Antonio Del Vecchio
04/08/15

15 e 16 agosto, festeggiamenti in pompa magna per San Rocco e l’Assunta a Rignano G. di Antonio Del Vecchio

Rignano Garganico. E’ ora viene la vera ‘festa grande’, a Rignano Garganico. Il riferimento è alla festa patronale in onore dell’Assunta e di San Rocco, un evento, quest’ultimo, assai avvertito da ogni strato della popolazione, per via di storia, tradizione e fede.

Non per niente, quest’anno, ha visto coinvolto nell’apposito Comitato unitario, presieduto dal parroco don Nazareno Galullo e dal suo delegato, Antonio Cozzetti, un nutrito numero di componenti che per circa un mese hanno lavorato sodo, battendo a tappeto più volte il paese, pur raccogliere la somma sufficiente alla bisogna. E ci sono riusciti. Ecco, comunque, il programma della manifestazione. Si comincerà martedì 15, alle ore 8.00 con il lancio di mortaretti e apertura ufficiale dei festeggiamenti pro Maria SS. Assunta; ore 11.00, Solenne celebrazione eucaristica in Chiesa Madre; ore 18.00: Processione delle statue di San Rocco e Maria SS. Assunta dalle rispettive chiese con arrivo in Largo Palazzo e celebrazione SS. Messa all’aperto; subito dopo: batteria alla sanseverese in Largo Portagrande – Corso Roma e rientro delle statue nella Chiesa di San Rocco; ore 21,30:  “Fabiana Conti in concerto” in Piazza S. Rocco. 16 agosto. Ore 8.00: lancio di mortaretti e apertura ufficiale dei festeggiamenti in onore di San Rocco; ore 9,30: giro del complesso bandistico “Foggia in banda” per le vie del paese; ore 10.30:  Solenne Celebrazione Eucaristica in Piazza San Rocco; ore 11,30: Processione per le vie del paese; ore 13: batteria sanseverese in Piazza S. Rocco e rientro delle statue nella Chiesa di San Rocco; ore 18.00: Celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Rocco.  Alle 21’30 si darà il via nella medesima piazza all’usuale e ‘concertone’ musicale, che vedrà come ospite d’onore la cantante Alexia. A mezzanotte precisa si chiuderà con lo spettacolare grande fuoco d’artificio, a cura della ditta Chiarappa Giuseppe e figlio. La "due giorni" si avvale del patrocinio dell'Amministrazione Comunale e di uno sponsor di lusso, qual è la Banca Credito Cooperativo (BCC) di San Giovanni Rotondo che ha qui una filiale piuttosto attiva.

Alla chiesa di San Rocco, i rignanesi ci tengono assai e non hanno mai fatto mancare il loro contributo in occasione dei vari restauri che lo hanno interessato nel corso dei secoli. L’ultima operazione di abbellimento, avvenuto due anni fa,  ha visto impegnati per più giorni innumerevoli devoti e volontari in genere, in primis gli “amici di San Rocco” (arciconfraternita sorta alcuni anni fa sulle orme della tradizione)  che hanno quasi gareggiato, pur di dare una mano all’abbellimento del monumento più caro del paese, per motivi di tradizione, di fede e di storia. Il ripristino ha riguardo, in particolare, il complesso delle pareti interne, compresa l’edicola centrale con nicchia, dove è allogata la statua del Santo, restaurato di tutto punto alcuni anni or sono dall’artista Nicola Bardo. Così pure la facciata che ha riacquistato il suo originario fascino di semplicità ed equilibrio. Non sono mancati, inoltre, leggeri ritocchi alla balaustra e all’atrio esterno, i cui colori si erano ormai completamenti spenti per via dell’usura del tempo e delle inclemenze atmosferiche. Ed ora ecco un po’ di storia. S. Rocco è un pellegrino di origine francese vissuto nel Trecento. Sulla biografia del Santo si sa ben poco. Dal Quattrocento in poi è invocato come protettore contro la peste. Soltanto nel 1629 è concesso dal Vaticano Ufficio e Messa per le chiese erette in suo onore. Molto diffuso il culto del Santo nel Regno Napoletano. A Rignano la fondazione della cappella si riallaccia al sentimento religioso popolare che esplose ancor prima della ricordata concessione, se è vero come è vero quanto narra lo storico Pompeo Sarnelli, che accenna alla nascita della chiesetta e di un presunto alloggiamento da parte dei Frati Domenicani, facendola risalire ai primi anni del 1500. Questi, secondo il dire del Sarnelli resistettero per 25 anni, dopo di che sarebbero stati costretti ad abbandonare il tutto, a causa della “povertà” degli abitanti. Comunque sia, nel 1655 si fa parola di un certo Leonardo Ceccase sepolto a San Rocco. Così pure, nel 1712,  di un certo p. Giuseppe Fioretti “eremita” presso la medesima cappella. La Chiesa, già oratorio fuori del paese, parimenti a quello di Santa Croce, poste sul lato sud – est, appartenne alla congregazione di carità, che un tempo amministrava i suoi beni e prima ancora dal cappellano, come si evince da una  platea del 1763. Nel 1894 il fabbricato era in gran parte diruto; venne in parte demolito e ricostruito nel 1926, su iniziativa dell’attivissimo arciprete mons. Giovanni Draisci, con le oblazioni e concorso del popolo. Per la realizzazione dell’altare in marmo, vi contribuirono, come si legge in una lapide a ricordo, solo i rignanesi in essa citati, emigrati in America. Il 17 giugno del 1930 fu consacrata da Monsignore Macchi, arcivescovo di Manfredonia. In conseguenza del Concordato del ’29, l’amministrazione della struttura unitamente alla cappella della Madonna di Cristo, ritenute “opere pie” fu affidata prima all’ECA (Ente Comunale Assistenza) e dopo il suo scioglimento direttamente al Comune, che lasciò l’oneroso incarico negli anni ’80 alle cure del potere ecclesiastico. Il culto per San Rocco  è molto avvertito dai rignanesi. Un tempo, il 16 agosto, oltre al rito religioso e all’immancabile processione, con tanto di banda e fuochi d’artificio, si svolgeva anche la fiera degli animali. Fino ad alcuni decenni fa nelle vicinanze della chiesa c’era una croce di ferro ben recintata, eretta nel 1907 dai Passionisti che predicarono nella Quaresima di quell’anno. Attualmente la stessa, seppure completamente disfatta dalla ruggine, si erge bene in vista su un fianco della montagna lungo la via per Foggia. Così pure è stata chiusa la piscina alle spalle dell’abside, scavata nella roccia, per raccogliere le acque del tetto della chiesa e dissetare i rignanesi, quando non ancora c’era l’acquedotto.

 

 

 

Letto 1231 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Agosto 2015 08:40
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.