Antonio Del Vecchio
29/03/15

Grande successo di pubblico e di critica per la Via Crucis vivente, a Rignano Garganico

Rignano G. Via Crucis in Piazza S.Rocco, 2015 Rignano G. Via Crucis in Piazza S.Rocco, 2015

RIGNANO GARGANICO. Seguite con viva partecipazione e commozione la Processione e le scene storiche della Via Crucis Vivente, a Rignano Garganico. Protagonisti assoluti dell’evento, sono  stati, in primis,  i figuranti in costume d’epoca, appositamente studiati e cuciti da valenti sarte casalinghe, e poi a seguire il popolo orante. Si tratta di  una vera e propria folla, in mezzo alla quale sono stati notati tantissimi forestieri e turisti provenienti da ogni dove. Il tutto si è svolto questa sera, 29 marzo, giorno delle Palme dalla ore 18.00 alle 20.00.

A promuovere l’evento, come risaputo, è stata la parrocchia “Maria SS.Assunta”, avvalendosi per l’occasione del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Vito Di Carlo e l’apporto vivo e determinante dell’Assessorato alla Cultura e ai Servizi, retto da Viviana Saponiere e delle associazioni del posto. Tra l’altro: La Cascina, Pro-Loco, Dimensione Immagine e Protezione Civile. Una dozzina le soste, inscenate in parte nei luoghi più caratteristici del centro storico medievale e per il resto nel quartiere di San Rocco. Si è cominciato con l’ultima cena, tenutasi in un angolo  della Ripa o Belvedere, da dove si gode un panorama mozza-fiato.  Non a caso Rignano è detto Balcone del Tavoliere, per la vastità e varietà del paesaggio che si ha di fronte. La seconda fermata si è tenuta, invece,  più in là, sempre sulla Ripa, dove il Cristo, fedelmente rappresentato dal giovane Michele Buttacchio, ha provveduto alla lavanda dei piedi, a cui si sono sottoposti i 12 discepoli. Le altre rappresentazioni si sono svolte nella Villetta Comunale, nell’atrio municipale, e nella contigua Piazza San Rocco: il processo da Pilato, impersonato fedelmente  da Luciano Draisci;la flagellazione e il trasporto della Croce con Gesù e i due ladroni; le tre cadute e, infine, la Crocifissione messa in atto  nell’ampio e solenne Largo, all’ombra dello splendido  Palazzo Baronale e dell’annessa Torre di origine bizantina (sec. X-XI). Infine, la folla, unitamente agli attori, si sono riversati  nella Chiesa Madre, dove si è consumato il resto delle funzioni religiose. Dopo di ché la processione si è sciolta ed ognuno ha fatto ritorno a casa, soddisfatto di aver vissuto una bella serata, all’insegna della storia, della fede e della tradizione. Si tratta di un evento, iniziato in sordina lo scorso anno, ma che oggi ha avuto per davvero l’apoteosi. Altre fuggevoli rappresentazioni si sono susseguite durante il lungo regno del parrroco, il compianto Don Pasquale Granatiero. Comunque  sia l’ultima importante rappresentazione  che si ricorda in tal senso  risalirebbe, secondo taluni esperti di storia locale, ad oltre cinquant’anni fa, inscenato per di più da studenti liceali sammarchesi. Alcuni anziani affermano che tentativi in materia furono sperimentati anche prima dell’ultima guerra, specie a livello scolastico. Gli organizzatori si prefiggono per il prossimo anno di migliorare ulteriormente la manifestazione, eguagliando e semmai superando, in termine di successo, il Presepe Vivente. Come risaputo per entrambe le iniziative, si punta sia sulla bellezza del centro storico e della vista panoramica, sia sui suoi beni culturali e paesaggistici, come  il Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, il Dolmen della Madonna di Cristo, la Dolina di Centopozzi e soprattutto sull’accoglienza – ospitalità  e l’originalità della sua gastronomia, rappresentata, oltre che dai punti-ristoro del posto, dai Centri agroturistici: Fiore, Paglicci –Bramante, Terra del Sole, Tancredi e Tenuta Corigliano. Da evidenziare, infine, che alla buona riuscita dell’evento ha contribuito in una certa misura  lo stesso parroco Don Nazareno Galullo, provvedendo a “dare voce e regia”  all’avvenimento, coadiuvato dagli addetti all’apparecchiatura tecnica, azionata e mantenuta egregiamente da Matteo Tancredi e da Franco Draisci. La tragicità del momento è sta assicurata con le pregevoli e commoventi  musiche selezionate e messe in atto tramite computer da Leonardo Del Vecchio e dalla giovanissima e superlativa Nancy Botta.

Letto 698 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Marzo 2015 07:56
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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.