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La storia di “ Sophie “, la cagnetta della Cappelluccia di Stignano (San Marco in Lamis)

La storia di “ Sophie “, la  cagnetta della Cappelluccia di Stignano (San Marco in Lamis)

SAN MARCO IN LAMIS. Cani avvelenati anche a Stignano? Pare di si. A confermarlo è una coppia di giovani medici specialisti in servizio a Casa sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Lui si chiama Emilio Mazzilli, oculista; Lei, Francesca Cugliari, otorino. Entrambi, residenti a San Severo,  sono costretti ogni giorno, a percorrere con la propria auto la SS. 272, alias “Via Sacra Langobardorum”. Proprio qui nei pressi della “Cappelluccia”, allora in rovina, un giorno (correva l’anno 2012) videro un gruppo di cani randagi di varie specie aggirarsi attorno ad un cucciolo di cagna meticcia. Accortisi dell’evento, gli automobilisti si fermarono, parcheggiando la propria auto nei pressi del contiguo ponte (si tratta di quello costruito sull’antico tracciato nel 1863 dai “liberatori” piemontesi). Al loro arrivo, i randagi fecero un balzo e si allontanarono, disperdendosi nei dintorni. Francesca, prese la cagnetta tra le braccia  e, stringendo il suo corpicino tremante, provò  subito un piacevole e intenso sentimento di tenerezza. Amore a prima vista, insomma, come quello che si avverte tra umani, quando si incontra la fatidica anima gemella. Dopo un po’, guardando il suo compagno di viaggio, come se fosse ispirata, disse : “Chiamiamola Sofia, anzi Sophie” . E questo perché il nome (alla francese) le ricordava la protagonista di un film, alla cui visione aveva assistito da bambina e si era tanto commossa. Dopo alcuni minuti, pensarono e sistemarono l’animaletto nella cappella, anche perché fuori si avvertiva un freddo pungente. Quindi, si misero in auto e proseguirono il loro viaggio verso il luogo di lavoro, con la testa piena di tanti pensieri circa l’avvenimento da “via di Damasco” poco prima visto e vissuto. Al ritorno, forniti di ogni ben di Dio, compreso qualche avanzo recuperato presso famiglie amiche o acquistato al Bar, si fermarono di nuovo, rifocillando tra “carezze, parole tenere e guaiti di risposta”, il loro nuovo amico a quattro zampe. La storia durò per tutto l’anno, fino a quando iniziarono i lavori di restauro. A questo punto, dopo uno scambio di inutili polemiche con i restauratori, dimostratisi sordi alle parole evangeliche di San Francesco, che tutto il creato ci è fratello, o a quelle amorose del Padre celeste, i due animalisti dopo aver fatto costruire, a proprie   spese,  pochi metri più in là un comodo ed accogliente canile, vi sistemarono Sofia, che intanto era cresciuta e fattasi “signorina”. Nel frattempo la famiglia crebbe con l’arrivo di altri randagi, a cui Francesca ed Emilio, assicurarono lo stesso trattamento. In totale sette. Un bel giorno si accorsero che la loro preferita era incinta e  ci misero qualche pezzo di vitto  in più nella ciotola. Poi, la meticcia partorì alcuni cuccioli. Solo uno si salvò dalla moria, ma dopo qualche mese anche quest’ultimo seguì la sorte dei fratelli. La madre non si disperò e continuò la vita quotidiana, similmente alla natura e al  creato che è nei dintorni. Passarono altri mesi ancora, fino a quando di recente, la trovarono stecchita uccisa dal solito “untore” con il veleno, assieme al compagno. Altri tre andarono dispersi e non si fecero più vedere, morti altrove o intruppatisi in branchi di randagi che da queste ed altre parti non mancano mai.  “Sì, polpetta al veleno per topi – ci dice la nostra interlocutrice - , come quello che ha stroncato, gli altri venti suoi simili a San Marco in Lamis e dintorni. Io e lui siamo soci del ”l’Arca di Noèe partecipiamo a tutte le manifestazioni pro canile comunale, compresa quella di oggi per la raccolta fondi pro canile. A mio avviso -continua Francesca -  urge che il Comune assumi la propria responsabilità, non solo denunciando, ma anche promuovendo assieme agli uffici preposti dell’Asl, una sterilizzazione generale dei randagi che, solo se radunati in un unico canile si può fare”. L’interessata si dice, inoltre assai dispiaciuta, perché è stata ritirata dal Comune l’auto alla presidente M. Antonietta Torelli, che da anni  con infinita pazienza e sacrificio, segue l’ intera vicenda, “mettendoci l’anima e rimettendoci salute e soldi”, ci fa osservare Francesca. Il suo ultimo “affondo” critico è diretto alla maggioranza della popolazione sammarchese e alle cosiddette associazioni ambientaliste di Foggia e provincia. La prima perché gira lo sguardo altrove, quando occorre solidarizzare su un problema di grande portata sociale ed umana, come quello in questione. L’altra perché presente solo a parole  e  quasi mai con i fatti  quando bisogna combattere duramente per affermare i principi della solidarietà e dell’amore verso gli animali e le persone che li assistono.        

