Antonio Del Vecchio
15/02/15

L’Italia vista dall’estero di Vincenzo Sfirro

 RIGNANO GARGANICO. Una panoramica delle Dolomiti, seguita da immagini dell’eruzione dell’Etna, foreste, mari, strade tortuose e impervie, nelle più avverse condizioni meteorologiche, costituiscono l’ambiente ideale in cui guidare e mettere alla prova le prestazioni delle trazioni integrali tedesche di ultima generazione.

Mentre si sta davanti alla TV, un po’ spazientiti per l’ennesimo spot pubblicitario e curiosi per il seguito del programma o del film in onda, ecco una propaganda che per un attimo, anche se non si è attenti a seguirla visivamente, ma la si ascolta soltanto, accende una sensazione di stupore e persino di orgoglio nei confronti del proprio territorio nazionale; un pensiero nasce spontaneo nella mente dello spettatore: finalmente persino Tedeschi, sempre così ostili all’Italia nel contesto dell’unione europea, ne hanno riconosciuto la bellezza e le ricchezze. Questa idea si afferma mentre  la voce narrante emessa dal televisore descrive il nostro paese come terra baciata dal sole 365 giorni l’anno (chissà perché a queste parole corrispondono le immagini di un cielo nero e di un mare in burrasca), abitata da un popolo dal carattere caloroso (chissà perché a queste altre parole, ivece, corrisponde l’immagine di un orso furioso), ospitale e amante del bel canto, famoso nel mondo per eleganza e stile, ecc.; peccato che quel sentimento di orgoglio nazionale, appena risvegliato, svanisca in fretta, rimpiazzato da una sensazione quasi di rabbia allo scoprire della strategia comunicativa celata dietro lo spot. Infatti, se si accedesse a internet (ovviamente a film concluso) e si effettuasse una ricerca video per  “Land of quattro”, così come il nostro paese viene definito nello sketch, si scoprirebbe, con amarezza, che non esiste solo un’ “Italia land of quattro”, ma anche un “Canada land of quattro”, un “Singapore land of quattro”, una “Romania land of quattro” e chissà ancora quante altre terre di quattro: c’è dunque una lunga serie di pubblicità che esaltano le caratteristiche dei vari paesi in cui la casa automobilistica ha deciso di esportare e vendere il proprio prodotto. Ci si renderebbe, dunque, conto di non essere più gli abitanti di un posto unico, riconosciuto tale anche dall’esterno, ma semplicemente l’oggetto di una retorica di mercato volta a ottenere l’attenzione delle scelte del cliente, mediante l’elargizione di complimenti.

 

 

Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.