Antonio Del Vecchio
06/04/15

Addio al Foggianiello, ad un mese dalla sua dipartita Rignano piange l'uomo buono

RIGNANO GARGANICO. Con lui se ne va un altro importante e caratteristico personaggio della Rignano “buona e brava” degli ultimi decenni, quella che si distingue non con il censo e l’arroganza, ma con la semplicità, la laboriosità e la bontà d’animo. Si tratta di Gabriele Nardella, meglio noto col soprannome di “Foggianiello”, in virtù della sua statura minuta e della città di origine, appunto Foggia.  Qui, ultimo di quattro fratelli e una sorella, nasce il 7 dicembre 1958, da papà Giovanni, originario di San Marco in Lamis e da mammà Rosa Mele di Torremaggiore.

Il primo, operaio tuttofare, l’altra casalinga, tirano su la famiglia con tanti sacrifici ed educazione. Dopo le Elementari, notando le inclinazioni del figlio verso la tecnica e la meccanica pratica, senza aspettare la sperimentazione di altre strade e studi,  lo mettono da subito al lavoro, dapprima come apprendista e poi come  operaio, presso l’ Officina di Rettifica di Giovanni Russo, una delle più note del Capoluogo.   Qui resiste e lavora con passione. In pochi anni riesce a sapere e ad imparare  tutto sulle auto sino ad impastarci il sangue. Quando ha un’auto da riparare, i suoi occhi si accendono e in breve, quasi per intuito,  riesce ad individuare il guasto e a ripararla. Una “bravura”, quest’ultima, che non lo abbandonerà mai nella vita futura, dentro e fuori il normale lavoro. Se lo avessero aiutato un po’ la fortuna e la testa, sicuramente sarebbe diventato un uomo molto importante e benestante. Invece le cose vanno diversamente, forse perché è un buono e per il prossimo spende tutte le sue energie. A 17 anni perde il padre, di cui soffrirà tantissimo.  Anzi, sarà questo grande dolore a tracciare irreversibilmente il suo destino, allontanandolo definitivamente dalla sua amata città natale. Il resto lo farà l’amore. A 21 anni, conosce la donna della sua vita. Si chiama Arcangela Ianno, classe 1963, che sposerà il 27 giugno 1981, appena diciottenne. La donna lo renderà padre lo stesso anno con la nascita  del suo primogenito, Giovanni, attualmente celibe e operaio saldatore. A questo punto egli si dà da fare, trovando lavoro come “motorista” presso l’azienda agricola del compianto Ettore Ricci alla contrada Saldoni. Alternativamente lavora pure con la medesima mansione presso le masserie di Pasquale Ricci. Sino ai primi anni del duemila resta attivo  nelle sottostanti campagne,oltre come sottoposto ai primi, anche presso altri imprenditori  agricoli. Intanto, nel 1987, viene alla luce la sua prima femminuccia, Antonia, casalinga ed attuale madre di Pietro (nove anni) e di Carolina (tre anni), nipoti che gli regaleranno altri anni di vita tranquilla e gioiosa. Nel 1993 diventa genitore della seconda figlia, Anna Cristina, già fidanzata e in procinto di matrimonio.  Nell’ultimo decennio esercita la sua attività di factotum esclusivamente in paese, facendo il meccanico riparatore d’auto, il camionista e l’escavatorista sino al suo pensionamento come invalido, allorché lascia definitivamente ogni attività, accrescendo il suo impegno nel sociale. Più volte è figurante al Presepe Vivente ed onnipresente in altre importanti manifestazioni pubblico-private: Festa della Liberazione, sagre varie, ecc. Altresì, durante le varie stagioni, si fa vedere immancabilmente nelle campagne vicine, a cercare funghi, asparagi e verdure che regala al prossimo dietro compenso di pochi spiccioli, indispensabili per pagarsi la solita birra quotidiana e qualche pacchetto di sigarette.  È in tale veste e funzione che lo trovi spesso davanti ai Bar del paese, sempre pronto a salutarti per primo. Ora non più, essendo venuto meno il 9 marzo 2015. Durante il periodo di malattia del marito e forse anche prima, la moglie Lina sopporta con molta dignità e rassegnazione l’ulteriore peso di Capo-famiglia, facendo come lui altri “cento” mestieri: donna di pulizia, badante , operatrice socio-sanitaria. In tal senso comincia a mettere a prova il suo bravo pezzo di carta conseguito con tanti sacrifici, sperando in un lavoro più stabile domani, per aiutarsi ed aiutare i figli. Addio Gabriele, non ti dimenticheremo mai, avremo in mente sempre il tuo sorriso sornione e scherzoso! 

Letto 1499 volte Ultima modifica il Lunedì, 06 Aprile 2015 12:42
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.