 la casacca del GSM Esercito ma seguita ad indossare anche la nostra in occasione dei Campionati di Società. Per storia, affinità e carattere, Ilenia è per noi l’espressione compiuta di anni ed anni di integrazione e di affetto. Insomma lei, per usare una espressione che si usa nelle famiglie italiane, è la “cocca di casa” per definizione.

 

Lo è oltretutto perché la conosciamo da sempre così come la sua famiglia, il suo tecnico, il suo ragazzo, le sue abitudini, i suoi sogni e le sue ambizioni. Insomma, come scoprirete dall’intervista, Ilenia è una ragazza semplice ma volitiva, con valori solidi ed idee chiare su qualsiasi argomento: dallo sport alla famiglia, dall’amore per il suo Lorenzo a quello per la natura e le cose semplici. Una romantica incallita, una ragazza che adora sognare.

Sportivamente parlando Ilenia è straordinaria perchè pur essendo di partenza un buon talento non è nata di certo con l’imprimatur della “predestinata” come è capitato ad altre. Ilenia il successo se lo è dovuto costruire giorno dopo giorno e solo dal 2013 la Nazionale l’ha  accolta in pianta stabile.

Ilenia ha vinto con la nostra maglia 13 Titoli italiani e sette Scudetti Assoluti. A Rieti, meno di tre mesi fa, dopo una stagione faticosissima ma ricca di soddisfazioni per lei, la sua squadra (Esercito) e la Nazionale, ha indossato di nuovo la nostra maglia ed ha fatto meraviglie. Sapeva che quest’anno ai Societari, visto le assenze, toccava a lei tirare la carretta e lei lo ha fatto!

E’ tutto. Ora la parola ad Ilenia! Con lei pareggiamo i conti. Dopo la capacità di sintesi di Veronica  Borsi e Dariya Derkach, Ilenia è simil Sonia (Malavisi): un fiume in piena. Ha scritto un libro anche lei….

Ciao Ilenia, ti sei preparata bene per questa intervista? Saremo implacabili…

Ci credi che sono 10 giorni che non dormo per paura delle tue domande? No? Fai bene a non crederci; so quanto ci tieni a me, e sono convinta che non faresti mai niente per mettermi in difficoltà. Vero?

Inutile che ti raccomandi, nessuna pietà! Comunque Iniziamo soft, con il parlare di questo Natale e del 2014. Cosa ti aspetti sotto l’albero? Guarda che non mi riferisco solo all’Atletica…

Risposta facile perchè non vedo l’ora che arrivi la mezzanotte del 24 per scartare i regali. E’ così per davvero, adoro “tastare” le scatoline e provare a indovinare cosa contengano, continuo a farlo da anni nonostante non indovini praticamente quasi mai, e nonostante per me ogni regalo vada bene; se fatto con il cuore anche un semplice cioccolatino mi rende felice (ma i brufoli lasciamoli agli altri!). Mbeh, a pensarci bene, c’è un regalo che mi piacerebbe trovare sotto l ‘albero più di altri: si tratta di una scatola gigante, piena di serenità, salute, grinta e determinazione, le stesse cose che mi hanno aiutato quest’anno a togliermi tante soddisfazioni! Questo però lo auguro anche a tutti gli italiani: Per troppi sarà un Natale particolare visto la situazione di povertà in cui è precipitato il nostro Paese. Dobbiamo dare tutti una mano. Anche io, come tanti altri,  ho già deciso come fare la mia parte e…la farò!

Brava Ilenia. Ora parliamo di Atletica. La tua stagione agonistica 2013 è stata molto diversa dal passato. Nessun Titolo Italiano vinto ma hai fatto strike in azzurro vincendo i 100m ai Giochi del Mediterraneo e partecipando ai Mondiali di Mosca!

Campionati Europei U23Eh si, quest’anno sono riuscita a correre forte da subito, riuscendo così a guadagnarmi il posto da titolare in azzurro in tutte le manifestazioni internazionale. A Gateshead, in Coppa Europa, ho corso male e piano ma avevo quasi 5mt di vento contro…e come se si sentivano!!!  Due settimane dopo, a Mersin (in Turchia), consapevole del mio ottimo stato di forma, sono scesa in pista intenzionata a dimostrare agli addetti ai lavori che non avevano sbagliato a “puntare su di me” e mi sono presa, sul filo del rasoio dopo un testa a testa con l’avversaria spagnola, quella che fin’ora è una delle più belle soddisfazioni della mia carriera sportiva: la Medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Quante lacrime e quanta soddisfazione…. che brividi!

