Antonio Del Vecchio
12/06/15

Sant’Antonio: sabato 13 giugno, “festa grande” a Rignano Garganico e dintorni

RIGNANO GARGANICO. Come preannunciato, sabato tredici giugno, “festa grande”, a Rignano Garganico e dintorni. E questo per la ricorrenza del Santo del giorno, ossia Sant’Antonio da Padova (1195 – 1231). Tanti anni or sono c’era anche la novena di preparazione.

Una pratica devozionale, quest’ultima, piuttosto seguita  e frequentata dalla popolazione, specie dai ragazzi. L’avvenimento si svolgeva nella chiesa del Carmine, dove c’era la statua del Santo francescano (attualmente si trova nella Chiesa Matrice). Allora il tempio, composto da due vani intercomunicanti, era addobbato di tutto punto e si respirava l’odore intenso dei gigli mentre. Nelle orecchie ci rintrona ancora la canzoncina, intonata alternativamente da don Giovanni Draisci senior e da don Matteo Lambriola: “Cantiamo Evviva Antonio, il Santo di ogni cuore…” ed accompagnata dalle note dell’organo a mantice, suonato abilmente dal compianto Francesco Di Fiore, detto “lu ferrare”. L’organo era la “croce-delizia” dei ragazzi del tempo, perché si divertivano a muovere le aste. Quindi, si portava il simulacro in processione, sostenuto e seguito da una folla di coloro che ne portavano il nome. Come risaputo, il nome di Antonio  e delle sue varianti maschili e femminili è tra quelli più diffusi d’Italia. È secondo in Campania, terzo in Puglia e il primo in paese. Trae origine dal nome della gens latina Antonia, di probabile derivazione etrusca. Dal Rinascimento in poi il suo significato è stato erroneamente collegato alla parola greca antro. che significa “fior d’asino”. Ma con questo animale ha tutto in comune, tranne la proverbiale ignoranza. Di solito chi porta questo nome possiede, infatti,  una intelligenza superiore alla norma ed è  raffinato ed intuitivo. Numerosissime sono le varianti: Antonello, Antoniuccio, Totonno, Tonio, Tonino e i femminili Antonella, Antonietta, Ninetta, Tonia, Tonina. Il culto cattolico festeggia numerosissimi santi con questo nome, tra cui si ricordano s. Antonio abate, eremita e asceta cristiano in Egitto, fondatore delle comunità di eremiti, onorato come protettore degli animali, dei fornai, dei droghieri e dei salumieri. Questo Santo è famoso anche perché lo stesso giorno comincia la preparazione dei cosiddetti giovedì di Carnevale. Non per niente si dice “A Santantune masckere e sune” (a Sant’Antonio, maschere e suoni). Comunque sia, il più festeggiato  degli “Antonio” è quello da Padova (1195-1231), padre della Chiesa, francescano, famoso predicatore e taumaturgo, protettore dei poveri e degli oggetti smarriti. Anche in questo caso la data e la stagione coincide con un’importante lavorazione agricola, quello della mietitura, della pesatura e spagliatura del grano. Non per niente gli anziani dicono: “Sant’Antonio favece tonne” ( Sant’Antonio falce tonda), per significare che sono pronte per tagliare i gambi di grano. Dall’inizio del secolo non più, perché ci pensano le macchine, che si sono sempre più evolute tecnicamente fino alle attuali e potenti mieti - trebbiatrici.  Sono numerosi i personaggi di grande fama  che portano questo nome: l'oratore romano Marco Antonio (143-87 a. C.), celebrato da Cicerone; il triunviro romano Antonio (82-30 a. C.), nipote e luogotenente di Giulio Cesare, amante e sposo di Cleopatra; i musicististi Vivaldi (1678-1742), Salieri (1750-1825), Stradivari (1643- 1737), Dvorak (1841-1904); i pittori Antonello da Messina (1430- 1479), Antonio Canal detto 'il Canaletto'(1697-1768), Antonio. Allegri detto 'il Correggio'(1489-1534); lo scultore Canova (1757-1822); gli scrittori Fogazzaro, Cechov, Saint Exupèry; l'architetto Antonio da Sangallo, ecc. Tra tutti, il più risaputo ed amato, è il grande ed indimenticabile attore comico Totò, al secolo il principe Antonio De Curtis. Non ci resta che augurare a tutti coloro, vicini e lontani, che portano questo nome, un fervido ed avvertito Buon Onomastico!

 

Letto 1229 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Giugno 2015 08:10
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.