Antonio Del Vecchio
22/08/15

Rignano G.: il “grazie”di Roberto Penati per l’ intitolazione stradale al nonno Natale, pittore

Rignano G. Roberto Penati tra l'assessore Giosuè Del Vecchio e il sindaco Vito Di Carlo Rignano G. Roberto Penati tra l'assessore Giosuè Del Vecchio e il sindaco Vito Di Carlo

RIGNANO GARGANICO. Nella giornata di ieri, 21 agosto 2015, Roberto Penati da Milano si è intrattenuto per l’intera mattinata, a Rignano Garganico. E’ venuto  per ringraziare gli  amministratori comunali  per aver intitolato di recente al nonno Natale,  pittore, una importante via cittadina.

Lo ha fatto anche per rivivere le emozioni provate dal suo avo, qui impegnato  nel 1941 ad affrescare la locale Chiesa Matrice con le sue impareggiabili testimonianze di arte sacra, di cui si dirà. L’ospite è stato ricevuto dal primo cittadino Vito Di Carlo e dall’assessore Giosuè Del Vecchio (vedi foto), a cui si è aggiunto poco tempo dopo anche il vice-sindaco Michele Ciavarella. Il singolare incontro  si è svolto all’insegna della massima cordialità e simpatia, anche perché Roberto qui non è nuovo. Infatti, vi era già stato nel 2010, per il ritiro dell’attestato di  inserimento del nome del suo familiare nell’albo d’oro dei “Rignanesi adottivi illustri” e l’anno successivo per la presentazione del suo opuscolo “I Dipinti del Pittore Natale Penati da Milano” , avvenuto in pompa magna nella predetta “Cattedrale”, alla presenza di un pubblico numerosissimo e delle massime autorità cittadine, compreso il parroco Don Nazareno Galullo. All’uopo, l’insigne personaggio ha assicurato di far pervenire  in Municipio un congruo numero di copie. Dal canto suo, l’Amministrazione si è impegnata a celebrare come si deve lo scoprimento ufficiale delle anzidette intitolazioni stradali. Ecco di seguito il “rapporto” biografico-artistico su Natale Penati (Milano, 1884 – 1955), redatto e presentato da chi scrive al Comune per la predetta intitolazione. <<… pittore d’arte sacra tra i più rinomati del Novecento.. E’ legato a Rignano, in virtù degli incontaminati e ben conservati affreschi che abbelliscono la Chiesa Matrice “Maria SS. Assunta” di origine romanica, ma di fattura architettonica rinascimentale, dopo il restauro del 1538. Tra l’altro, sono suoi quelli datati 1941 della Crocifissione, dell’Adorazione, quelli della volta e dei medaglioni raffiguranti gli evangelisti ed altri ancora di non minore importanza. Lo è di più, per i legami di stretta amicizia con l’arciprete del tempo, Mons. Giovanni Draisci, promotore del restauro del tempio e dei tanti collaboratori che lo hanno aiutato in siffatti ed arditi frangenti, tra i quali spicca Michele Caruso (1924), uno dei pochi che sotto la sua influenza è riuscito a seguirne le orme sin da giovane età, dipingendo a tempo perso alcuni quadri (olio su tela) di incomparabile bellezza. Ecco i passi più significativi della vita dell’artista. Nasce nel tipico rione milanese dell’”Isola”. A 13 anni si fa notare, per la sua straordinaria vena creativa, in un corso preparatorio di Pittura ed è subito ammesso all’Accademia di Belle Arti di Brera. Termina gli studi dopo quattro anni, conseguendo, oltre al diploma, innumerevoli attestati d’onore e medaglie di merito. Inizia la sua collaborazione con la galleria d’arte Clemente, per conto della quale dipinge numerosi quadri con soggetti paesaggi, salotti del settecento ed anche madonne con bambino. All’età di 28 anni sposa Anita Pozzi, dalla quale avrà due figli. Divenuto ormai ben conosciuto, Penati intesse rapporti con diversi industriali e mecenati lombardi, dai quali viene a sapere di un concorso per il restauro della Chiesa Santa Maria delle Grazie in San Marco in Lamis.Vi partecipa, vince ed opera, grazie alle sue capacità artistiche e alla sua  cocciuta determinazione. Siamo nel 1933. Da allora inizia per lui un lungo periodo di permanenza nel Gargano, dove affina la sua espressione artistica e il tema dell’arte sacra, attratto com’è dal fascino primordiale dei luoghi e dalla semplicità della gente. La sua opera diventa presto richiestissima. Nel 1935, su richiesta di Padre Pio, dipinge le volte della Chiesetta dei Cappuccini in San Giovanni Rotondo e, negli anni successivi, anche le altre chiesa della città: San Nicola, Sant’Orsola, San Giacomo, San Leonardo, San Donato e Santa Maria Maddalena (diruta nel 1982). Nello stesso anno si occupa dell’abbellimento della Chiesa “Stella Maris” di Manfredonia. Nel 1937 affresca la Chiesa di Santa Maria in Silvis a Serracapriola e realizza alcuni quadri nel locale Convento dei Cappuccini (dove fu ospite Padre Pio). Nel 1941, come già scritto lo troviamo a Rignano a dipingere la Chiesa Matrice- Nel contempo è impegnato presso la Chiesa SS. Martino e Lucia in Apricena e nell’affresco della Cattedrale di Manfredonia, considerato il suo capolavoro. Ritornato nella sua città natale, negli anni 1943-1951 dipinge numerose chiese nell’hinterland Milano (Cusago, Corbetta, San Lorenzo Parabiago, Mantegazza, Bareggio,  Pregnana Milanese, ecc.) >>. In suo onore e memoria, la città di Manfredonia nel 1985 intitola un piazzale, nel 1997 la città di Pregnana Milanese. Altrettanto stanno facendo pure gli altri Comuni, dove l’artista ha lasciato la sua orma.

 

Letto 879 volte Ultima modifica il Sabato, 22 Agosto 2015 12:29
Vota questo articolo
(0 Voti)
Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.