Antonio Del Vecchio
08/01/14

Ecco una bella poesia del rignanese Antonio Ricci, medico specialista in quel di Roma

Rignano Garganico, veduta da Est Rignano Garganico, veduta da Est

 

RIGNANO GARGANICO. La vena della creatività, specie se riguarda la poesia, non ha età. Si può essere poeta sia quando si è bambini, sia quando si è giovani o uomini maturi, sia addirittura quando si è anziani. È il caso di Antonio Ricci, che scopre la voglia di poetare quando è sul punto di andare in pensione, dopo aver trascorso l’intera sua vita, come medico specialista in ospedale e di dirigente Asl. Egli vive nella capitale, dove la vita è frenetica, razionale e interessata, dove non pulsano più i buoni sentimenti alla Sordi o alla Verdone.

Forse ad ispirare il nostro medico è la nostalgia dei tempi andati e dei luoghi lontani, quelli della sua infanzia, allorché bastava poco per essere felici in famiglia o in società tra gli amici e i coetanei. Il riferimento è alla piccola e silenziosa Rignano, paese dove è nato e ha trascorso la sua adolescenza, se mai durante i tempi della vacanza. Forse è qui che vorrebbe qualche volta tornare, per riassaporare oltre all’aria pura, il silenzio del suo incontaminato centro storico, la casa avita che ospitò nel 1917 Padre Pio,  la vista panoramica sulla ripa, le tombe dei propri cari al Cimitero, e perché no per incontrare e colloquiare con qualche amico di famiglia o compagno di passate avventure, ma anche per ringraziare gli organizzatori del premio ‘Rignanesi nel mondo”, concessogli qualche tempo fa per i suoi meriti professionali e scientifici. Per sempre sicuramente no, perché Antonio ha da governare a Roma la sua numerosa e felice famiglia. Per saperne di più sulla sua figura ed opera, ecco in sintesi il suo nutrito ed apprezzabile ‘curriculum vitae’. Antonio Rosario Ricci, secondogenito di Pasquale (1915 – 2007) e di Anna Crisci (1922 – 2004) nasce  il 24 Aprile del 1945 nella casa avita di Via Gioielli, 38 a Rignano Garganico. Dopo le Elementari in paese, continua gli studi medi e superiori in quel di Foggia, dove già studia la sorella maggiore Lucia e seguiteranno il medesimo percorso dal 1960 in poi anche le sorelle minori Maria Teresa e Katia, per via dell’avvenuto trasferimento dell’intera famiglia. Durante la sua prima giovinezza  si fa vedere di tanto in tanto in paese, assieme al padre o al suo inseparabile amico e coetaneo, il compianto Luigi De Maio, con il quale condivide le sue prime esperienze politiche e giornalistiche in Cronache Daune di Michele Abatescianni, il futuro presidente dell’Ente Fiera, scomparso alcuni anni or sono. Ci viene anche perché alle pendici della montagna e in pianura la famiglia ha discrete proprietà terriere, con le quali si sostiene e dà sostentamento ad alcuni salariati. Licenziato alle Superiori con ottimi voti, si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia  presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, conseguendone la laurea nel 1972. Si specializza, poi, presso la medesima sede in Anatomia ed Istologia Patologica. Il suo primo lavoro da medico specialista è presso l’ospedale San Filippo Neri. Intanto, si sposa con la donna dei suoi sogni e si stabilisce definitivamente nella Capitale in Via Cimabue 5, dove attualmente vive assieme alla famiglia, piuttosto numerosa. Infatti, dalla felice unione nascono sei figli, che ereditano come da tradizione i nomi dei suoi avi. Brillante e soddisfacente è la sua carriera professionale. Dopo il S. Filippo Neri, dal 1992  lo troviamo all’ospedale Sandro Pertini. Uno specialista ha bisogno sempre di continui aggiornamenti e confronti con l’altrui esperienza. Da qui la sua costante partecipazione a convegni nazionali ed internazionali, testimoniato da scritti di notevole spessore presenti in innumerevoli pubblicazioni scientifiche, realizzati in collaborazioni con altri colleghi del suo campo. Tra l’altro, dà il suo fattivo contributo di ricerca e sperimentazione a:  Ruolo della biopsia prostatica e del PSA nel follow-up dei pazienti trattati con radioterapia per carcinoma prostatico: valutazione dei dati sulla ripresa di malattia; con una comunicazione apparsa negli “ Atti del 77° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia. Milano, Giugno 2004” e in  “Prostatectomia radicale retropubica versus radioterapia esterna convenzionale nel trattamento del cancro della prostata clinicamente localizzato: morbilità, efficacia terapeutica, qualità della vita e sopravvivenza”; nel  “Poster” degli “Atti del 14° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica, Trieste, Dicembre 2004”. Ed ancora negli “Atti del 78° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia, Palermo, Giugno 2005”. Infine, dopo aver seguito un apposito Master in Management Economico Gestionale dei Servizi Sanitari presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, riconosciuto dalla Regione Lazio, diventa dirigente Asl. Attualmente è Membro del Comitato Regionale del Lazio della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) ed appunto, dal 2002, direttore presso il citato nosocomio “S. Pertini” dell’Uoc di Anatomia ed Istologia Patologica.

 

Ecco ora la sua poesia, che riteniamo una prima chicca o chicco di un lungo e proficuo ‘rosario’:

 

L’Inconfinabile. Si parla di canti / e di suoni assordanti. /Si parla di luci / abbaglianti / ed accecanti, / di musiche frementi. / Ma io leggo / del cantico nuovo / ch’altri apprender non, / dal cantico nuovo / che io amo / in quest’ora. / Cantico che è silenzio, / silenzio estatico / che non dice, /  non canta, / Non danza: / il silenzio che contempla, / che adora. / Il silenzio / che tacito / s’apre all’Amore, / che in esso si perde. / Silenzio che non pensa, / silenzio che è Luce, / Luce di immenso /mistero, / che l’essere prende, / sommerge / in un mare di gioia / che non ha sponde…/Sconfina  ogni oltre / limite. / È Lui l’immenso. / In Lui ogni essere vive /e pensa. / E ovunque vada, / pur sempre in Lui / si ritrova,  / perché in Lui ogni / essere si muove, / anche se l’ignora, / anche se non vuole, / pur se fuggir lontano / volesse, / che ritrova in quella / piccola culla / l’Immane, / l’Inconfinabile, / che infinita / Pace dona.

 

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.