Antonio Del Vecchio
01/04/15

Tutto è pronto per la tradizionale festa della Madonna di Cristo, a Rignano Garganico

RIGNANO GARGANICO. Anche quest'anno si ripete l'ormai millenaria festa in onore della patrona del paese, la Madonna di Cristo, venerata a Rignano Garganico in una chiesetta rurale a circa 6 km dal centro abitato. Ecco il programma della due giorni.

Lunedì di Pasquetta 6 aprile, ore 19.00: Vespri solenni e Santa Messa. Martedì 7 aprile: ore 18,30, giro in paese della banda musicale e S. Messa presso la Chiesa Madre; ore 9.00, Processione della statua della Madre di Cristo dalla Chiesa matrice verso il Santuario della Madonna; ore 11,30, S. Messa all’aperto; ore 13.00, fuochi di artificio e consueta benedizione dei campi; segue il tradizionale pic-nic all’aperto delle famiglie; ore 18.00, Vespri al Santuario; ore 19.00, partenza della statua con corteo di auto al seguito; all’estremità della curva, prosieguo a piedi della processione; all’arrivo, fuochi pirotecnici e rientro nella Chiesa Madre. Il tutto è organizzato dal Comitato Feste Patronali, congiuntamente alla parrocchia, capeggiata da don Nazareno Galullo e dall’Amministrazione Comunale, rappresentata dal sindaco Vito Di Carlo e dal consigliere delegato al ramo, Viviana Saponiere. Come risaputo quella della Madonna di Cristo è una ricorrenza assai cara, che si ripete ininterrottamente da secoli il martedì dopo Pasqua, richiamando sul posto una moltitudine di cittadini e di forestieri, provenienti da ogni dove. E' una festa diversa, perché viene consumata nell'omonima chiesetta, posta su un balzo roccioso ai piedi della montagna su cui sorge il paese. La origine della struttura (a due navate), come la statua (intagliata in legno di ulivo, si perde nella notte dei tempi. Il primo documento storico che parla di essa risale, infatti, al 1176 ed era uno dei tanti possessi dell'Abazia benedettina di San Giovanni in Lamis (ora convento di San Matteo). Diversamente dal passato, i devoti non scendono più o salgono a piedi, percorrendo l'antica mulattiera lastricata in pietra grezza che costeggia a zig-zag il versante meridionale dell'altura garganica. Ma quasi tutti viaggiano in automobile dalle campagne  e dai paesi vicini. Dopo le funzioni religiose e la processione, solitamente concelebrata dal parroco, unitamente a tutti i prelati rignanesi di ogni ordine e grado, la folla assiste ai fuochi pirotecnici e poi si riversa nella piana circostante, dove si intrattiene a fare pic-nic  per l'intera giornata, tra musiche, canti e balli. I più facoltosi, gli sprovveduti o i turisti occasionali preferiscono, invece, consumare i pasti al chiuso presso i vari Centri agro-turistici della zona: Fiore, Paglicci – Bramante, Terra del Sole, Tancredi e Tenuta Corigliano, gustando prodotti e pietanze genuine. E' una Madonna considerata dal popolo assai miracolosa, come dimostrano gli innumerevoli ex-voto custoditi nella sacrestia e la sua storia. Ecco, come descrive l'avvenimento, alla fine del secolo scorso, Giulio Ricci, nel suo romanzo "verista": Rosedda, 1889, nuova edizione a cura di chi scrive, Regione Puglia, 2001: <<…Il martedì si celebrava in campagna la festa della madonna, rimandata da settimana a settimana per le acque continue e torrenziali cadute in primavera. Quella mattina predicava don Ioseppe; ma la predica che doveva essere una potente rivelazione del suo fecondo ingegno di oratore ed il di cui effetto era destinato a distruggere il rancidume, del quale puzzavano i discorsoni lunghi come litanie e sempre eguali e monotoni di don Costanzo, non piacque assolutamente. E dire che avrebbe potuto veramente affermarsi giacché mai uditorio era stato così scelto ed intelligente; tutte le notabilità del paese, ed il fior fiore delle signore più rispettabili venute di proposito, sugli asini, dalle villette lontane della Lama. C'era il sindaco in un gran soprabito ragnato, stivaloni a pieghe e speroni di acciaio lucente; c'erano tutti i tre gli assessori con le tube del sessanta senza peli e ritinte a furia di pennellate d'inchiostro, impalati nei cravattoni neri; c'era quel diavolo del farmacista, l'ateo del paese, che aveva la smania maledetta di mettere in caricatura ogni cosa financo il bambino di abete della madonna fatto a colpi di ascia dal Vardaro con grandissimo studio e lunga pazienza…>>.

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.