In regalo ROSEDDA, il volume dello scrittore verista rignanese Giulio Ricci

RIGNANO GARGANICO. Il romanzo “Rosedda”, scritto nella seconda metà dell’Ottocento dal rignanese Giulio Ricci, è considerato dai critici del tempo (Carlo Villani in Scrittori ed artisti pugliesi, 1904) un romanzo di scuola “verista”, forse l’unico ambientato sul Gargano. In esso si fotografa la realtà dei contadini e dei pastori garganici di fine secolo, oppressi dalla fatica dei campi e costretti all’accettazione passiva delle loro condizioni di vita, in parte vissuta nel chiuso delle masserie, lontano dalla famiglia e dalle aggregazioni sociali, in parte nel paese, dove la vita fluisce secondo i ritmi usuali delle stagioni e della tradizione.

Ecco su Rignano le “Sensazioni intime” di Raffaele Pintonio

RIGNANO GARGANICO. Rignano sensazioni intime, nonostante i vent’anni dalla sua prima uscita in vetrina, è un volume ancora nuovo e leggibile, a Rignano Garganico. Questo lo si deve in parte alla scorrevolezza della narrazione e all’originalità dello stile, in parte  alla  freschezza e sincerità dei sentimenti che traspirano dalle pagine del testo, dove trovano accogliente  dimora le sue 33 liriche.

Giulio Ricci, in esclusiva per i lettori di RignanoNews.com le sue Rime Sparse

RIGNANO GARGANICO. Giulio Ricci si rivela poeta sin da giovanissimo, componendo una serie di liriche. Lo fa da eclettico, influenzato ancora dalle letture scolastiche e condizionato dalla poca esperienza di vita. Pertanto, in alcune liriche si avverte l'influenza aleardiana, in altre quella leopardiana e in altre ancora rapisardiana.

Sono quattro i volumi di tipo divulgativo pubblicati su Grotta Paglicci a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Sui ritrovamenti paleolitici a Grotta Paglicci si è scritto tantissimo, a cominciare dal 1961. La maggior parte dei testi comprendono le  comunicazioni relative alle più recenti scoperte emerse man mano durante gli scavi.

La storia della Famiglia Corigliano in un volume di Antonio Del Vecchio

RIGNANO GARGANICO. L’opuscolo si occupa della storia di un’illustre e potente  famiglia, che governò il Feudo di Rignano Garganico, prima come baroni e poi marchesi, dalla fine del ‘500 alla prima metà dell’Ottocento. Si tratta dei Corigliano, originari di Salerno.  Durante questo periodo, i Corigliano intrecciarono parentele con diversi nobili casati napoletani e molti rappresentanti di questo casato furono iscritti all’Ordine Cavalleresco di Malta. Titoli: marchese di Rignano, patrizio di Lucera, predicato dei marchesi di Rignano. Dimore: Rignano, Napoli, Foggia e Lucera.

23/05/17

I Soprannomi di Rignano Garganico in e-book, gratis per i nostri lettori

RIGNANO GARGANICO. Un tempo in paese e altrove si conosceva unicamente con il soprannome. E questo accadeva soprattutto quando regnava sovrano l’analfabetismo, per cui l’accesso all’anagrafe era riservato a pochi eletti, cioè a quelli che sapevano leggere e scrivere. Il soprannome era d’obbligo in quasi tutti i rapporti sociali, commerciali e di lavoro. Per esempio quando si andava a credito dal calzolaio, fornaio, ecc. Oppure per ‘segnare’ le giornate sui libri-mastro dei datori di lavoro. Successivamente i soprannomi diventano delle aggiunte esplicative dei cognomi.

Un fiore, volume edito nel 1906 per commemorare P. Antonio Maria Fania, ora in digitale e gratis

RIGNANO GARGANICO. Nel 1906 venne inaugurata a Rignano la lapide marmorea in ricordo di Padre Antonio Maria Fania, francescano dell'Ordine minoritico, sommo studioso e vescovo di Marsico-Potenza. Per l'occasione venne preparato anche un libretto commemorativo, che qui riportiamo in veste digitale dopo 107 anni dalla prima stesura.

Un volume sulla storia di Don Leonardo Cella da Rignano

Papa Benedetto XVI una volta ha parlato dei 'santi sconosciuti', quelli che non hanno l'aureola e forse mai l'avranno, quelli ignoti al grande pubblico. Cristiani che hanno vissuto eroicamente ma senza clamori, con pudore, la fede in Gesù, offrendo tutta la loro vita per la diffusione del Vangelo e il servizio al prossimo. Don Leonardo Cella, forse, è uno di questi santi sconosciuti. E dobbiamo essere grati ad Antonio Del Vecchio per averci raccontato la sua vita. E di averla raccontata senza cedimenti ad una agiografia retorica e sdolcinata ma secondo lo stile (delle “tre s”!) proprio di questo religioso nativo di Rignano Garganico: severo, serio e sereno.

Rignano Garganico, tra pietre e segni della storia

Scheda Bibliografica. Rignano Garganico tra pietre e segni della storia / Testimonianze di architettura e di arte minore di Antonio Del Vecchio; fotografie e sopralluoghi di Vito Del Vecchio, Mario Ardolino e Paolo Gentile, copertina di Arcangela Campaniello, Regione Puglia – CRSEC, 2009, 2 e.digitalizzata e graficamente sistemata da Coop. Araiani, pp. 208, ill. 21cm ( Guide Culturali,4), in testa al front.: Regione Puglia Assessorato Diritto allo Studio, 1 Rignano Garganico; 1 Antonio Del Vecchio. Classificazione: 729.138