Antonio Del Vecchio
05/01/15

Anche Ettore Granatiero, Gen.di C.A. nella R., onora i Caduti della II Guerra a Rignano G.

Rignano G. Il Generale di C.A. nella R., Ettore Granatiero, posa davanti alla lapide dei Caduti nella II Guerra Rignano G. Il Generale di C.A. nella R., Ettore Granatiero, posa davanti alla lapide dei Caduti nella II Guerra

RIGNANO GARGANICO. Continua ininterrotto l’afflusso dei visitatori davanti alla lapide dei 23 Caduti rignanesi nella II Guerra Mondiale. La stessa affissa sull’omonimo e maestoso Monumento, realizzato negli anni ’70, è in vista nell’ampia e centralissima Piazza San Rocco. Come noto, l’anzidetto “ricordo”, uno dei pochi in Capitanata, è stato inaugurato in pompa magna l’8 dicembre dell’anno appena spirato, a seguito della ricerca sul tema condotta da chi scrive e significata dal volume  “Io parto non so se ritorno” in vetrina dall’agosto scorso.  Dal luogo simboloVengono e vanno non solo i residenti, ma soprattutto i forestieri, per lo più parenti degli scomparsi trasferitisi altrove da una o più di generazioni. E’ il caso del “romano” Ettore Granatiero, Generale di Corpo di Armata nella Riserva, intrattenutosi in paese per tutto il pomeriggio di ieri assieme alla consorte, pur di esaudire  il suo intimo e sentito dovere. Ossia rivolgere il saluto e nel contempo la preghiera a ricordo di suo zio Carlo, Tenente Pilota, caduto con il suo caccia durante la battaglia sul Don, dopo aver abbattuto  nei cieli della Russia innumerevoli velivoli nemici. Da qui la motivazione e la concessione alla memoria della Medaglia d’Argento al Valore Militare. E’ la più importante onorificenza conquistata da un militare rignanesi in ogni tempo e su tutti i fronti di guerra. Il Granatiero è figlio di Lucia Ricci, sorella appunto del militare insignito ed appartenente ad una famiglia assai illustre, emigrata da tempo in ogni parte d’Italia e persino in America, dove un’altra sorella di nome Bice ha sposato durante la guerra un pilota americano. Alla medesima famiglia appartiene pure lo scrittore Giulio Ricci, l’unico “verista” della Puglia e autore del romanzo “Rosedda”, morto giovanissimo, stretto amico del poeta Rapisardi e dello stesso Verga. Il nostro ospite  risiede a Roma sin da piccolo, dove ha messo su famiglia e fatto carriera. Eccolo nella foto-ricordo scattata al momento della visita accanto al simulacro. Da evidenziare, infine, che  altri eredi Ricci sono già stati in paese sia durante la manifestazione inaugurale che dopo.    

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.