Antonio Del Vecchio
29/09/17

Si torna a parlare di nuovo del corpo di Santa Vittoria, venerato a Rignano Garganico

Copertina del v. sulla Santa Copertina del v. sulla Santa

RIGNANO GARGANICO. In tanti luoghi e città  d’Italia e del mondo  si parla spesso di presunti corpi riferiti a Santi, ma della storia vera di ciascuno di essi si fa fatica a compilarla, per difficoltà di date, dati e documenti.

Le asperità insorgono soprattutto quando i soggetti di venerazione e di culto risalgono ai primi anni della Chiesa, quando l’essere cristiano era per davvero una sfida all’ordine costituito e si pagava immancabilmente col martirio. Solitamente i corpi dei martirizzati venivano trafugati e seppelliti in luoghi segreti dai compagni della vittima. Sicuramente anche il corpo di Santa Vittoria fece la stessa fine. Pertanto, anche per lo scheletro intero custodito  a Rignano Garganico, si nutrono gli stessi dubbi, in parte diradati dallo scritto - ricerca, frutto di un autore locale, edito negli anni ’90 e prossimo ad essere ripubblicato online. <<  L’opuscolo parla dello scheletro di Santa Vittoria conservato e venerato a Rignano Garganico. Oltre agli approfondimenti  del caso, esso comprende una serie di articoli, apparsi su La Gazzetta del Mezzogiorno ed altre testate ordinati in ordine cronologico dal Febbraio 1994  al medesimo mese del 1995. Il corpo della Santa è giunto in paese  nella primavera del 1930, accolto in processione da una folla immensa di fedeli, provenienti dai centri vicini. Vi fu portato da Vincenzina De Maio, religiosissima nobildonna e ricca possidente del luogo. Ebbe in dono lo scheletro da un nobile sacerdote napoletano, Don Baldassarre Apicella, stretto amico di famiglia. Per secoli e secoli lo stesso era venerato dai fedeli  della sua città all’interno del Palazzo di sua proprietà. Fino alla morte della De Maio, avvenuta nel 1959, i resti della Santa alla medesima guisa furono conservati e venerati nella cappella gentilizia di Palazzo Baronale. Molti furono i miracoli compiuti per intercessione della Santa. Da allora l’anzidetto scheletro, dopo una prima sistemazione presso la Chiesa del Carmine, ha trovato definitivo rifugio nella Chiesa Matrice. Della Santa, oltre alla ‘maschera’ che si metteva sul volto durante la processione, si conserva anche il ‘cliché’ per la stampa delle immaginette devozionali>>.  Le notizie di cui sopra sono state tratte dal volume: Santa Vittoria ? / Appunti su una presunta martire dalle ignote origini, a cura di Angelo Del Vecchio, Rignano Garganico, Parrocchia M.SS.Assunta, 1 e. 1994, 2 e. 1995, pp. 32, n. di copie limitato, quale Supplemento al periodico Qultura. Come accennato all’inizio, capita spesso che i resti o reliquie attribuiti allo stesso Santo siano rivendicati in più parti d’Italia e venerati a tutto spiano. Tanto vale, oltre che per  Santa Vittoria (253 d.C.), anche per Santa Giustina, martirizzata nel 304 dopo Cristo, le cui reliquie  si trovano sia nell’omonima Basilica di Padova, di cui è patrona, anche a Bellusco in provincia di Monza, dove la teca contenente i suoi resti (una bambina romana) viene portata in  processione in pompa magna (3 settembre) e a chiusura (9 settembre), con la sfilata dei ‘Carri biblici fiorati’, allestiti in suo onore  dai vari rioni.  A questo punto possiamo concludere che per i Santi, non sono tanto importanti i dati storici, quanto la fede e la devozione che suscitano tra il popolo, inducendoli a ben operare. 

Letto 276 volte Ultima modifica il Sabato, 30 Settembre 2017 07:30
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.