Poi però, quando oramai il più sembrava fatto, sono riuscita a “toppare” l’unica gara che non avrei mai dovuto sbagliare e che non avevo mai sbagliato, una gara che è sempre stata il mio forte: i Campionati Italiani. Che rabbia, che rabbia! Devo precisare che a Milano le gambe c’erano eccome (!) ed erano pronte a farmi correre alla grande ma purtroppo quel giorno non c’era la testa: troppa agitazione, troppa tensione. Perchè è successo? Devo ancora capirlo! E così ho buttato via l’occasione per provare a guadagnarmi quella che sarebbe stata la classica “ciliegina sulla torta” di una stagione che fino a quel momento era stata semplicemente fantastica! Fortunatamente la medaglia di bronzo sono riuscita comunque a guadagnarmela, e cosi, pochi giorni dopo, mi sono ritrovata avvolta dal caloroso pubblico di Mosca, niente meno che ai Mondiali! Cos’è lo sport!

Cambiamo continente. Parlaci del Brasile. Sogni di andarci in vacanza o ..qualcosa d’altro?

Sono già stata a Rio de Janeiro nel 2011 in occasione dei Campionati Mondiali Militari, e in quella circostanza sono riuscita a ritagliarmi un pò di tempo per andare a visitare il meraviglioso Cristo Redentor. Ebbene, se ti dicessi che quel giorno c’era nebbia e che quindi mi piacerebbe tanto tornare in quel posto? In vacanza? Mmm….non dimenticarti che da piccolina ho messo un sogno in un cassetto in cui tuttora è custodito ma sappi che non ho ancora perso la speranza di riuscire ad aprire quel cassetto! Ci arrivi a capire di cosa parlo? Ahahah…

Ora ti voglio provocare. Sembra che tu, cara Ilenia, preferisca vivere sotto il segno del “conservatorismo”, dentro un castello dai bastioni inattaccabili ed è li che ti senti sicura. Difenditi quindi dalle prossime domande con risposte forti e non retoriche. Iniziamo dalla torre più importante del castello, papà Michele e mamma Carla. Dove sei tu, sono loro…sempre neanche avessi 10 anni!

aeroporto 1I genitori sono per me e per mio fratello Mirko il nostro punto di riferimento, due gioielli speciali sempre pronti a mille sacrifici per noi. In realtà l’intera famiglia è il nostro punto fermo, a partire dai nostri nonni, colonne portanti di una meravigliosa famiglia unita, pronta a incoraggiarmi nei periodi “delicati”, ma anche a bacchettarmi quando ce n’è bisogno. Un esempio? A cena, per me è praticamente impossibile sgarrare perchè sono tutti sempre troppo pronti a ricordarmi che io il dessert non lo posso mangiare! Ma la famiglia intera (Mirko, la mia cognatina Valentina, Lorenzo, zii e cugini) è sempre pronta a festeggiarmi nei momenti felici, con sorprese a volte anche troppo esuberanti. L’ultima? Dopo la vittoria ai Giochi del Mediterraneo si sono presentati in Aeroporto con parrucche, trombette e striscioni per dimostrarmi quanto fossero orgogliosi di me! Una famiglia così non puoi che adorarla!

Hai nominato Lorenzo e guarda caso io non ti ricordo single…

Lo sai bene, è il mio ragazzo! Anch’io a volte faccio fatica a ricordarmi di quando ero single; sono davvero tanti anni che lo sopporto! Che dire se non che a 16 anni ho avuto la stra-fortuna di incontrare un ragazzino meraviglioso che mi divertiva e mi rendeva felice con un solo sorriso… Siamo cresciuti insieme, e senza neanche accorgercene ci ritroviamo ancora uno accanto all’altro. Il segreto? Entrambi siamo liberi di coltivare, com’è giusto che sia, le nostre passioni ma con la consapevolezza di poter sempre contare sull’altro. Finchè va così, è una meraviglia!

