Antonio Del Vecchio
26/04/18

In una poesia pro Rignano e alla nonna si spiega la vocazione al sacerdozio di Don Renato

RIGNANO GARGANICO. Forse racchiuso in una poesia dedicata a Rignano Garganico e alla nonna, il mistero della tardiva vocazione religiosa di Don Renato Tarantelli, ordinato sacerdote domenica scorsa, da Papa Francesco in San Pietro, assieme ad altri sedici diaconi.

Quest’ultimo, come già preannunciato, è originario del centro garganico, per via della nonna materna, Giuseppina Ricci, appartenente ad una delle famiglie più illustri del paese, legata a stretto giro con la religione da generazioni e generazioni, in particolare con San Pio da Pietrelcina (si veda Padre Pio e Rignano, 1 e. 2009 e 2 e. 2010). La sua vocazione insorge in età matura, quando egli aveva davanti a sé una carriera luminosa sia in campo professionale (avvocato tributarista e prossimo a conseguire la specializzazione in diritto ecclesiastico, come il suo famoso ed omonimo nonno Baccari) sia a livello di docenza universitaria (Sapienza e Luiss). Ecco che cosa scrive ad un amico rignanese al momento di entrare come chierico al Seminario Pontificio, cinque anni fa: <<Caro Antonio, ti ringrazio per le belle parole che mi hai scritto su mio nonno , Renato Baccari, e per la bella storia che mi hai raccontato. Conto sulla tua preghiera, che ricambio con piacere. In fondo si sono realizzate quelle parole che scrivevi alla fine del tuo articolo sulla mia venuta a Rignano quando venni a ritirare il premio, tu concludevi l’articolo con un fatidico “ad maiora” e io che già meditavo nel cuore questa scelta sentivo quelle parole come una ulteriore conferma del fatto che il meglio che l’uomo possa fare è corrispondere al disegno di Dio, il vero traguardo si raggiunge solo con la piena adesione alla volontà di Dio. Spero con tutto il cuore nella intercessione di Padre Pio, affinché la sua vicinanza alla nostra famiglia mi aiuti in questo cammino di santificazione e di dono totale della mia piccola persona. I miei nonni sono stati di grande esempio, come già sai io ho cercato di seguire le orme di mio nonno negli studi, ma nonostante il grande amore che tutti nutrivamo per lui la sua morte non ci ha resi tristi, bensì ancora più convinti che una vita vissuta nell’amore di Dio, proprio come i miei nonni hanno fatto, è l’unica che vale la pena di essere vissuta. Ne approfitto di questa email per inviarti una poesia dedicata a mia nonna e a Rignano, che scrissi dal Belvedere quando venni lì l’ultima volta”: Sue memorie incorruttibili / Sussurratemi a fil di vento / Al caro sole del tramonto / Paion fantasie improbabili / Qui lei nacque nel dì passato / Sulla vetta del Tavoliere / In cima alle terree scogliere / Ove già vi fu il mio antenato / Poi un fausto giorno la mia nonna / Sradicata da questo tutto / Lanciata fu nel vivo lutto / Per diventare immensa donna / Quale mente è tanto preziosa / Da trasformare il vitreo spazio / Che di rara bellezza è sazio / In progenie forte e gloriosa?/Volli veder con i miei occhi / Arrampicato a queste altezze / Il taglio verde fatto a pezze / Che par da qui solo si tocchi / Al suono sordo delle trombe / Mostra il suo dominio immediato / Su questo mondo già creato / Ad ella appare ma soccombe / Non sono certo le ringhiere / A darle tali desideri / Ma pose freno ai suoi pensieri / Lo sguardo nudo al belvedere / Vero Pinnacolo moderno / Che tenta assaporar potenza / Sai non poter più viver senza / Scagliata nel terreno inferno /Come s’involve la natura / Quando si sposta l’orizzonte / Da quel che Dio pone di fronte:/ Migrar dal monte alla radura / Se veramente solo pensi / A scender giù dall’alto tetto / Con volo in stallo ma perfetto/Per viver di ricordi intensi /Ignoro come tu lo accetti /Forse che credi di sapere /Il futuro non puoi volere /Senza conoscerne gli effetti / Lo sventolare delle tende / Che staglia il bianco delle mura / Ma nelle porte già figura / Quel suo mistero che difende /Nessuna grotta familiare /Fa che il suo segreto si sveli / Che quel che vela lo riveli / Il manto chiaro veleggiare / Semplicità indecifrabili / Di cui si può tenere conto / Al soffio placido del vento / Vita e morte indiscutibili>>.

 

 

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.