Antonio Del Vecchio
09/06/15

La Scuola Elementare nel secondo dopoguerra, a Rignano Garganico

Rignano G. 2^ classe Elementare a.s. 1948 - 1949 Rignano G. 2^ classe Elementare a.s. 1948 - 1949

RIGNANO GARGANICO. Dopo la caduta del Fascismo e la Liberazione dell’Italia da parte degli alleati, anche a Rignano Garganico la vita della comunità si presenta assai grama e senza futuro. Ci si continua a sostenersi con la tessera;  s’indossano i vecchi vestiti, rattoppati in casa; per le ordinarie evenienze si calzano i cosiddetti “scarpune” (calzature fatte con tomaie di gomma ricoperte di tela grezza).

I ragazzi d’estate camminano scalzi e solo nella stretta necessità (quando si va a scuola e in qualche festa) calzano le scarpe, protette da particolari chiodi con il capo piatto, dette “centrèlle” e provviste alle punte di mezzi metallici anti-consumo dette “puntètte”. Bambine e ragazze calzano gli “zoccoletti” (tomaie di legno ricoperte da strisce di pelle o di tela).Il primo bisogno  da soddisfare  è quello di procurarsi il pasto quotidiano. Tant’ è che in paese si diceva e si dice ancora:“Chi tè’ pane magne!”. Tutto il resto viene, infatti,  trascurato, tra cui la scuola. L’analfabetismo regna sovrano. L’edificio scolastico, inaugurato nel 1939, è  occupato dagli alleati e mantenuto fino a tutto il 1945. La scuola funziona a singhiozzo presso il vecchio municipio e presso altri locali della Ripa. Per un certo periodo opera pure don Angelo Gentile (1910 – 1983), educatore salesiano sommo, rifugiatosi in paese, a seguito della requisizione- soppressione dell’istituto di provenienza. Durante la “dominazione” anglo-americana, cioccolata e sigarette entrano in molte case dei rignanesi, dando sollievo a ragazzi e adulti. La scuola elementare si trova in condizioni pietose con gli arredi scolastici ridotti all’osso. Però, pur tra mille difficoltà, grazie all’opera appassionata dei maestri e dei funzionari scolastici, la stessa riprende il suo corso. Cosi che  nell’anno scolastico 1945-46  la stessa ritorna a svolgere la sua funzione presso l’edificio ex-novo di Largo Portagrande, ripulito di tutto punto dalle insegne del fascio. Tutto questo grazie ad alcune   storiche e valenti maestre del posto, come Antonietta Del Priore in veste di fiduciaria (vedova di Antonio Cappelli – 1871-1937 – podestà  e ispettore scolastico; era figlia della marchese Giuseppina Zurla, pure maestra,  e dell’avvocato Vincenzo) , Raffaella Di Gregorio, Carolina Draisci, Angela M. Padovano, collaborate dagli insegnanti sammarchesi Nicola Tiani, Luigina Cristalli (S.Marco in Lamis, 24.04.1915 – 9.02.1999, vedi foto), Ciavarella e La Porta, a cui si aggiungeranno negli anni a venire, i sammarchesi Rendina, i De Carolis, i Giuliani e i rignanesi Rosa Urbano e Gabriele Draisci, di cui i discenti ormai anziani conservano tracce indelebili del loro insegnamento. Mediamente una decina di docenti per un totale di circa di  250 alunni, ad eccezione di quelli che frequentano la materna presso l’asilo delle “Suore Immacolatine”, attive da alcuni anni presso l’ala Nord del Palazzo Baronale. Le prime classi superano le quaranta unità. Poche le suppellettili;  rimediati i banchi; così pure  il tavolo e la sedia  per l’insegnante, al di sopra del quale campeggiava l’immancabile crocifisso e affissa alla parete una vecchia carta geografica, ovviamente epurata di ogni riferimento fascista. Soppresso il  riscaldamento centralizzato (il suo mantenimento a carbone costava troppo). Al suo posto sono  introdotte  stufe di stagno-lamiera, alimentate a carbone (da legna, fossile e coke), con scarico di fumo all’esterno. Il tutto progettato e costruito dai fabbri-ferrai del posto (‘Ntunine e Salvatore Pizzichetti). Il tiraggio è scarso a causa della cortezza della canna fumaria e soprattutto per via del vento che qui spira turbinoso per gran parte dell’anno. Per cui, specie nelle ore iniziali, si respira fumo a più non posso, anche perché il carbone per accendersi ha bisogno di carta e  frasche non sempre secche. Per lo stesso motivo  è mandato a macero  nel contempo, seconda la testimonianza di un impiegato che ora non c’è più, mezzo archivio di memoria comunale, per alimentare la stufa. La situazione non migliora, neppure quando i ragazzi volenterosi vi portano di tanto in tanto  le “scuparèdde”, piante secche reperite nelle vicine campagne.  