Ti avviso, appari sempre più conservatrice! Passiamo ad un altro baluardo della tua vita, Maura Cosso, la tua scelta tecnica…da sempre.

con maura 2Maura, Maura mia! E’ grazie a lei se sono riuscita a raggiungere i miei risultati. Le devo tutto. Maura è una seconda mamma, la migliore amica che tutti vorrebbero avere e l’educatrice perfetta che ti insegna ad affrontare la vita. Maura però è anche l’allenatrice testarda che pretende il massimo ed è la “tabaccaia” (è davvero il suo lavoro!) che non fa sconti a nessuno (della serie: se durante un lavoro “lattacido” ti capita di sputare l’anima e “dare di stomaco”, per lei va bene comunque perchè sei più leggera e pronta a correre ancora più forte: aiutooo!). Maura è la mia “coach”, quella che mi sopporta, che mi capisce, quella che mi sgrida, quella che con un solo sguardo prima della gara riesce a dirmi più di 10.000 parole… Maura è quella che ogni giorno da oramai 15 anni mi “vive” al campo quando sono allegra ma anche quando ho la luna storta: insomma, Maura è speciale!

Da sempre ti alleni a Pomezia, nella tua città, sullo stesso campo, quello della squadra che ti ha accolto quando eri piccolina…

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA soli sette anni i miei genitori mi dissero che era arrivato per me il momento di scegliere uno sport da frequentare, e io che ho sempre considerato mio fratello un idolo (mi sbagliavo di grosso….. ahahah!) dissi di voler fare calcio, il suo stesso sport.

Mia mamma cercò in tutti i modi di farmi cambiare idea, e io, testarda già da piccola, dissi che se non potevo fare calcio avrei fatto Atletica proprio perché Mirko era stato in Fiamme Gialle! Così ho messo piede per la prima volta sulla pista di Pomezia, la stessa pista (l’anno rifatta solo l’anno scorso!) sulla quale mi alleno da ben 17 anni! L’Atletica Pomezia non è solo la mia prima società sportiva, è la mia seconda casa ed è una grande famiglia: tecnici speciali, aiutanti tutto-fare meravigliosi, compagni d’allenamento semplicemente unici. E poi, diciamola tutta: non smetterò mai di ringraziare l’Atletica Pomezia anche perchè mi ha fatto conoscere voi (che sviolinata!!!! ahahah…).

Mamma mia, altrochè conservatorismo, questa intervista è così smielata ormai da sembrare un capitolo di un “romanzo rosa” anni ‘60 scritto dalla mitica Liala! Comunque andiamo avanti: da “Allieva” in poi hai sempre indossato la nostra maglia. da sempre vinci, sei sempre stata “Capitana” (Allieva, Junior ed Under 23) ed ora, da Senior, aspetti il tuo turno di “anzianità” per esserlo anche con l’Assoluta.

Stare con voi è bello, punto ed a capo. Lo è a prescindere dall’essere o non essere “Capitana”. Certo, mi lusinga essere paragonata a stelle dell’Atletica come la prima, l’irraggiungibile Annarita Sidoti e poi a seguire Dolcini, Ceccarelli ed ora Bordignon: mitiche! Per me essere “capitana” ha sempre e solo significato il piacere/dovere di trasmettere ancor più grinta e determinazione di quella che tutte le mie amiche (FonSai-Audacia-Acsi che fosse!) hanno sempre e comunque avuto in abbondanza già di loro! Non mi sono mai sentita diversa ma semmai solo più fortunata rispetto alle altre, per essere cresciuta in questo Club da sempre! Anche questa è casa mia. Ora aspetto il mio turno che arriverà di certo ma, lo dico con il cuore, spero avvenga tra tanti, tantissimi anni perché non sarebbe più la stessa cosa senza le “veterane”!

Ti avviso Ilenia, appari sempre più conservatrice e “simil-Liala”! Ora provo a stuzzicarti,  vediamo come reagisci: da sempre sei bionda con un anno di “cambio colore” da dimenticare..

Mora non ti sono proprio mai piaciuta vero? Ma perchè? Io in fondo non mi vedevo così male! Ci sono tempi in cui ti piace cambiare: fidanzato, sport, amicizie… io più semplicemente decisi di cambiare il colore dei miei capelli. Anche durante tutto quel periodo però mi sono comunque sempre sentita “bionda dentro”, e così, passato il vezzo del cambio-look, ho deciso di tornare ad assomigliare alla mia mamma anche perchè non ne potevo più delle tue battutacce! Eri asfissiante!

