Antonio Del Vecchio
23/03/15

L’Apparizione della Madonna di Cristo, a Rignano Garganico.

RIGNANO GARGANICO. Spesso l’origine di un Santuario, oltre ad essere sorretta da una storia documentata, viene abbellita da ritrovamenti eccezionali e da leggende incredibili. È  il caso dell’antica cappella della Madonna di Cristo sorta ai primi anni dell’anno Mille ai piedi della collina su cui sorge il paese. Ecco il racconto dell’Apparizione.

<<Viveva nel villaggio un’orfana, bella, come una madonnina di pittore fiammingo, sottile, delicata, vaporosa come una miniatura con le pomelle del colore di ciliegia, con i suoi denti bianchi di avorio; e quest’or4fanella non aveva al mondo nessuno che la proteggesse , nessuno che le donasse un poco di pane, nessuno che le offrisse un posticino ai piedi del proprio letto. Come tutte le miserabili, ella non si recava ogni mattina, prima che il sole si fosse affacciato sulla punta alta di monte Celano, nel Vernale e quivi raccoglieva frasche secche, e le ammonticchiava e ne faceva dei piccoli fastelli che vendeva nel dì seguente per otto soldi. Un giorno, il secondo dopo la Pasqua, venne per caso nel bosco in su le ventitre ore. L’aria era quieta, tranquilla, non si udiva altro che lo stormir delle fronde, ed il pigolio dei passeri che si appollaiavano tra’ rami degli olmi, immersi nell’ombra che lentamente, solennemente scendeva dai monti; sulle rupi coperte da caprifoglio selvatico scherzavano in mille colori gli ultimi raggi del tramonto. Ad un tratto la fanciulla si arrestò meravigliata innanzi ad una donna bella come quell’ora; tutta vestita di bianco come schiuma delle onde, circondata da un nimbo di gelsomini, che camminava leggermente sulla sommità alta delle erbe al pari di una visione, senza farne piegare i gambi. Piano, piano le si avvicinò, e con una dolcezza arcana, paradisiaca nella voce flebile come il gorgheggio degli usignoli nella vale, le disse: - che fai, fanciulla, sotto a questi alberi tristi, ed in un’ora tanto inoltrata?Faccio di frasche secche, rispose lei!Poveretta! Mormorò quella donna ; avvicinati ai rosolacci dei cespugli e toccali con le mani. L’orfana così fece ed i fiori si mutarono in pane, Ella ne mangiò un quattro o cinque, poi s’inginocchiò ai piedi di quell’apparizione, le baciò il lembo della veste e le dimandò: - Siete voi la madonna di Cristo? Dite siete voi madonna mia? Perché non mi fate morire? – Si, rispose essa, sono la madre di dio! Poi le prese la mano destra e legò a tre dita, tre nastri: uno bianco, uno rosso, e l’altro verde. – Questi nastri sono i segni di tre grandi processioni che voglio; tu, torna al villaggio e narra a don Giovannantonio quanto hai visto.  L’aria si oscurò ad un tratto, e la madonna accompagnò con gli occhi la fanciulla, la quale ancora tutta presa da meraviglia, bussò alla porta del parrocchiano mentre la grossa campana suonava un’or di notte. La mattina si fece molto parlare; tra i sacerdoti con gli abitati delle grandi funzioni e col sacramento esposto, a piedi scalzi seguiti da una turba di uomini e donne che venivano cantando salmodie lente si recarono nella valle. Gli uccelli incominciarono a gorgheggiare, come per incantesimo nel profumo degli alberi verdi e delle siepi; i fiori a rizzarsi sugli steli. Si costruì un altare, si cantò il Te Deum e poi tutti si inginocchiarono con la faccia per terra, pregando. Ma dopo un buon quarto d’oro visto che la madonna non compariva, l’arciprete si alzò, disse alla turba che ci volevano serie penitenze ed ardenti preghiere, e poi così come erano venuti a piedi scalzi, col sacramento esposto, cantando salmodie lente ritornarono al villaggio. Da quel giorno passarono tre mesi, e la povera orfana una mattina fu trovata morta dietro le porte della parrocchia, coperta da una nuvola di rose e giacinti freschi, nelle cui foglie luccicavano come tanti diamanti le stille di rugiada. Allora don Giovannantonio con entusiasmo da banditor di crociate, pubblicò in tutti i paesi vicini la storia della fanciulla e l’apparizione della madonna e predicò che questa voleva una casa, e disse che avrebbe concesso molte grazie e molti miracoli…>>.

N.B. Racconto tratto dal v. Rosedda /Costumi garganici di G.Ricci, nuova edizione a cura di Antonio Del Vecchio, Regione Puglia, 2001, pp. 50 - 51

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.