Ben vengano le manifestazioni ma non si offenda la memoria e la storia dei Corignano da Rignano Garganico

Per ridare dignità storico-culturale alle vicende umane, sociali e commerciali di una delle famiglie più in vista della Rignano signorile e nello specifico dei Corigliano è opportuno fare delle precisazioni. Ottima la scelta da parte di alcuni di riproporre abiti “d’epoca” e rinverdire una estate culturalmente piuttosto cupa per il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, ma non si diffondano notizie del tutto destituite di valore scientifico. Di seguito ri-pubblichiamo un opuscolo realizzato tempo fa dal giornalista, storico e scrittore Antonio Del Vecchio: La storia della famiglia Corigliano / Baroni e poi Marchesi di Rignano e di Villanova, e-book,  Rignano Garganico, 2012.

La storia di Michele Stilla e della sua guerra “perduta” sulle Alpi Occidentali Italiane

RIGNANO GARGANICO. Michele Stilla nasce l’8 giugno 1921 da Antonio (classe 1889), vigile urbano, e da Alessandra Montesano (classe 1886 ), casalinga, nella casa avita di vico Giano 25 a Rignano Garganico.

Il volontario rignanese Giuseppe Urbano immolò la vita per la patria nella guerra di Spagna

RIGNANO GARGANICO. Anche nella guerra civile spagnola (1936 - 1939) o semplicemente guerra di Spagna si registra la morte di un giovane militare rignanese. Si tratta di Giuseppe Urbano, nato il 23.01.1914, uno delle 29 mila camicie nere (tre divisioni della milizia), giunte sul suolo iberico nel dicembre 1936. Agli inizi del 1937 costituiscono il C.T.V.(Corpo Truppe Volontarie).

Michele Mangiacotti e la tragedia della II Guerra Mondiale, tra bombe e fucilazioni

SAN GIOVANNI ROTONDO. Michele Mangiacotti, classe 1922, è uno dei pochi reduci della II Guerra Mondiale rimasti ancora in vita a San Giovanni Rotondo. Ci racconta la storia dal basso delle “cose” viste e delle peripezie da lui vissute dopo l’ 8 Settembre ’43, come i bombardamenti anglo americani di Napoli, l’occupazione nazista della caserma di Nola, la contestuale fucilazione per motivi di rappresaglia di 11 ufficiali italiani e la fuga dalla guerra e dalla deportazione dei soldati sbandati, come lui.