Antonio Del Vecchio
06/04/15

Pasquetta Culturale: genitori ed alunni foggiani visitano il Museo di Paglicci, a Rignano Garganico

Rignano G. Comitiva foggiana al Museo di Grotta Paglicci Rignano G. Comitiva foggiana al Museo di Grotta Paglicci

 Rignano Garganico. Giornata museale, nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 6 aprile, anche a Rignano Garganico. Non c’entra, comunque, il primo lunedì del mese, bensì una iniziativa intrapresa dalla componente “Genitori” della “Montessori” di Foggia, V B.

In tutto, una  quarantina  tra piccoli e grandi. Lo hanno fatto, a loro dire,  dopo un luculliano pranzo a base di prodotti e cucina tradizionale, prendendo d’assalto con l’aiuto di appropriate guide il locale Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, i cui reperti non sono meno importanti di quelli più noti di Altamira (Spagna) e Lascaux (Francia) e l’antro meritevole, alla pari di esse, del riconoscimento Unesco, come fece appello alcuni anni fa l’ex-senatore Saverio Biasco in Parlamento. Finora dal sito, ubicato nel Vallone Settepende a circa 6 chilometri dal paese, sono venuti alla luce, oltre quarantamila pezzi, di cui solo poche centinaia sono presenti in loco. Il resto giace ancora nei magazzini dell’Università di Siena. Si è cominciato del Centro visita multimediale di Largo Portagrande, dove gli ospiti hanno avuto modo di apprezzare due lezioni dal vivo, una tenuta di carattere teorico- illustrativo svolta da chi scrive, l’altra didattico – pratica, assolta con passione e competenza da Enzo Pazienza nella sua duplice veste di Presidente del Centro Studi Paglicci e di massimo esperto del laboratorio. Ad interessare gli ospiti non sono state tanto le prolusioni quanto i tatuaggi con ocra rossa eseguiti con bravura da Pazienza sui volti giulivi dei ragazzi (e in qualche caso su quello di mamma e papà) e l’accensione del fuoco per via di strofinamento di fuscelli. Dopo di che la comitiva si è spostata nel vicino Museo, dove ha avuto modo di capire ed apprezzare  il complicato percorso comparato e l’originalità e varietà dei ritrovamenti, rappresentati, oltre che dalla pittura parietale dei Cavalli (l’unica in Italia), dai graffiti, dalle collezioni litiche e dai resti umani, di cui due scheletri interi, quello del ragazzo di dodici anni di circa 26 mila anni da oggi e l’altro della donna di circa 23 mila anni fa, quest’ultimo rappresentato da un verosimile e perfetto calco al silicone, eseguito dall’equipe del Politecnico di Torino al momento del ritrovamento. Di esso si ha pure uno studio con il Dna effettuato dal Prof. Mallegni dell’Università di Pisa, in cui si afferma la similitudine di tale tipo di donna con quello mediterraneo più vicino a noi. La comitiva, guidata da Alfredo De Biase, nella sua duplice veste di genitore e di esperto, in quanto sovrintendente in carica della sezione foggiana dei BB.AA., al termine si è licenziata, promettendosi di ritornare sui propri passi tra breve, per approfondire ulteriormente il discorso ed anche per visitare il Centro storico di origine e fattura medievale. Da non dimenticare, che l’anzidetto  studioso si è rivelato un ottimo interprete dei beni culturali del posto, avendo affondato il suo bisturi conoscitivo sulla Chiesa Matrice evidenziando le varie fasi delle architetture interne e dei rifacimenti - restauri. Riportiamo di seguito i nominativi degli alunni: Amorico Ornella, Camerino Antonio, Camerino Giorgia, Campanale Carmen, Cifelli Valeria, De Biase Marco, De Biase Adele, Del Grosso Federica, Del Grosso Paolo, Dell’Accio Giulia, Fascia Daniele, Pesante Rita, Ricci Giorgia, Ricci Loredana, Ricucci Gabriele, Scapato Carmine, Scapato Giulio.

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.