Antonio Del Vecchio
23/01/15

Si commemora la “Schoah”con l’arte di Petruccelli al Balilla di San Marco in Lamis

L'artista Nick Petruccelli L'artista Nick Petruccelli

SAN MARCO IN LAMIS. Dal 27 gennaio, per circa una settimana, la “Schoah dipinta” di Nick Petruccelli sarà in mostra presso l’Edificio “Balilla” di San Marco in Lamis, istituto comprensivo, di cui fanno parte anche  i plessi “Compagnone” e Rignano. Altresì, il fabbricato è sede anche della direzione scolastica, magistralmente retta da alcuni anni dallo scrittore e storico Giuseppe Soccio.

Tanto è stato fatto proprio dalla scuola per commemorare sul piano prettamente pedagogico - culturale la “giornata della memoria” e per ricordare alle nuove generazioni uno dei misfatti più abietti della storia umana, quale fu l’eccidio degli ebrei perpetrato dai nazisti  con furore ed orrore scientifico durante la II guerra Mondiale. L’arte petrucelliana, che ha come centro d’interesse “l’uomo con il suo destino” nelle sue molteplici espressioni, ben si presta al discorso filosofico  dell’homo homini lupus, ossia della crudeltà umana elevata all’ennesima potenza quale fu appunto la persecuzione razziale tedesca. “ Volgendo lo sguardo a questi quadri - scrive Leonardo P. Aucello ( in “Nick Petruccelli -  Opere 1968 – 2008 “,  a cura di Gaetano Cristino e Sergio D’Amaro, Claudio Grenzi Editore, 2009) si coglie subito l’impressione di come il pittore avverta il disagio come uomo e come artista di sentirsi smarrito e umiliato davanti ad uno scenario apocalittico di belve feroci in cui egli pare essere compartecipe con lo spirito e con l’animo all’inenarrabile rassegnazione dei deportati nei lager durante le varie fasi (deportazione,segregazione, morte per fame, asfissia e distruzione nei forni crematori)…”. C’è anche qualche tela che ripropone la cosiddetta “sperimentazione scientifica” da parte di menti folli e di presunti medico-scienziati, come lo sventramento di cadaveri di donne incinte per sezionare ed analizzare l’embrione e/o addirittura l’eliminazione del feto gemello per verificare la reazione del superstite. La pittura di Petruccelli cattura più della ferocia nazista, perché la stessa non è frutto di odio ma al contrario, lo è in termini di  amore e pietas per il proprio simile. Gli stessi volti dei deportati dei lager di Dachao, Auschwitz, ecc.(luoghi che egli ha visitato di persona durante l’emigrazione) sono soffusi dalla stessa pacifica rassegnazione  che impregna l’animo dell’artista, divisi come sono dal resto del mondo dal pungente e tenue filo spinato. “Immaginando i loro volti – ci dice Petruccelli – ho notato ed ho cercato di  rappresentare la stessa dolcezza che traspira dai volti dei tanti Cristi da me  realizzati sia nella scultura lignea, sia sulla pietra e  metallo”. Riprendendo il discorso di cronaca, va precisato, infine, che la manifestazione odierna comprende anche letture, filmati, riflessioni, ricostruzione di ambienti, ecc.) per ricordare così  in modo più complesso ed articolato il tema della “Shoah”.

 

 

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Antonio Del Vecchio

Già funzionario della Regione Puglia in campo culturale, giornalista e pubblicista. Ha diretto vari periodici con scritti a carattere politico e socio – culturale, tra Bari, Foggia e rispettive province.

Dal 1979 ha collaborato e collabora con testate, anche digitali, quali La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Attacco, Garganopress, Sanmarcoinlamis.eu, Rignanonews.com.

E’ autore e curatore di parecchi volumi sui beni culturali, sulla storia locale, sull’emigrazione e sulle tradizioni di Rignano, del Gargano, della Puglia e dell'Italia.