Anche i programmi scolastici cambiano. Il 24 maggio 1945 un’apposita commissione, provvede ad emanare, con l’approvazione dei Ministri De Ruggiero ed Arangio Ruiz, l’apposito Decreto Luogotenenziale organizzativo, ispirato alla rieducazione del popolo italiano ai valori della libertà e della socialità. Segue poi il trattato “Scuola e Società” di John Dewey  (1ª edizione: aprile 1949). Intanto, alle elezioni amministrative del 1948 viene eletto sindaco il democristiano Pasquale Ricci, che resterà in sella sino al 1952, sostituito a seguito di voto plebiscitario per via di insanabili rotture originatesi all’ interno del suo partito, dal “rossoGiovanni Tusiano. Quest’ultimo sarà sindaco per appena due anni. Dopo di che ritornerà primo cittadino nel1956 lo stesso Ricci, con il sostegno vittorioso della lista civica “Tre Montagne”. Nel 1946, la Repubblica spazza via la monarchia restaurata da Umberto II di Savoia, il cosiddetto “re di maggio”, dato il suo brevissimo regno. Nell’interregno 1946 -47 succedono come sindaci Antonio Ricci e il commissario Pasquale Martino. Nel 1948, alle politiche, stravince anche a Rignano la DC di Alcide De Gasperi, unitamente alle amministrative, di cui si è fatto cenno.  Alla base dei nuovi programmi per la Scuola Elementare c’è il rispetto della personalità del discente che diventava artefice della sua formazione. C’è di più.  L’obbligo scolastico per tutti. L’art.34 della Carta Costituzionale del 1° gennaio 1948 recita, infatti:  "La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per otto anni è obbligatoria e gratuita. I capaci ed i meritevoli anche se sprovveduti di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi. La repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze che debbono essere attribuite per concorso."  In visione la foto-ricordo della II Elementare maschile, composta in parte dai nati della classe ’40 e per il resto da quelli del ’41. Tutto questo in ossequio al fatto che  per l’iscrizione alla I classe bisognava aver compiuto il 6° anno d’età entro il II quadrimestre dell’anno.  La maestra è la succitata Luigina Cristalli che qui insegnava già prima dello scoppio del conflitto mondiale. Cominciando dal basso, ecco i nomi degli alunni: I fila, da sx: Gravina Michele (1940); Fusco Saverio di Nicola (1940); Fania Gabriele (1941,  padre Gabriele, ofm); La Mola Luigi (1941); Turco Pietro (1941); Di Claudio Matteo (1939); Nardella Antonio (1941, deceduto), Del Vecchio Antonio (1941); Ponziano Venanzio (1940, deceduto); De Maio Saverio (1940); II fila da sx: Tommaso D’Angelo (1941); Ianno Michele (1940); Nardella Giovanni (1941); Montesano Angelo (1941); Di Gregorio Mario (1941); Del Priore Pietro (1941); Danza Nicola (1940); Radatti Angelo (1940); Fiore Michele (1937); III fila da sx: Enzo Iannacci (1940); Gisolfi Francesco (1940, deceduto); Del Vecchio Domenico (1941); Fusco Saverio di Alessandro (1941); Ianno Matteo (1940); Saracino Michele (1940, deceduto); Pizzichetti Giovanni (1941, deceduto): Pizzichetti R.Valentino(1941);Battista Raffaele(1941);IVfila,dasx:Carfagna Nicola(1940);Gianfelice Antonio(1940); Bergantino Giovanni(1940); Bergantino Giuseppe (1940); Carfagna Antonio(1940,deceduto); Motta Michele(1941);Partipilo Vito(1940).
  

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Letto 957 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Giugno 2015 18:26
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.