Dal 2009 sei diventata professionista entrando nel GSM Esercito e come sempre, entrata in punta di piedi, sei stata protagonista di un crescendo rossiniano per la gioia del Col. Martelli. L’Esercito, altro “bastione” a protezione del tuo castello di certezze..

esercitoVero, quattro anni fa ho realizzato finalmente il sogno di poter fare della mia più grande passione anche il mio lavoro, e questo grazie al Gruppo Sportivo Militare che mi ha dato fiducia, quello dell’Esercito per l’appunto ed in particolare al Ten. Colonnello Fabio Martelli, che ha creduto in me da subito. Non è piaggeria, ma verità! Malgrado i buoni risultati nessuno mi si filava ed è stato lui a darmi fiducia. So di essere fortunata, e anche per questo, ogni giorno vado al campo con la consapevolezza di dover sempre dare il massimo. Se ho la possibilità di fare Atletica a tempo pieno, di dedicare ogni giorno tutto il tempo necessario ai miei allenamenti lo devo all’Esercito; questo è fuori discussione. Credo che il modo migliore per ringraziarli sia quello di farlo direttamente in pista: per questo dal 2009 le mie vittorie non sono solo mie, della mia allenatrice, della mia famiglia e vostre ma anche e soprattutto le loro.

Passiamo alle curiosità. Sei o non sei la sportiva più famosa di Pomezia?

Mah… in una cittadina nella quale il calcio locale spopola, posso comunque dire che non sono pochi gli appassionati di sport che seguono incuriositi i miei risultati in atletica. Posso però vantarmi di avere dalla mia parte un intero paesino pugliese che si trova sul cucuzzolo di una montagna, si tratta di Rignano Garganico, il paese natale di mio padre, che mi sostiene e incoraggia continuamente. E’ bello, pur non essendoci nata, sentirsi parte integrante del più piccolo paese del Gargano. Immagino la loro felicità nel vederli ricordati ma sappiano, tutti i “rignanesi”, che per me è un vero onore essere dei loro!

Se c’è una che non è “presa” minimamente dai social network, non è ossessionata dal cellulare e/o da internet ebbene quella  sei tu, in totale controtendenza con le tue coetanee. Cosa dici a tua discolpa?

Mi ricordo quando, piccolina, discutevo con le mie amichette perchè per me era assurdo stare ore al telefono dopo essere un’intera giornata insieme  tra i banchi di scuola (facevo il tempo pieno, dalle 8.30 alle 16.30). Crescendo non sono cambiata. Detesto il telefono adesso così come allora; figuriamoci se può piacermi stare seduta per ore davanti al PC od un tablet, chattare con amici e/o conoscenti! Non è forse meglio fare una bella passeggiata all’aria aperta, leggere un libro, andare al cinema o fare un pò di shopping? Sapevi che con una piccola magia si può navigare nel futuro? Chiudi gli occhi e scoprirai….

Hai mai pensato al tuo futuro, a quando finirai di essere una protagonista dello sport? 

con Giulia okCerto, ti spiego come sarà, è tutto molto chiaro! Chiudi gli occhi ed immaginiamo di essere nell’estate dell’anno 2024. Ebbene, completato il progetto di promozione dell’attività motoria nelle scuole primarie, che sto portando avanti assieme ai miei colleghi di Club, è ormai tempo di vacanze ed allora, dopo aver accompagnato i nostri due bimbi in Toscana da zia Giulia, io e Lorenzo possiamo finalmente goderci le nostre ferie estive in un magnifico resort dei Caraibi. I sogni son desideri…. ma a volte si avverano. Hai capito? Tutto molto semplice!

Sarà come dici tu…Mmah, passiamo ad altro: hai coltivato amicizie forti anche in Atletica?

