Antonio Del Vecchio
18/07/17

Auguri a nonna 'Cornelia' per i suoi settant'anni!

RIGNANO GARGANICO. C’era una volta una donna matrona che amava tanto il suo bel paesello incastonato sulla collina da dove si spazia su tutto: sulla sottostante ed estesa e pianura multicolori; sulle dirimpettaie colline puntellate di case bianche e borghi antichi.

Ad est  s’intravede l’azzurro mare del golfo di Manfredonia, mentre ad Ovest boccheggia in lontananza l’abruzzese Maiella con le sue cime bianche. Poi sui declivi si notano dapprima gli ulivi e più vicini agglomerati rocciosi, come le Murge Primaiule con le i suoi misteriosi antri e caverne. Il  paese a lei è assai caro nel ricordo delle cose e delle persone che aveva lasciato sin dalla sua spensierata adolescenza. Lo ricorda sempre ad ogni pie’ sospinto. Quando il venticello lambisce la sua gonna in un baleno si affaccia alla sua mente il paese, dove il Dio Eolo spira per 360 giorni a l’anno. Così pure quando intravede davanti alle scuole alunne che vanno a scuola con il loro immancabile zainetto (allora la cartella a tracollo, o i libri sfusi a malapena serrati da una molla), ricorda i suoi anni più belli, i suoi primi fatui amori. Che dire delle sue segrete scarpinate all’interno del centro storico per andare a trovare, col pretesto della nonna, l’amica del cuore. Quando intravede un prato petroso gli viene in mente il suo ‘luco’ a Lucito, quando vi andava con i nonni a cogliere le ciliegie, che lei per gioco s’infilava a coppia sulle sue piccole e rosee orecchie. Quando sui monti estranei o parchi  fa ancora le sue scampagnate, riprova gli stessi sentimenti. Ora che ha  a settant’anni, anzi li compirà domani,  il suo cuore si fa grande, anche se il corpo non scalda più, almeno come vorrebbe lei. Ma non per questo è meno bella, anzi è una matrona  vera, come la romana Cornelia, e si sente felice, perché possiede anche lei dei cari gioielli, ossia i nipotini. Anzi, ne ha una vera e propria ‘nidiata’ che van’ cantando a dritta e a manco con i loro innocenti ed armoniosi pigolìi, mentre ella, nonna beata, si schiacci il solito pisolino, sdraiata in poltrona, col pensiero rivolto non si sa a chi e a che cosa. Quando si sveglia, sta attenta a baciarli ad uno ad uno, senza trascurare nessuno, soprattutto il più piccolo che la guarda con i suoi dolci ‘occhioni’  e dalle sue labbra pende, voglioso di coccole e di carezze a più non posso. Auguri, nonna, non ancora ‘il tempo la beltà (tua) cancella…’, ! (A Mia Madre, Edmondo De Amicis, 1882). Per te non c’è età che conta, perché nonostante gli ‘anta’ sei rimasta bella, come nella tua prima giovinezza. Ad Maiora!

 

Letto 282 volte Ultima modifica il Martedì, 18 Luglio 2017 08:00
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.