Antonio Del Vecchio
23/04/16

La transumanza. Il divario tra l’educazione dei pastorelli e quella del benessere di Antonio Monte

Scodella in legno del pastore garganico, alias "ruppe" o "roppo" Scodella in legno del pastore garganico, alias "ruppe" o "roppo"

SANNICANDRO GARGANICO. Dalla Maiella scendevano greggi, muli ed asinelli a guidarli erano pastori e pastorelli che attraverso il tratturo Sessanta (largo 60 passi) davano origine alla transumanza.

I pastorelli anche se piccini per un lungo periodo restavano lontani dal paese e dagli affetti familiari e quando uno dei componenti della mandria rientrava al proprio paese per espletare qualche servizio importante, si offriva per dare notizia dei più piccini ai parenti. Cosa dovrò riferire a tua madre? Domanda che il pastore di turno, prima di partire per il paese, rivolgeva al pastorello di età inferiore ai 10 anni. Il ragazzo così rispondeva: “Dille che soltanto il primo giorno ho digiunato per essermi privato di tutto il pane offrendolo in pasto ai cani mastini che mi mostrarono i denti; adesso però mi sono tutti utili e fedeli; mi aiutano a raccogliere la mandria e si attaccano alla coda quando una bestia tenta di invadere il seminato. Dille che la campagna è ricca di cicorie e di finocchi selvatici, ed io, durante il pascolo raccolgo la verdura portandola ai pastori già pulita e lavata, inoltre riesco a racimolare una fascina di legna secca per il fuoco serale; gli anziani in cambio, mi fanno scolare il brodo dell’acqua calda della loro minestra che serve ad inzuppare le mie fette di pane. Dille che al mattino il massaio mi riempie una scodella di siero caldo e quando colma tutti i recipienti di ricotta se ne avanza, me ne offre un cucchiaio. Dille che mi hanno regalato una pelle di capretto secca da utilizzare come guarda-macchia in modo da riparare i pantaloni dai rovi e dalla rugiada oltre all’incerata per ripararmi dalla pioggia. Sono dispiaciuto per i coetanei del mio paese che non hanno trovato ancora un padrone e non hanno di che sfamarsi. Dille di salutarli tutti ”. Il pastorello consegnava al pastore il residuo del suo sale e del suo olio risparmiato da portare alla mamma, promettendo che al rientro del pastore si sarebbe messo a disposizione per qualsiasi suo comando. I diritti del pastorello. Un kg. di sale e un litro di olio al mese / Una forma di cacio al ritorno a casa./ Un agnellino o capretto sempre a fine transumanza./ Una pagnotta di due kg. di pane alla settimana./ Un saccone pieno di paglia come lettiera. / Una scodella di legno per i liquidi. Una cassetta per depositare i viveri. I doveri del genitore moderno. Dare il buon esempio senza parlare. / Se fanno scempio saper sopportare. /Subire le discussioni senza esprimere alcuna opinione/ Non far rumore se dormono in poltrona. / Prestare il sostegno anche alle loro compagne. / Soddisfare ogni voglia tenendo aperto il portafoglio. / Mostrarsi abili in compagnia con espressioni di simpatia. / Sorridente quando lavori o sei sofferente. /Importante non chiedere ai figli mai niente.  

 

N.B. L’autore del presente articolo, originario di Sannicandro Garganico,  vive da molti anni a Milano. Ed è per questo che si firma Antonio Monte da Milano. La foto della scodella in legno  chiamata dal volgo garganico “ruppe” o “roppe”, è stata  estrapolata dal v.  Coppe della Rosella di Giovanni Cammerino, con note e cura di Antonio Del Vecchio Foggia, Studio Stampa, 1994, p.108 ( La redazione).                                           

 

                                                                                                                 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.