Solidarietà e vicinanza al collega Gennaro Tedesco, vittima di un attentato incendiario a San Giovanni R.

RIGNANO GARGANICO. Il direttore e la redazione della presente testata giornalistica (“Garganopress / Rignanonews.com”) esprimono  la più stretta vicinanza e solidarietà all’amico e collega giornalista, Gennaro Tedesco, oggetto l’altro giorno di un vile  attentato incendiario ai danni della di lui  automobile, in San Giovanni Rotondo.

Albano Carrisi stregato dalla chitarra battente di Gabriele Orlando all'Expo di Milano

MILANO. La chitarra battente del liutaio Gabriele Orlando strega Albano Carrisi che prova a suonarla e ne rimane inebriato. E' accaduto stamane all'Expo di Milano in occasione della presentazione del progetto "La Puglia sposa il mondo" voluto dai Gruppi di Azione Locale della regione.

Il liutaio Gabriele Orlando espone all'Expo di Milano

RIGNANO GARGANICO. Le chitarre battenti di Gabriele Orlando all'Expo di Milano grazie al GAL Gargano. A renderlo noto lo stesso artista e liutaio di Rignano Garganico, che esporrà i suoi capolavori all'evento eno-gastronomico e culturale più importante del Pianeta, in fase di svolgimento in terra Lombarda. 

Anche la comunità di Rignano G. si duole per la perdita del senatore Carmelo Morra

RIGNANO GARGANICO. Anche Rignano Garganico partecipa al cordoglio generale per l’immatura ed improvvisa morte del senatore Carmelo Morra, che ha colpito duramente non solo la famiglia e la sua terra  d’origine (Monteleone e il Sub Appennino), ma l’intera  Capitanata.

Rignano Garganico ha rubato “un pezzo di cuore” agli Scout di Bergamo 3

RIGNANO GARGANICO. Come si è già dato notizia, nella prima decade di agosto, un nutrito gruppo di Scout di Bergamo 3 (oltre una ventina)  è stato per alcuni giorni, a Rignano Garganico. Tra l’altro, hanno visitato pure le sottostante campagne, dove ferve di questi tempi la raccolta del pomodoro.

Rignano G.: il “grazie”di Roberto Penati per l’ intitolazione stradale al nonno Natale, pittore

RIGNANO GARGANICO. Nella giornata di ieri, 21 agosto 2015, Roberto Penati da Milano si è intrattenuto per l’intera mattinata, a Rignano Garganico. E’ venuto  per ringraziare gli  amministratori comunali  per aver intitolato di recente al nonno Natale,  pittore, una importante via cittadina.

Con Michele Munno, Rignano è stato in agosto un borgo di richiamo per gli appassionati d’arte pittorica

RIGNANO GARGANICO.  Dopo aver riscosso un grande successo di pubblico e di critica nella tarda serata di ieri, 18 agosto, ha chiuso i battenti la mostra del pittore Michele Munno, a Rignano Garganico. L’artista, di origine  sammarchese da molti anni risiede  in  nord Italia.

Una troupe di scout bergamaschi assiste alla raccolta di pomodoro nelle campagne di Rignano

RIGNANO GARGANICO. “Na iurnate de pemmedore” è una nota canzone del repertorio di Paolo Del Vecchio, inventata, cantata ed incisa, quando egli era ancora studente alle Superiori a San Marco in Lamis. D’estate egli, assieme  agli altri coetanei, si  guadagnava  il pane col sudore della fronte, cioè andando a raccogliere l’ “oro rosso” nelle sottostanti campagne.

Anche Rignano Garganico piange la morte del “Presidente” ed amico Matteo Fusilli

RIGNANO GARGANICO. Anche a Rignano Garganico, accolta con vivo cordoglio la scomparsa di Matteo Fusilli, avvenuta ieri sera in Manfredonia, dove risiedeva da vari anni. Era nativo di Monte Sant’Angelo (classe 1955). Nel più piccolo Comune del Parco, Fusilli era molto conosciuto e stimato, per via della sua costante presenza quando era Presidente, prima della disciolta, Comunità Montana e poi del Parco Nazionale del Gargano.