Ma allora non hai capito nulla! Forti? Fortissime direi, come quella che mi lega a un’altra tua adorata ex atleta, la stessa che fra dieci anni terrà i miei figli d’estate quando avrò bisogno di riposo! Ahahah. Ma sei “de coccio”! La Giulia di sopra è Giulia Pennella! Lei è un’altra me, il mio “Gazzettino Ufficiale” (sa sempre tutto di tutti, non ho ancora capito come faccia…), la toscana simpatica ed a volte acidella (ahahah!) con la quale ho condiviso tante, tantissime avventure. Giulia è l’amica del cuore, quella che vorrei tanto abitasse a 5 minuti da casa mia. Poi c’è anche l’amica-rivale di sempre Jessica Paoletta. Avevamo 12/13 anni quando ci siamo sfidate per la prima volta ed oggi è ancora così: nemiche in campo ed amiche nella vita!

Niente da fare, sei da libro cuore. Ora, però cambia registro, picchia forte almeno una volta! Ti fornisco l’occasione: parla di un avvenimento sportivo vissuto con noi che non hai proprio digerito… 

draiscibandieraVuoi la guerra? Ora vi stendo tutti ma farò al contrario di quanto ti aspetti. Svuoterò di lacrime te ed i tuoi compari. Vi dirò come ho vissuto l’avvenimento degli avvenimenti, il più educativo per me e significativo della storia del Club perché…quel giorno io c’ero!

Quando ero ancora Allieva ho fatto il mio esordio nella Squadra Assoluta in occasione del mio 1° indimenticabile Scudetto, quello di Palermo del 2007.Io ero la più piccolina ed in quel momento mi sembrava di vivere una favola: ero in mezzo ad una marea di campionesse, in gran parte atlete della Nazionale, tutte compagne di squadra a cui avrei voluto chiedere un autografo!  Ricordo le risate e il divertimento già a cena la sera del venerdì ed, a seguire, la mattina dopo, la riunione Tecnica con voi Dirigenti e tecnici mandati fuori dalla stanza come sempre avviene, per tradizione, in questo Club: lo “spogliatoio” è il regno delle atlete e della Capitana! Il nostro marchio di fabbrica.

Ricordo che, dopo la prima giornata di gare, eravamo dietro di parecchi punti e la riunione tecnica successiva, quella del sabato sera, CeccarelliCoslovich e le altre veterane erano fuori dalla grazia di Dio: dovevamo reagire e vincere, questo il loro ordine! Ci caricarono a pallettoni! Il giorno dopo si trasformò in una “battaglia” all’ultimo metro proprio contro quella che sarebbe poi diventata due anni dopo, la mia società: ironia del destino!

Quello Scudetto, come tanti altri, lo conquistammo di forza, con cuore ed orgoglio a far la differenza. Ci sentivamo veramente le ultime “mohicane” con indosso la mitica maglietta rosa entrata nella storia del Club. Andate a leggervi la news di quella vittoria e capirete.

draisci_2_2013Forse ero ancora troppo piccola per comprendere cosa  volesse dire tutto questo, ma col passare del tempo mi sono resa conto che far parte di questa squadra non voleva dire solo far parte di un team sportivo, ma molto molto di più. Quella esperienza è stata per me formativa al diapason, fondamentale anche per il proseguo della mia carriera con la mia attuale squadra, l’Esercito.

Infatti essere in un grande Club, come quello in cui sono cresciuta, vuol dire sentirsi parte di una grande famiglia, di un gruppo che quando sta insieme è in grado di spaccare il mondo. Vuol dire poi (come è capitato a Rieti quest’anno) ritrovarsi dietro i blocchi di partenza per un  200mt di fine stagione e sapere di dover e volere dare il massimo,  vuol dire complimentarsi con la compagna che ha realizzato il personale ma soprattutto consolare quella che è andata male. Infine vuol dire non sentirsi mai sola, non dare mai niente per scontato e provarci fino all’ultimo.

Con questa filosofia abbiamo vinto battaglie che sembravano impossibili. Non hai idea di quanto mi sia servito in seguito tutto ciò! Basta, mi sono vendicata. Ora fatevi tutti un piantarello!

Va bene Ilenia, basta così. Altro che Liala e libro cuore! Pensavamo di averti demolito nel tuo conservatorismo ed invece sei tu che ci hai messo knoch-out con la tua passione per la vita. Sei proprio una “cocca di casa”…..

 

Testo tratto da: http://www.acsitaliatletica.it/parla-ilenia-draisci-babbo-natale-perfetta-per-carattere-e-sentimenti-la-nostra-cocca-di-casa

Letto 3888 volte Ultima modifica il Mercoledì, 25 Dicembre 2013 10:18
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