Antonio Del Vecchio
10/04/17

Successo pieno per la Via Crucis Vivente, a Rignano Garganico

Rignano G. -  il Cristo (Manuel Sfirro) monta su un asino Rignano G. - il Cristo (Manuel Sfirro) monta su un asino

RIGNANO GARGANICO. E’durata circa tre ore la Via Crucis Vivente a Rignano Garganico, che è sfilata per tutto il paese, facendo tappa soprattutto nei luoghi preposti del Centro storico. Ad interpretarne storia e soggetti sono stati circa una trentina di figuranti, a prescindere da età e sesso, che si sono immedesimati senza colpo ferire con i personaggi del Vangelo.

Si comincia alle 18.00 dopo la Santa Messa,  dalla Caserma Vecchia, ossia dei Carabinieri, uno storico ed architettonico  stabile che si trova tra Via Belvedere e il Giro Esterno. Qui sonoi preparati per terra i calici e il pane azimo, distribuito ai partecipanti in costume, dopo il ricordo evangelico del parroco Don Santino, che, assistito dal futuro prossimo ‘don’ Mario Ardolino, accompagnerà costantemente il corteo sino alla fine della partecipata manifestazione. Tutt’intorno c’è una variopinta folla di gente. Dopo di che, in un angolo appartato delle vicinanze, si fa montare il ‘Cristo’ vestito di tunica bianca (Manuel Sfirro) su un ricalcitrante asino (per poco non lo buttava giù, ignaro del suo arduo compito, vedi foto), scortato dalle tipiche palme e da una folla di figuranti di ogni età e genere, percorre il Giro Esterno Ovest fino a Largo Portagrande, dove si assiste alla lavanda dei piedi e all’ultima cena con gli apostoli, compreso il Pietro vero (Bergantino, già sindaco della cittadina) . Si prosegue, quindi, fino alla ‘Villetta –Parco giochi’, dove è  inscenata la ‘tentazione’, per passare poi al ‘sequestro’ di Gesù da parte degli aitanti soldati romani (in primis, Pasquale Bergantino) che lo accompagnano prima al sinedrio del tempio (ospitato nell’atrio esterno del Municipio). Qui è accolto con scherno ed irrisione dal gran sacerdote Caifa (Giovanni Ianno), che ne chiede la condanna a morte. C’è poi la scena del tradimento di Pietro e del canto del gallo. Successivamente la ‘storica’ comitiva fa sosta davanti allo spiazzale delle palazzine ex-Ina casa, dove si ha lo svolgimento del processo presieduto da Ponzio Pilato (Luciano Draisci), con la definitiva condanna a morte, invocata dagli ebrei. Segue il rito della flagellazione con il corteo che sfilerà lungo il Giro esterno, per pervenire dopo tutte le ‘stazioni’ della Via Crucis, fino al tipico spiazzo di Via Giacomo Matteotti. Ed è qui che si conclude l’affollata rappresentazione, guidata (in un certo senso) da Michele Longo, che ne segue con il suo obiettivo – video ogni minima mossa, facendo leva sulle sue sperimentate doti istrioniche e di teatrante. Infine, la folla si scioglie, ringraziando Don Santino per aver regalato al popolo di Rignano e non solo (si nota la presenza anche gente proveniente dai centri vicini) questa drammatica e redentrice rappresentazione evangelica che porta in ogni cuore non solo contrizione, ma anche tanta speranza nella Resurrezione che presto avverrà. La parte tecnica e la cura di voce, suoni e musiche, è stata brillantemente assolta da Leonardo Del Vecchio, assistito dal suo attivissimo nipote Antonio, Matteo Tancredi con Ignazio, e Franco Draisci.       

 

Letto 1017 volte Ultima modifica il Lunedì, 10 Aprile 2017 07:54
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.