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Ecco una bella poesia del rignanese Antonio Ricci, medico specialista in quel di Roma

 

RIGNANO GARGANICO. La vena della creatività, specie se riguarda la poesia, non ha età. Si può essere poeta sia quando si è bambini, sia quando si è giovani o uomini maturi, sia addirittura quando si è anziani. È il caso di Antonio Ricci, che scopre la voglia di poetare quando è sul punto di andare in pensione, dopo aver trascorso l’intera sua vita, come medico specialista in ospedale e di dirigente Asl. Egli vive nella capitale, dove la vita è frenetica, razionale e interessata, dove non pulsano più i buoni sentimenti alla Sordi o alla Verdone.

Addio Tonino Martelli, sei stato l'amico di tutti!

RIGNANO GARGANICO. Per lasciare il segno e fare storia non bisogna per forza essere un grande artista, un rinomato professionista, un uomo di scuola, di penna e quant’altro. Talvolta basta avere una spiccata personalità e una permeata umanità che ti permette capire ed essere compreso, di amare ed essere ricambiato. Antonio Martelli, deceduto poche ore fa a Casa Sollievo della Sofferenza era tutto questo, ossia un uomo ‘speciale’ che ti colpiva e si faceva volere bene a prima vista.

Natale in famiglia per il noto designer automobilistico Donato Coco, "volato" nella sua Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Donato Coco, designer automobilistico tra i più importanti e prolifici del mondo, ha trascorso le festività natalizie a Rignano Garganico (FG), sua città natale. Vi torna di tanto in tanto, per questioni di nostalgia e per rivedere, oltre alla mamma Grazia e agli altri familiari, gli amici e i coetanei della sua perduta infanzia.

Ecco i Patriarchi del Gargano nel calendario del Parco Nazionale 2014

RIGNANO GARGANICO. Da qualche giorno anche a Rignano Garganico circolano i calendari 2014, i cui 12 mesi sono dedicati ai Patriarchi del Parco Nazionale del Gargano. Tra questi vi sono anche due di Rignano Garganico: Maria Michela Del Vecchio (vedi Foto), un secolo compiuto il 5 ottobre c.a. di professione casara, e il compianto Luigi Carfagna (vedi Foto), proprietario terriero, che avrebbe compiuto i 102 anni il 31 dicembre, se non fosse deceduto qualche settimana fa, quando nessuno se l’aspettava, neppure la Elisa che lo assisteva assiduamente da alcuni anni.

Anche Michele Monetti se n’è andato, in punta di piedi e con tanta umiltà, colpito dal mal del secolo

RIGNANO GARGANICO. E’ morto Michele Monetti, 82 anni, uomo pubblico da ogni punto di vista, a Rignano Garganico. Dopo aver fatto fortuna fuori, grazie allo suo spirito di sacrificio e innato savoir faire, era rientrato in paese da circa un trentennio. Qui aveva investito tutte le sue risorse economiche e imprenditoriali nell’acquisto dei terreni montani in località Difensola e nell’abbellimento degli stessi, con la costruzione di una splendida ed accogliente abitazione, interamente  immersa tra le pietre e il verde. Onnipresente a tutte le manifestazioni pubbliche, ha dato sempre il suo prezioso e disinteressato apporto costruttivo e diretto allo sviluppo e all’ammodernamento del paese nativo che egli amava sopra ogni cosa. 

La storia dell'ultimo campanaro: Tonino Vigilante

RIGNANO GARGANICO. Tutta Rignano Garganico e non solo ricorda la figura di Antonio Vigilante, scomparso qualche anno fa per un male incurabile. Tonino, come lo chiamavano in paese, se n’è andato in punta di piedi sognando di suonare per l’ultima volta le campane della Chiesa Matrice di Rignano Garganico e magari nella banda del Presepe Vivente.

Addio a Luigi Carfagna, ultima camicia nera, deceduto prima di compiere 102 anni

Nasceva a Rignano Garganico il 31 dicembre 1911 da Giuseppe e da Maria Michela Nardella nella casa avita di Via P. Antonio Fania 20, stabile dove nacque pure nel 1804 il vescovo francescano di Potenza, vicario e poi generale mancato dell’ordine minoritico, raffinato uomo di cultura e scrittore tra i più noti e scomodi della Roma di Pio IX.  E' deceduto il 12 dicembre 2013 (nella sua abitazione di Piazza Gargano, 20), non lontano dal compiere 102 anni. Il 30 dicembre 1933 alla visita di Leva sostenuta presso il Distretto Militare di Foggia, è fatto rivedibile, forse per questioni di misure, e pertanto destinato a seguire le sorti della classe 1913. Il 5 aprile del 34 riceve la cartolina di chiamata per il servizio militare. Raggiunge Voghera. Dopo alcune settimane di addestramento  è assegnato al 13° Reggimento Cavalleggeri del Monferrato – Deposito di Voghera, dove sarà trattenuto fino al 12 marzo del 1936. Il primo Luglio dello stesso anno riceve dal Distretto Militare di Foggia il congedo illimitato.